Articoli con tags ‘ reati ambientali ’


“Un’aggressione a tappeto dei beni ambientali”. L’Italia vista da Legambiente

Lug 24th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
Siamo seduti su una bomba ad orologeria. E la bomba, che di anno in anno si alimenta in potenza deflagrante, è pronta ad esplodere. Vero, il messaggio non è dei più rassicuranti ma è quello che, ancora una volta, lancia a gran voce Legambiente con il rapporto Ecomafia 2015, redatto sulla scorta dei dati 2014 e presentato a luglio. Uno spaccato inquietante del paese Italia, sempre più in balia dello strapotere delle eco e agromafie. In attesa che la legge 68 approvata lo scorso 22 maggio sortisca i suoi effetti, il 2014 ha visto terre e cieli d’Italia avvelenati da 29.293 reati ambientali (80 ogni giorno, uno ogni 18 minuti). Rispetto all’anno precedente, un’oscillazione all’apparenza irrisoria, che racconta di 19 episodi in più ma che assume altro senso quando la si traduce in soldoni. Già, perché i forzieri dei sistemi ecocriminali hanno visto entrare un tesoro di 22 miliardi di euro, ben 7 in più rispetto al 2013. Per dirla con le parole contenute nel report, “un’aggressione a tappeto dei beni ambientali”. Un’aggressione sistematica, su cui pesa soprattutto l’incidenza criminale delle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. Puglia, Sicilia, Campania e Calabria sono, nell’ordine, alle prime quattro posizioni in classifica. Solo...


Ecoreati, la soddisfazione di Legambiente e Libera

Mag 20th, 2015 | Categoria: prima pagina
C’è soddisfazione tra le associazioni che da anni si battono per ottenere una legge sugli ecoreati. Legambiente e Libera festeggiano, e sottolineano come «dopo 21 anni eco-giustizia è fatta». «Per noi – hanno sottolineato con striscioni in piazza – oggi è una giornata storica. Dopo 21 anni gli ecoreati entrano finalmente nel Codice penale: eco-giustizia è fatta. Da ora in poi gli ecomafiosi e gli ecocriminali non la faranno più franca. Grazie ad una norma come questa sarà possibile colpire con grande efficacia chi fino ad oggi ha inquinato l’ambiente in cui viviamo contando sull’impunità». Legambiente e Libera erano presenti nella tribuna aperta al pubblico dell’Aula del Senato. Le due associazioni, che hanno promosso l’appello «In nome del popolo inquinato», sottoscritto da altre 23 sigle associative di cittadini, medici, studenti e di categoria, hanno poi brindato davanti a Palazzo Madama subito dopo il voto favorevole del Senato, che ha approvato senza modifiche e quindi definitivamente il disegno di legge sui delitti ambientali nel codice penale. «Questo provvedimento, frutto del lavoro parlamentare congiunto di Pd, M5s e Sel, è migliorato nel tempo grazie ad una serie di integrazioni nate dal confronto con magistrati, forze dell’ordine, giuristi e associazioni, e costituisce una pagina memorabile della...


Biutiful Cauntri

Mag 25th, 2010 | Categoria: Biutiful Cauntri
di Peppe Ruggiero. Giornalista e coautore del documentario Biutiful Cauntri
Immobile. Un termine che sintetizza la politica ambientale del nostro paese. E non solo ambientale. Immobile è un fabbricato, una casa. Ma immobile è anche cio’ che non si muove. Due facce di una stessa medaglia: quella dell’ecomafia del cemento illegale, di migliaia di casa abusive costruite con le betoniere dei clan. Dei terreni, beni immobili, che vengono quotidianamente avvelenati da rifiuti tossico-nocivi che avvelenano l’aria, contaminano le falde acquifere, inquinano le coltivazioni agricole, minacciano la salute dei cittadini. Una vera e propria guerra. Con i magistrati costretti ad affrontarla con armi spuntate. Colpa, anche , di una politica immobile. Che non si muove davanti ad uno dei fenomeni piu’ gravi dal punto di vista economico, ambientale, sociale e sanitario e che da oltre sedici anni non si decide ad approvare l’introduzione nel codice penale dei delitti contro l’ambiente. E questo accade sotto gli occhi di tutti. (altro…)


