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Processo Aemilia, la ‘ndrangheta ha rotto gli argini

Ott 13th, 2016 | Categoria: prima pagina
di redazione
“Nell’indagine Aemilia si assiste alla rottura degli argini” da parte della criminalità calabrese in Emilia, dove “la congrega è vista entrare in contatto con il ceto artigianale e imprenditoriale reggiano, secondo una strategia di infiltrazione che muove spesso dall’attività di recupero di crediti inesigibili per arrivare a vere e proprie attività predatorie di complessi produttivi fino a cercare punti di contatto e di rappresentanza mediatico-istituzionale”. E’ questo, secondo il Gup Francesca Zavaglia, il salto di qualità dell’inchiesta sulla ‘Ndrangheta della Dda di Bologna. Lo si legge in uno dei passaggi chiave delle 1.390 pagine della sentenza del processo concluso ad aprile con 58 condanne in abbreviato, 17 patteggiamenti, 12 assoluzioni e un proscioglimento per prescrizione. Dato caratterizzante è proprio “la fuoriuscita dai confini di una microsocietà calabrese insediata in Emilia, all’interno della quale si giocava quasi del tutto la partita, sia quanto agli oppressori che alle vittime”. Esemplare la vicenda dell’azienda svenduta al prezzo di un caffè. Si tratta della “Naturalmente srl”, che a Campagnola Emilia gestiva un parco adibito per ospitare matrimoni. Indebitata con le banche, ma nel mirino delle cosche che se ne volevano appropriare “o con le buone, o con le cattive”. Un vero incubo quello vissuto dall’imprenditore reggiano Pietro Ferrari che,...


Guatemala, accusato di genocidio l’ex ditattore Rios Montt. Un processo storico

Mar 26th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Kolocho
Città del Guatemala, martedì 19 marzo, Piazza dei Tribunali, dove ha sede il palazzo di giustizia, è tagliata in due. Da un lato i familiari delle vittime e dall’altro i sostenitori di Josè Efraìn Rios Montt, sotto processo per genocidio e crimini contro l’umanità. E’ un processo storico per il Guatemala e la gente si accalca fuori dal tribunale. Rios Montt, ex generale di 86 anni, è  accusato di aver ordinato la morte, la tortura e l’esilio di migliaia di membri delle comunità indigene maya durante il suo governo durato dal 1982 al 1983. La piazza è gremita, 1500 persone tra maya e ladinos. Sembra una metafora della spaccatura dell’opinione pubblica in questi giorni cruciali per il Guatemala. Striscioni sono appesi alle cancellate del palazzo di giustizia, dicono: “Sí hubo genocidio y violación sexual” (C’è stato genocidio e stupro) mentre altri striscioni, sostenuti da ex membri delle Patrullas de Autodefensa Civil, la milizia paramilitare istituita da Montt, affermano che “non c’è stato alcun genocidio”, riprendendo un’affermazione fatta dall’attuale presidente guatemalteco Otto Pérez Molina. Sono le otto di mattina e tra poco, nella sala A del tribunale di Maggior Rischio della Corte suprema di giustizia, avrà inizio il processo che vede coinvolto,...


Maroni depone contro Setola: “Nel casertano fu guerra civile”

Ott 28th, 2010 | Categoria: news
Questa mattina il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha deposto per circa un’ora come testimone in aula a Santa Maria Capua Vetere (Caserta) al processo per la strage dei sei immigrati africani trucidati a Castel Volturno nel settembre del 2008 in cui è imputato, tra gli altri, il boss dei casalesi Giuseppe Setola. La procura contesta agli imputati l’aggravante delle finalità terroristiche: da qui la necessità di sentire in Corte d’Assise il ministro che all’epoca, riferendosi alla situazione del casertano, parlò di «guerra civile». Sollecitato dal pm Alessandro Milita, Maroni ha ribadito il concetto: “I clan avevano mosso guerra allo Stato, che a sua volta mise in campo tutte le forze disponibili”. All’indomani della strage furono infatti inviati 400 poliziotti e 500 militari per ingaggiare “una guerra alla camorra” che “sarebbe durata fino alla definitiva sconfitta dei clan”. Il ministro dell’Interno ha detto infatti che: “la presenza straordinaria sul territorio è ancora attiva”. Secondo il ministro “l’immediata reazione dello Stato disinnescò una bomba che avrebbe potuto esplodere con conseguenze pericolossime”. Maroni ha poi aggiunto: “In quei giorni ci fu il rischio di uno scontro non tra due...