Articoli con tags ‘ processo Spartacus ’


Avvocati prezzolati?

Set 28th, 2010 | Categoria: news
In mattinata gli agenti della Dia di Napoli hanno arrestato Michele Santonastaso, avvocato di Santa Maria Capua Vetere, difensore di Francesco Bidognetti e del superlatitante Antonio Iovine nell’ambito del maxiprocesso al clan dei casalesi, Spartacus. Insieme a lui sono finiti in manette anche Michele Bidognetti e Luigi Cimmino. L’accusa per tutti e tre è di corruzione, falsa testimonianza e falsa perizia. Reati che gli indagati avrebbero compiuto per agevolare gli affiliati ai clan Bidognetti, Cimmino e La Torre. Se Bidognetti e Cimmino hanno nomi pesanti nell’ambiente camorristico – quest’ultimo è il boss del Vomero mentre Michele è il fratello del boss Francesco Bidognetti – il nome di Santonastaso è noto invece nell’ambiente penalista. L’arresto di Santonastaso segue quello dell’altro difensore storico del clan Bidognetti, Carmine D’Aniello, finito in manette il 4 giugno scorso con l’accusa di associazione mafiosa, subordinazione, induzione a non rendere dichiarazioni all’autorità giudiziaria, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Santonastaso e D’Aniello, entrambi difensori di Bidognetti e Iovine in Spartacus, furono i depositari della lettera con la quale i due boss accusarono i giornalisti Roberto Saviano e Rosaria Capacchione, insieme al magistrato Raffaele Cantone, di influenzare la Corte del processo. L’avvocato Santonastaso, il 13 marzo 2008, lesse in aula le...


Casalesi, definitive le condanne del processo Spartacus

Gen 10th, 2010 | Categoria: news
I giudici della prima sezione penale della corte di Cassazione, venerdì 15 gennaio, hanno reso definitive le 24 condanne contro i boss del clan dei Casalesi emesse dalla corte di appello di Napoli il 19 giugno 2008 nell’ambito del maxi processo Spartacus. Confermati dunque i 16 ergastoli, tra cui spiccano quelli di Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, Francesco Bidognetti detto “Cicciotto ’e mezzanotte”, e dei latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine. “Fine pena mai” anche per Mario Caterino, Raffaele Diana, detto “Raffilotto”, e Giuseppe Caterino, detto “Peppinotto tre bastoni” – questi ultimi fautori, tra l’altro, della penetrazione camorristica in provincia di Modena –, Cipriano D’Alessandro, Enrico Martinelli, Sebastiano Panaro, Giuseppe Diana, Francesco Schiavone, detto “Cicciariello”, Walter Schiavone, Luigi Venosa, Vincenzo Zagaria e Alfredo Zara. Otto imputati sono stati condannati a pene comprese tra i due e i 30 anni. Il procedimento giudiziario era iniziato nel 1993 grazie alle rivelazioni del collaboratore Carmine Schiavone, cugino di Sandokan. Complessivamente gli indagati sono stati circa 1.300, i testimoni di giustizia intervenuti 25, 508 i testimoni.


Processo Spartacus, minacce dagli imputati

Apr 10th, 2008 | Categoria: news
I presunti boss del clan dei Casalesi Francesco Bidognetti e Antonio Iovine, condannati in primo grado all’ergastolo nell’ambito del processo Spartacus e oggi sottoposti al giudizio di appello, il 14 marzo scorso hanno chiesto, tramite i loro legali, il trasferimento del processo dal distretto di Napoli per legitima suspicione. Gli avvocati hanno letto nell’aula bunker di Poggioreale l’istanza di remissione, sottoscritta dai due imputati, contenente pesanti accuse all’indirizzo di Roberto Saviano, autore del best seller Gomorra, della cronista de «il Mattino» Rosaria Capacchione, e dell’ex pm della Dda di Napoli Raffaele Cantone. Secondo Bidognetti e Iovine (tuttora latitante) i giudici non sarebbero nella condizione di esercitare serenamente le loro funzioni perché condizionati dal pm Cantone – che avrebbe gestito irregolarmente i pentiti – con l’aiuto dello scrittore e della giornalista, definiti «prezzolati». Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza ha stabilito di sottoporre Rosaria Capacchione alla protezione di una scorta. La cronista de «il Mattino» era l’unica senza tutela delle tre personalità attaccate in aula dagli imputati.


Un duro colpo per i Casalesi

Nov 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Dopo 7 anni, si è concluso il primo maxiprocesso contro i camorristi di Casal di Principe: 140 indagati tra cui il Gotha dell’organizzazione, 21 ergastoli, 90 condanne e la ricostruzione di dieci anni di traffici illeciti e guerre tra clan. Con filoni d’indagine che hanno portato a nuovi e clamorosi risultati giudiziari «La sentenza è il riconoscimento dell’impianto accusatorio. Le accuse hanno retto al dibattimento ed è stata accolta la stragrande maggioranza delle richieste di pena formulate dall’accusa. Un processo che ha riguardato non solo il Gotha del clan dei Casalesi, ma anche figure di secondo piano e in cui, soprattutto, c’ è stato il riconoscimento da parte della Corte sulla parte economica, perché a molti dei condannati sono stati confiscati tutti i beni». Il pm Federico Cafiero De Raho pronuncia queste parole il 15 di settembre, quando sono da poco passate le 13.00 e nell’aula bunker del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Ce) il presidente della Corte, Catello Marano, ha appena finito di leggere le trenta pagine del dispositivo della sentenza di primo grado del processo “Spartacus”. Nessun legittimo sospetto. La Corte ha ricostruito la mappa dei clan della Camorra dell’area di Casal di Principe (Ce), le guerre intestine per...


Processo Spartacus, condanne per i Casalesi

Ott 10th, 2005 | Categoria: news
Il 15 settembre scorso si è chiuso il primo grado del maxiprocesso “Spartacus” contro presunti affiliati al clan dei Casalesi e ad altri gruppi camorristici campani. Nell’aula bunker del tribunale di Santa Maria Capua a Vetere – controllata da oltre 200 poliziotti, cani antiesplosivo e due elicotteri – il presidente della seconda sezione della Corte d’assise Catello Marano ha letto, per oltre un’ora, il dispositivo della sentenza che ha condannato oltre cento imputati a ventuno ergastoli e a più di 750 anni di reclusione. Tra i condannati al carcere a vita il capo dei Casalesi Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, per cinque omicidi. Soddisfazione è stata espressa dal pubblico ministero antimafia Federico Cafiero de Raho, che nella sua requisitoria aveva chiesto per gli imputati circa 1.200 anni di reclusione. Durante il procedimento, alcuni dei condannati si erano appellati alla legge Cirami sulla remissione del processo in caso di legittimo sospetto, approvata, tra aspre polemiche, nel 2002.