Articoli con tags ‘ Ragusa ’


Io, Giovanni e Ragusa quarant’anni dopo

Ott 27th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Alberto Spampinato
Ogni volta che torno a Ragusa, la città in cui sono nato, in cui ho vissuto fino all’età di vent’anni, in cui quaranta anni fa fu ucciso mio fratello, in cui sono tornato a trovare i miei genitori finché ci sono stati, provo un senso di smarrimento. E’ quella sensazione che ho cercato di descrivere, tre anni fa, nel libro “C’erano bei cani ma molto seri”. Mi colpisce, scrissi, la disinvolta smemoratezza di questa città e dei suoi abitanti. L’ho detto per scuotere quell’apatia, sapendo di urtare qualche suscettibilità. Qualcuno mi ha compreso e mi ha manifestato lo stesso sgomento, ma certamente non sono riuscito a smuovere le radici di quella smemoratezza, e forse non ci riuscirò mai. Lascia perdere, mi hanno consigliato le persone che mi vogliono bene, convinciti che è più facile sfondare un muro a testate. Ragusa è fatta così. Bisogna prenderla per quel che è. Capisco, ma non riesco a rassegnarmi. Penso che Ragusa abbia tante buone qualità da vantare e, con poco, se solo recuperasse la memoria, potrebbe diventare una comunità con buone carte da giocare, e io potrei tornarci senza avvertire quel senso di vuoto e di estraneità. Perciò provo e riprovo e cerco di fare...


Ragusa, chiude la sala stampa dedicata a Spampinato

Mag 3rd, 2012 | Categoria: news
La Federazione Nazionale Stampa Italiana chiede a gran voce che la Provincia di Ragusa riveda la sua decisione di chiudere la sala stampa aperta nel 1995 ed intitolata a Giovanni Spampinato (nella foto), giornalista del quotidiano «L’Ora» ucciso il 27 ottobre 1972 dalla mafia. Un luogo da tutti considerato non solo un punto di servizio alla categoria (in particolare per i colleghi free lance), ma anche una presenza dal chiaro significato simbolico contro qualsiasi forma di illegalità e di sopruso. La Fnsi sottolinea come questo gesto strida ancora di più considerando che è avvenuto «in una terra così tormentata e difficile per l’informazione». Ironia della sorte, dall’altro capo d’Italia – a Trieste per la precisione – è stata inaugurata una sala stampa dedicata alla giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006. Una scelta non causale, come ha spiegato il vicesindaco Fabiana Martini: «La giornalista Politkovskaja, simbolo della libertà d’informazione e della difesa dei diritti umani, rappresenta inoltre l’attenzione dell’amministrazione comunale alle donne e alla promozione delle Pari Opportunità che la stessa commissione comunale ha appoggiato con l’adesione alla Campagna per la memoria femminile locale, nazionale e straniera». La sala stampa è infatti stata aperta al pianterreno del...


Ragusa, il prezzo di un’inchiesta

Nov 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli, articoli
Lo scorso 27 settembre uno storico e giornalista ragusano è stato condannato in primo grado a 8 mesi di carcere per aver diffamato il procuratore capo Agostino Fera, da quarant’anni impiegato presso il tribunale ibleo, protagonista di molti processi controversi La vicenda che ha portato alla condanna carceraria (8 mesi, in primo grado) dello storico e giornalista Carlo Ruta ha inizio nel novembre del 2000, quando la Provincia di Ragusa decise di acquistare alcuni immobili per il ricovero di strumenti meccanici, auto di servizio, mezzi per la protezione civile. La spesa preventivata era di un miliardo e cinquecento milioni delle vecchie lire. Il bando venne pubblicato per solo un mese, dal 30 novembre al 30 dicembre. Forse anche per l’esiguità dei termini, pervenne un’unica offerta, che l’Ufficio tecnico provinciale ritenne inadeguata. Anziché prorogare i termini di presentazione, ed eventualmente pubblicizzare meglio il bando, l’Utp decise di procedere per una ricerca informale degli immobili. Pochi mesi dopo, l’offerta di vendita pervenne dagli imprenditori Vito Noto e Giovanni Chiaromonte, indicati nella relazione dell’Ufficio tecnico come «amministratori della costituenda Ellepi srl»: in sostanza, titolari di un’impresa non ancora esistente. Nulla di strano? L’offerta, inoltre, riguardava una proprietà legalmente non disponibile, perché ancora appartenente a un’anziana...


