Articoli con tags ‘ prescrizione ’


Strage d’amianto, conto da pagare

Nov 21st, 2014 | Categoria: prima pagina, Uncategorized
Alberto Gaino
Alberto Gaino, giornalista, cronista di giudiziaria e autore del libro “Falsi di Stampa” (edizioni Gruppo Abele)  commenta la sentenza della Cassazione sul maxi processo Eternit. Lunedì 24 novembre alle ore 21 al Circolo dei Lettori di Torino si parlerà di questo e altri casi giudiziari, analizzando il modo in cui sono stati trattati mediaticamente. Interverrà, tra gli altri Davide Petrini, docente di diritto penale all’università di Torino e avvocato di parte civile nel processo. Dopo questa sentenza, in Italia non si potrà condannare nessuno per disastro doloso causato dell’amianto: la Cassazione ha equiparato le stragi silenziose provocate dalla politica industriale dell’Eternit all’incendio di un bosco per mano di un piromane. Per quest’ultimo reato i 12 anni previsti per concludere l’iter processuale bastano ad evitare la prescrizione. Per l’amianto no: la latenza dei mesoteliomi associati all’inalazione di fibre di amianto dura anche 40 anni. Applicando alla lettera il codice, la Cassazione non ha soltanto dato un’interpretazione formalistica della legge. Ha dimostrato di voler ignorare la specificità del disastro doloso a causa dell’amianto  e negato in radice la possibilità di procedere con altri processi di questo genere. Perché stiamo parlando di responsabilità del passato –  nuovi termini di  prescrizione non potrebbero essere applicati per...


Quali gli spiragli offerti dalla tossicodipendenza?

Mag 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Osteggiati da coloro che si rifanno all’impossibilità giuridica della loro realizzazione, gli interventi di riduzione del danno sarebbero realizzabili con maggiore sicurezza, per quanto riguarda gli operatori, attraverso l’applicazione di un quadro giuridico certo. Di seguito una disamina dei margini di manovra che la giurisprudenza offre   Gli interventi nel campo delle tossicodipendenze inquadrabili nel concetto di riduzione del danno (su cui «Narcomafie» 12/2007, Livio Pepino: “Riduzione del danno: un’alternativa pragmatica”), vengono spesso osteggiati richiamandosi all’impossibilità giuridica della loro realizzazione. È vero che un quadro giuridico certo consentirebbe di realizzare interventi tanto delicati con una maggiore, e indispensabile, sicurezza per quanto riguarda gli operatori; tuttavia è opportuno verificare quali siano i “margini di manovra” che la giurisprudenza offre.  La prescrizione di specialità medicinali contenenti stupefacenti. Una delle questioni afferenti alla pratica di riduzione del danno, ovvero la prescrizione di specialità medicinali contenenti stupefacenti a soggetti tossicodipendenti, ha costituito oggetto di diverse sentenze della Cassazione. Cass. pen. Sez. IV, 16-09-2003, n. 35597 si è occupata del medico di una Usl condannato per avere rilasciato a favore di tossicodipendenti, nonché ad ammalati in fase terminale da Hiv, prescrizioni delle specialità medicinali “Temgesic e Plegine” per uso non terapeutico, in dosaggi in misura non consentita e quando...


