Articoli con tags ‘ procura di Caltanissetta ’


Palermo, fermato fedelissimo dei Graviano per concorso in strage

Apr 20th, 2011 | Categoria: news
Si avvale della facoltà di non rispondere Fabio Tranchina. La procura di Caltanissetta – nelle persone dei pm Sergio Lari, Domenico Gozzo, Nicolò Marino e Gabriele Paci –  ha emesso nei suoi confronti un provvedimento di fermo per concorso in strage. Nello specifico, il cognato di Cesare Lupo (fedelissimo del clan di Brancaccio) è accusato di aver compiuto un sopralluogo con i boss Graviano in via D’Amelio prima dell’attentato nel quale persero la vita il giudice Paolo Borsellino insieme ai cinque agenti della scorta, rivestendo in seguito un ruolo di tramite tra i Graviano (e di complice della loro latitanza) e il commando operativo della strage. Secondo la Dia nissena, Tranchina non solo avrebbe dunque rivestito un ruolo nell’organizzazione prima e nell’esecuzione poi della strage del 19 luglio 1992, ma figurerebbe anche come autista dei boss Giuseppe Graviano e Leoluca Bagarella, facendo da tramite tra quest’ultimo e Toni Calvaruso, uno dei suoi uomini più fedeli. L’uomo in stato di fermo è anche indagato nell’ambito dell’inchiesta aperta relativa alla presunta trattativa tra Stato e mafia; dalle rivelazioni di Fabio Tranchina potrebbero quindi emergere elementi importanti non solamente relativi all’eccidio dell’estate ’92, ma anche collegati alle stragi del 1993 avvenute a Milano, Firenze...


Intervista a Roberto Scarpinato. Criminalità dei potenti e deriva del sud

Nov 23rd, 2010 | Categoria: articoli
di Antonello Castellano
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=LAs5bDeTd7o&feature=player_embedded] «Pensare un’azione antimafia realmente efficace in un contesto di sgretolamento dei diritti è una contraddizione in termini». Ne è convinto Roberto Scarpinato, procuratore capo di Caltanissetta, che abbiamo intervistato a Torino in occasione della presentazione del suo ultimo libro, “Il ritorno del Principe”. Per Scarpinato la lotta alle mafie sarà poco incisiva finché il potere continuerà a tutelare il suo lato “osceno”. «Si potrebbero arrestare tutti i giorni centinaia di affiliati con la certezza che il giorno dopo verrebbero prontamente sostituiti». Nel suo libro ‘Il ritorno del Principe’ lei sostiene che la questione criminale italiana sia inscindibile da quella dello Stato e della democrazia. E’ un’affermazione molto forte… La storia italiana è una storia diversa da quella degli altri paesi di democrazia europea avanzata, perché nei paesi come la Francia, come l’Inghilterra, come la Gemania quasi non esiste una questione criminale, o meglio, la questione criminale è un capitolo assolutamente marginale e secondario della storia nazionale, di cui si occupano soltanto gli specialisti, i magistrati e i criminologi, perché tranne poche eccezioni le gesta criminali sono quelle della criminalità comune: rapine, omicidi e traffico di stupefacenti. In Italia non è così. Perché in Italia la questione criminale è sempre stata inestricabilmente...


Concorso esterno in associazione mafiosa, indagato Ciancimino jr.

Ott 27th, 2010 | Categoria: news
I pm Nino Di Matteo e Paolo Guido hanno notificato a Massimo Ciancimino un avviso di garanzia con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. L’accusa mossa a carico del figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito, morto nel 2002, è di aver fatto da tramite tra il padre e alcuni boss mafiosi tra cui Bernardo Provenzano. Ruolo espresso, per esempio, con la consegna brevi manu al padre dei pizzini di “Binnu u tratturi”. Le prove che hanno permesso di aprire l’indagine della Procura di Palermo sono le stesse dichiarazioni rilasciate da Massimo Ciancimino nel corso di diversi interrogatori rilasciati nel corso di questi ultimi due anni, avvalorate da una serie di documenti (tra cui le fotocopie di diversi pizzini) che lui stesso ha consegnato durante le deposizioni. Gli interrogatori si sono resi necessari in quanto il figlio dell’ex primo cittadino di Palermo sostiene di essere a conoscenza di tutta una serie di informazioni relative alla trattativa tra Stato e mafia risalente al dopo stragi del 1992; Massimo Ciancimino racconta inoltre del signor “Franco”, figura enigmatica sulla quale lui stesso ha fornito versioni “contrastanti, contraddittorie o inconcludenti” come sono state definite dagli inquirenti. Il fantomatico signor “Franco” sarebbe un agente dei servizi...