I fanghi di Brindisi

Lug 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Una piramide di cento metri sepolta nelle viscere di una località nel reggino nasconde tonnellate di rifiuti pericolosi. Arrivano dalla centrale Enel di Brindisi: un sistema di coperture e falsificazioni emerso solo grazie a uno strano via vai di camion (altro…)


Regione verde… o “Toxic country”?

Mag 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Secondo l’ultima relazione annuale della Direzione nazionale antimafia (dicembre 2008), sono due i settori che meritano particolare attenzione per il rischio di infiltrazioni mafiose in Abruzzo: gli appalti – e questo vale ancora di più oggi, alla luce della ricostruzione che verrà – e lo smaltimento dei rifiuti. In effetti sono tante le cronache nere abruzzesi che hanno avuto a oggetto la gestione illegale dei rifiuti, soprattutto di matrice industriale. Grazie alla sua posizione al centro dell’Italia, la “regione verde” si è spesso trovata coinvolta come nodo strategico per i trafficanti, se non quando vera e propria base operativa. Reati in crescita. C’è anche l’Abruzzo, ad esempio, tra le regioni coinvolte in un imponente traffico illecito di rifiuti, costituiti dalle pericolose batterie al piombo esauste, scoperto dai carabinieri il 12 maggio scorso. Una banda ben organizzata e multietnica (tre degli arrestati sono stranieri) beccata con le mani nel sacco, mentre si fingevano incaricati dal Cobat (Consorzio nazionale batterie esauste) a ritirare le vecchie batterie presso numerose aziende abruzzesi, umbre, marchigiane e laziali. Ottomila tonnellate raccolte in meno di un anno, il cui traffico illegale ha fruttato all’organizzazione qualcosa come 500mila euro. Le batterie, una volta ritirate, venivano spacciate e vendute come...


Cantiere Selvaggio

Gen 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Non serviva l’inchiesta Global Service per accorgersi dello scempio paesaggistico (e morale) di Napoli e dintorni. Sarebbe bastato occuparsi con più attenzione dello scioglimento dei Comuni: la devastazione ambientale è tra le prime cause L’Italia ha scoperto il caso Napoli, la politica nazionale e campana si è interrogata, dopo le indagini della Procura, sulla questione morale. La notizia è che il consociativismo è tornato di gran carriera con destra e sinistra piegate al volere dell’imprenditore di turno, questa volta il re delle strade Alfredo Romeo, arrestato per l’inchiesta sugli appalti a Napoli che ha fatto traballare la giunta Iervolino. Nei giorni di “MangiaNapoli” (così è stata ribattezzata l’inchiesta “Global Service” che ha scosso Palazzo San Giacomo con l’arresto di quattro tra assessori ed ex assessori), nelle ore di meraviglia collettiva, il prefetto Alessandro Pansa lanciava l’allarme: in provincia 40 comuni su 91 sono a rischio camorra. «La metà dei comuni della provincia, uno su due, è sotto monitoraggio per infiltrazione della malavita, due sono sotto gestione commissariale: Casalnuovo e Arzano». Un allarme passato sotto silenzio, un allarme fondato. Peccato che sia un disco rotto, perché se attraversi la provincia partenopea, ne osservi la mappa degli enti locali, ti accorgi che il disastro è...