Ottima regia, nessuna prova

Ott 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
La mafia? Un utile strumento per il controllo del territorio e per l’intimidazione dei nemici, disponibile ad ogni commessa, anche statale. Esegue tutto in modo professionale, non crea problemi e non lascia tracce. Anzi, qualche traccia la lascerebbe, ma ci pensano gli amici degli amici a sistemare tutto, confidando su un’accurata messa in scena e sul fatto che la memoria duri poco. È su queste basi che si muove Segreti di Stato di Paolo Benvenuti, film in cui si formulano inquietanti ipotesi sul rapporto tra mafia e politica nella storia italiana. Il pensiero del ministro Lunardi – che due anni fa constatò serenamente che con la mafia bisogna imparare a convivere – sembra avere infatti illustri precedenti in alcuni suoi colleghi del passato, che arrivarono a commissionare ai mafiosi gli affari delicati – senza ovviamente sporcarsi le mani di persona – come sparare sui militanti comunisti di Portella della Ginestra il 1° maggio 1947, pur in assenza del segretario regionale Girolamo Li Causi, ipotetico obiettivo. E Salvatore Giuliano, il bandito indipendentista cui si addossò l’intera responsabilità dell’eccidio (11 morti e una cinquantina di feriti) già due ore dopo l’accaduto? Per il film fu un semplice strumento, manipolato dai mafiosi e dai...


Alla storia l’ardua sentenza

Set 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
«La Corte ritiene che i fatti non possano interpretarsi come una semplice manifestazione di un comportamento solo moralmente scorretto e di una vicinanza penalmente irrilevante, ma indichino una vera e propria partecipazione all’associazione mafiosa, apprezzabilmente protrattasi nel tempo» In punto di fatto i convincimenti cui sono pervenuti i primi giudici in relazione al periodo precedente (alla primavera del 1980, ndr.) sono stati, come si è visto, ampiamente rettificati dalla Corte, che ha ritenuto la sussistenza: – di amichevoli ed anche dirette relazioni del sen. Andreotti con gli esponenti di spicco della cosiddetta ala moderata di Cosa Nostra, Stefano Bontate e Gaetano Badalamenti, propiziate dal legame del predetto con l’on. Salvo Lima ma anche con i cugini Antonino ed Ignazio Salvo, essi pure, peraltro, organicamente inseriti in Cosa Nostra; – di rapporti di scambio che dette amichevoli relazioni hanno determinato: il generico appoggio elettorale alla corrente andreottiana, peraltro non esclusivo e non esattamente riconducibile ad un’esplicitata negoziazione e, comunque, non riferibile precisamente alla persona dell’imputato; il solerte attivarsi dei mafiosi per soddisfare, ricorrendo ai loro metodi, talora anche cruenti, possibili esigenze – di per sé, non sempre di contenuto illecito – dell’imputato o di amici del medesimo; la palesata disponibilità ed il manifestato buon apprezzamento del ruolo dei mafiosi da...


Le relazioni pericolose

Set 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
(sentenza d’appello, parte III – capitolo II – pp. 1093-1185) La Corte ritiene che la specifica indagine sulla condotta dell’imputato debba prendere le mosse da un episodio essenziale nello sviluppo storico della vicenda dei rapporti fra il predetto ed esponenti di Cosa Nostra: l’incontro con il boss Stefano Bontate ed altri mafiosi avvenuto in Palermo nella primavera del 1980, qualche mese dopo l’assassinio del Presidente della Regione Siciliana, on. Piersanti Mattarella (risalente al 6 gennaio 1980). […] In questa sede si deve, innanzitutto, chiarire se lo stesso episodio possa considerarsi provato alla stregua delle indicazioni fornite dalla sola, specifica fonte, costituita dalle dichiarazioni del collaboratore Francesco Marino Mannoia.  Un testimone molto attendibile La Corte ritiene che alle stesse dichiarazioni debba essere riconosciuta piena attendibilità. Come ci si è riproposti, non si farà riferimento alla, pur sperimentata, attendibilità personale del collaboratore ed al giudizio ampiamente positivo formulato sul tema dallo stesso Tribunale, che, tuttavia, non ha ritenuto di poterne trarre argomento per conferire valore probatorio alle specifiche dichiarazioni concernenti l’imputato. Accantonando per il momento alcune discordanze, estranee al particolare tema di prova, si deve, piuttosto, valutare la consistenza delle specifiche dichiarazioni che interessano, per verificare se, in linea con quanto evidenziato nelle premesse introduttive, le...