Mappa dei Cpt italiani

Lug 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Riportiamo qui di seguito la mappatura degli istituti presenti nel nostro Paese. Le notizie raccolte fanno riferimento a: tipo di struttura; dislocazione rispetto al centro abitato; capienza massima; tipologia degli ospiti; budget per persona giornaliero; continuità di esercizio; gestione. I dati sono stati elaborati sulla base della lettura del Rapporto di Medici Senza Frontiere (MSF) curato da Luca Leone Centri di Permanenza Temporanea e Assistenza, anatomia di un fallimento edito da Sinnos nel 2005 e del Rapporto di Amnesty International Italia. Presenza temporanea, diritti permanenti. Il trattamento dei cittadini stranieri detenuti nei centri di permanenza temporanea e assistenza (Cpta). Agrigento “Contrada San Benedetto” Ex hangar in muratura; zona industriale, lontano dal centro abitato; 108 posti; 96 uomini e 12 donne; euro 30,54 cad/giorno; chiuso per ristrutturazione dall’ottobre 2004 e “in via definitiva” dal dicembre 2004, a seguito delle osservazioni espresse dal Comitato per la prevenzione della tortura e dei trattamenti e pene crudeli, inumani e degradanti del Consiglio d’Europa. Fonti non confermate sostengono che il centro verrà riaperto nel 2005 dopo i relativi lavori di ampliamento; gestione Misericordia/Asi.  Lampedusa Cinque container; è anche Centro di Identificazione (Ci); situato nella zona aeroportuale dell’isola. Dista circa 205 km dalla costa della Sicilia e circa 300 km dalla...


Orme di mafia

Mar 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
L’ultima condanna a uno dei suoi aggressori è stata emessa dal tribunale di Napoli, ai primi di marzo: sette mesi di reclusione a un trafficante di animali che nel ’97 lo picchiò e  mandò all’ospedale. E non fu certo un incidente di percorso  per Ciro Troiano. Il suo impegno nella lotta alle zoomafie gli ha creato molti nemici. Da sempre militante animalista, ha legato il suo nome ad alcune delle più importanti operazioni delle Forze dell’ordine in difesa degli animali. Dal 1998 è responsabile dell’Osservatorio nazionale zoomafia della Lav, una struttura che collabora con le forze di Polizia giudiziaria, con la magistratura e con i servizi di Informazione e Sicurezza. Gli abbiamo chiesto di chiarire alcuni aspetti di questo ambito criminale ancora poco conosciuto. Dottor Troiano, il termine zoomafia è un neologismo introdotto ormai da qualche anno per indicare il fenomeno dello sfruttamento degli animali da parte delle cosche mafiose. Che ruolo svolgono gli animali nella cultura e nel sistema mafiosi?   Il ruolo degli animali è presente sin dalle origini della mafia: non a caso la mafia è nata come consorteria criminale di spiccate caratteristiche agresti. Più della Camorra, che era prevalentemente localizzata nelle città. Dalla campagna deriva la visione del...


L’onorata fattoria

Mar 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Combattimenti di cani, corse di cavalli,furto di bestiame, macellazione clandestina, traffico di specie esotiche. L’ultimo rapporto dell’Osservatorio della Lav traccia una mappa delle zoomafie, business da 3 miliardi di euro all’anno Vi potrà capitare di essere dalle parti di Vittoria, in provincia di Ragusa, o a Cuma, vicino a Napoli, e imbattervi in una strada sbarrata. «Di qui non si passa», vi sentirete dire, e se domanderete spiegazioni vi converrà accettare come risposta – onde evitare pericolose reazioni – la scusa dell’incidente. Di certo non vi diranno la verità: ossia che su quel tratto di strada si sta disputando una delle numerose e “folcloristiche” corse clandestine di cavalli, che i malavitosi locali amano organizzare. Occupando, a seconda dell’esigenza, tangenziali abbandonate, strade in via di realizzazione, o, se è il caso, anche vie praticabili: alcune vedette saranno comunque in grado di garantire il tranquillo svolgimento della corsa. L’ultima è stata scoperta ad Acate, in provincia di Ragusa, proprio lo scorso 10 marzo e ha portato alla denuncia di 72 persone. Le “zoomafie” sono anche questo, come spiega l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della Lega Antivivisezione (Lav) presentato alla Camera lo scorso 26 febbraio. Un fenomeno che si estende dallo sfruttamento degli animali (per ragioni economiche o di...


Denunciare conviene

Gen 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
A Scicli, in provincia di Ragusa, viene riaperta a tempo di record una segheria incendiata dalla mafia del pizzo. Un primo successo per lo Stato impegnato in una grande campagna informativa sul racket e l’usura Per esserci, c’erano proprio tutti: gli imprenditori locali, le associazioni contro il racket e tanta gente comune. A Scicli, tra le fertili pianure di Donnalucata davanti al blu del Mediterraneo, il due dicembre scorso si è compiuto uno di quegli eventi che forse non richiamano la grande stampa, ma che rappresentano un punto di svolta reale. Per la prima volta nella storia recente italiana un’azienda è stata pubblicamente riaperta, per di più in terra di Sicilia, dopo essere stata rasa al suolo dalla mafia del racket: il tutto per la caparbia volontà di un giovane imprenditore e con l’aiuto dello Stato. E’ stata una cerimonia sobria, quella della riaccensione simbolica dei macchinari della «Nova Iblea Imballaggi», una cerimonia alla buona, come si usa fare in campagna. E se non fosse stato per l’enorme spiegamento di forze dovuto alla presenza del ministro dell’Interno Enzo Bianco e del commissario di governo antiracket e antiusura Tano Grasso, il tutto sarebbe passato quasi inosservato, anche in una contrada di poche...