Il palazzo dei veleni

Gen 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Cancro ai polmoni, ai testicoli, al cervello, aborti spontanei. È il resoconto di una formazione universitaria fatta di vapori tossici e rettori “distratti” in cerca di voti. A Catania, presso la facoltà di Farmacia, gli studenti trascorrevano giornate intere tra le esalazioni di metalli pesanti. Chi sapeva ha taciuto per anni Grida di allarme inascoltate, sogni di giovani ricercatori infranti. Studenti che lavoravano sino a tarda sera nei ristoranti per finanziarsi gli studi e il mattino seguente respiravano in facoltà vapori cancerogeni. Storia nascosta dalla stampa monopolizzata a libro paga dell’università di Catania, prima in Italia per numero di consulenze: 800 in un anno. Governata dal 2000 al 2006 da Ferdinando Latteri, democristiano di vecchia data, rettore-barone da 100mila preferenze alle europee del 2004 con l’Ulivo, dopo essere stato per 10 anni in Forza Italia, eletto deputato nazionale nel 2006 con la Margherita e rieletto alle ultime politiche con il Pdl al Parlamento, ultima tappa seguita all’approdo nel partito di un vecchio amico d’infanzia: il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo. Un palazzo contaminato, una bomba tossica costruita scaricando illecitamente nella rete colabrodo del sistema fognario sostanze pericolose di ogni tipo che entravano in circolo, finivano in una vasca sotterranea sfondata, mentre i...


Quando c’è la salute, c’è tutto

Gen 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Non è solo un detto comune, perché la salute non è solo assenza di malattia, ma “benessere fisico, mentale e sociale”, determinato anche da fattori socioeconomici, culturali e ambientali. Dalla corruzione dei colletti bianchi alla pesante infiltrazione mafiosa, ecco come l’illegalità influisce sul nostro “star bene La salute ha rappresentato per ogni popolo una condizione da tutelare e propiziare ed è stata da sempre considerata dagli uomini tra i beni più preziosi. La precisa definizione di tale condizione essenziale per l’individuo e la comunità si è però sempre rivelata abbastanza problematica. Per molto tempo il concetto di salute è stato strettamente legato a quello di “malattia” e la condizione di salute si sostanziava pertanto nella “negazione” di questa. Una fortunata definizione di “salute”, che viene ancora oggi universalmente riconosciuta come valida, è quella definita con la Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1946: «La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale» e non, appunto, la semplice assenza di malattia o infermità. L’etica e il diritto. Tale visione amplia in maniera rilevante lo spettro dei fattori che influenzano e determinano lo stato di salute. Alcuni, come l’età, il sesso e altri fattori “costituzionali”, sono strettamente correlati all’individuo e di...


Terra bruciata

Apr 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Tra i drammi della Colombia il meno conosciuto è forse quello ecologico. La coltivazione, la lavorazione e anche l’eliminazione dei narcocultivos stanno distruggendo il patrimonio ambientale colombiano, con dirette conseguenze sulla vita sociale e economica E’ ormai noto che la Colombia è il primo produttore ed esportatore mondiale di cocaina e il terzo produttore mondiale di marijuana e che l’eroina colombiana (prodotto relativamente nuovo per la regione andina, ma sulla bontà del quale puntano molto i nuovi narcos) è considerata tra le migliori del mondo. Nonostante cifre discordanti in termini di quantità prodotte, superfici coltivate e, soprattutto, profitti, tutte le stime e gli studi concordano infatti nell’indicare la forte ascesa negli ultimi anni della Colombia come coltivatore e produttore di droga, rispetto a un pressoché generale declino dei Paesi di area andina. E’ stato registrato un forte aumento: il 32% in più nella coltivazione nel periodo 1995-96 ed il 10% in più nella produzione (dato del 1997). Nel 1974 erano stati censiti solo 25mila ettari di marijuana, localizzati in soli 2 Dipartimenti. Nel 1999 è stata accertata l’esistenza di oltre 100mila (c’è chi dice 115mila) ettari coltivati a coca, papavero da oppio (amapola) e marijuana (in una percentuale rispettivamente del 80, 12...