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Palermo, il deputato Franco Mineo “prestanome di un boss”

Ott 14th, 2010 | Categoria: news
Un deputato regionale siciliano con il pallino degli affari. Illeciti. Franco Mineo, vice capogruppo all’Assemblea Regionale Siciliana di Forza del Sud, partito fondato pochi giorni fa da Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, è accusato di essere il prestanome di Angelo Galatolo, figlio del boss Gaetano, famiglia appartenente al clan dell’Acquasanta di Palermo. Galatolo figlio risulta essere un semplice usciere in servizio presso l’Asl numero 6 di Palermo, ma in realtà gestiva i proventi illeciti derivati dagli affitti di immobili che Franco Mineo si era intestato: il delfino di Gianfranco Miccichè si è dunque macchiato dei reati di intestazione fittizia dei beni, trasferimento fraudolento di beni e favoreggiamento nei confronti di Cosa nostra. Ad incastrare i due le intercettazioni relative ai loro dialoghi “d’affari”. Questa mattina le forze dell’ordine appartenenti al centro Dia palermitano – a seguito del decreto di sequestro firmato dal gip Pierluigi Morosini su richiesta del procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dei sostituti Pierangelo Padova e Dario Scaletta – hanno provveduto alle perquisizioni dei tre appartamenti, due dei quali adibiti ad attività commerciali (un bar e un negozio di abbigliamento), tutti siti nel quartiere Acquasanta. Sono inoltre state effettuate perquisizioni nella casa del deputato Mineo, nel suo studio...


Contro le mafie, in prima linea

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
La logica imprenditoriale, il traffico di armi e droga, le alleanze con il crimine organizzato straniero: questi i principali punti analizzati dal “superprocuratore” Piero Grasso, in occasione del primo resoconto sulle mafie italiane dinanzi alla Commissione parlamentare antimafia A pochi mesi dalla sua ufficiale costituzione (legge 277 del 27 ottobre 2006, ndr.) la Commissione parlamentare antimafia ha audito lo scorso 13 febbraio il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, al fine di conoscere lo stato della presenza mafiosa nel nostro Paese, i risultati più importanti ottenuti sul versante della repressione e, da ultimo, le indicazioni specifiche per migliorare la legislazione vigente. Le mafie come imprese criminali. Da un punto di vista generale, le parole di Grasso hanno evidenziato come le mafie italiane abbiano adottato nel corso del tempo una logica d’azione di carattere imprenditoriale, riducendo il ricorso alla violenza e all’intimidazione solo quando considerate necessarie. Gli ingenti capitali mafiosi sono accumulati soprattutto attraverso il traffico di droga e di armi, attività che hanno permesso l’instaurazione di alleanze tra le diverse mafie italiane e tra queste ultime e le organizzazioni mafiose straniere. Inoltre, ha sostenuto Grasso, sono stati accertati rapporti tra le nostre mafie e le organizzazioni terroristiche straniere (Eta spagnola) o paramilitari (Farc...