Articoli con tags ‘ Portella della Ginestra ’


Da qualche parte, in Sicilia

Ott 24th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Matteo Raimondi
Portella. Tutti sappiamo di cosa si tratta. È stata una strage. Una strage di mafia. Da qualche parte, in Sicilia. In Sicilia, tutte le stragi sono mafiose. Quando nel 2013 andai a Piana degli Albanesi, Portella della Ginestra era per me esattamente questo. Una strage di mafia. Come tutte le altre. Giravo un documentario sui Fasci Siciliani dei Lavoratori, un movimento proletario con idee socialiste e indipendentiste che dal 1891 al 1894 sconvolse l’isola con la richiesta di diritti e garanzie, e Piana degli Albanesi era uno dei maggiori centri del movimento. Anche quella volta la protesta si risolse in carneficina. Di Stato. La mafia lì non c’entrava nulla. Ma decidemmo comunque di fare tappa a Portella per omaggiare quei lavoratori morti per i propri diritti nel 1947. Quando le nostre guide ci portarono a Portella, scoprii che a Piana si parla ancora della Strage. A quasi 70 anni di distanza, quell’evento è ancora vivo nella memoria. Molti sono figli o parenti di coloro che furono uccisi in quella piccola radura sui monti siciliani, e fu davvero strano apprendere che anche a Portella, la mafia, non c’entrava quasi nulla. A quei tempi la mafia non era ancora la Mafia. E io, da...


Portella della Ginestra, il peccato mortale del potere

Ott 24th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
“Quel giorno ebbe inizio come le feste dei santi patroni nelle ricorrenze che si celebrano nei paesi della Sicilia, quando anche l’aria è pervasa dall’attesa e improvvisamente i mortaretti rompono il torpore del sonno, annunciano all’alba il giorno che viene, col suo carico di preparativi, di speranze e di riti”. Ogni qualvolta gli si domandava di parlare della strage della Piana degli Albanesi, di quel primo maggio 1947, Giuseppe Casarrubea, che alla piana non poteva esserci piccolo com’era, partiva con questo racconto. Lui, lo storico rigoroso e, insieme, il siciliano ferito. Lui, tra i primi, a fine anni Settanta, a provare a illuminare quella zona nera dove si incontravano mafiosi, fascisti, settori deviati di Stato. C’è molto di Casarrubea nel graphic novel Portella della Ginestra. Un sottile filo nero, in uscita giovedì (27 ottobre) per la casa editrice BeccoGiallo. Sceneggiato dal duo Luca Amerio-Luca Baino e illustrato da Susanna Mariani, ripercorre le vicende di una delle pagine più oscure della Storia repubblicana. E lo fa con il grande merito di non limitarsi a narrare una vicenda (col rischio dietro l’angolo, di farne una sorta di fiaba popolare o di leggenda o, peggio, di perpetuarne burocratiche menzogne), bensì di provare a scoprirne le trame sepolte, seguendo i...


Palermo, è morto lo storico Giuseppe Casarrubea

Giu 8th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Si è spento oggi, all’età di 69 anni, Giuseppe Casarrubea. Palermitano di Partinico, nato il 4 marzo 1946, fu insegnante e preside della scuola secondaria di primo grado “Grassi Privitera” a Partinico.  Lo storico pubblicò diverse opere sulla vicenda di Salvatore Giuliano. Per una di queste – “Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato” – fu processato, assolto e la sentenza sancì la veridicità storica dell’opera dell’autore, all’interno della quale si era offerta un’analisi scientifica e penetrante (con dati inediti) della perversa dialettica che venne a stabilirsi dopo la strage del 1° maggio 1947 tra potere politico-mafioso e banditismo, apparati dello Stato e criminali incalliti. Tra gli altri volumi e libri di Giuseppe Casarrubea, “Storia segreta della Sicilia” (2005) e con Mario J. Cereghino “Tango Connection” (2007), per Bompiani editore e “Gabbie strette. L’educazione in terra di mafia” pubblicato nel 1996 da Sellerio. Casarrubea collaborò anche con la rivista «Segno» e con il quotidiano «Repubblica». Foto: repubblica.it


Primo maggio, non solo Expo

Apr 30th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Domani, venerdì primo maggio 2015, i riflettori mediatici saranno puntati su Milano. Le porte, dell’attesa ed invocata Esposizione Universale, saranno aperte al pubblico. Ma il primo maggio è anche la Festa dei Lavoratori. E l’anniversario della strage di Portella della Ginestra. Il primo maggio di sessantotto anni fa, nella Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo si riuniscono circa duemila lavoratori per celebrare dopo molti anni una festività che durante il fascismo era stata sostituita con il Natale di Roma (21 aprile), perdendo ogni valore. I manifestanti, per di più contadini, sono confluiti all’altezza di Portella della Ginestra. Con le loro bandiere e le loro voci, vogliono ribadire l’importanza di occupare le terre incolte dei latifondisti, un simbolo di giustizia sociale per riscattare la loro dignità come lavoratori. Ma sanno bene che lottare contro i padroni significa anche mettersi contro la mafia. All’improvviso i partecipanti del corteo vengono colpiti da una raffica di mitra. Muoiono all’istante undici persone, altre, ferite, moriranno nei giorni seguenti. Nel 1947 il Capo provvisorio della neonata Repubblica Italiana è Enrico de Nicola, De Gasperi è il Presidente del Consiglio mentre Segni ricopre l’incarico di ministro dell’Agricoltura. La Strage di Portella della Ginestra è la prima di molte stragi impunite...


Quando il viaggio si traduce in memoria e responsabilità

Giu 3rd, 2013 | Categoria: articoli
di Chiara Albano
Chiara Albano, giovane studentessa torinese, racconta l’esperienza vissuta grazie ad AddioPizzo Travel. Percorrere, insieme ad altri suoi coetanei, i luoghi siciliani della lotta alla mafia e della voglia di riscatto. (altro…)


Salvatore Giuliano: riesumato il corpo a Montelepre

Ott 28th, 2010 | Categoria: news
Una fila di fotografi, cameraman, giornalisti e curiosi attendeva stamane davanti ai cancelli del piccolo cimitero del paesino di Montelepre. L’occasione è la riesumazione della salma di Salvatore Giuliano, storico bandito di Montelepre. Il sindaco del paese ha però disposto che il pubblico debba lasciare il cimitero per consentire ai pm e ai medici legali di lavorare al dissoterramento. I passaggi che seguiranno la riesumazione odierna serviranno a scoprire se il cadavere, trovato nel cortile di palazzo De Maria a Castelvetrano il 5 luglio del 1950, sia davvero quello del ‘re di Montelepre’ e non quello di un sosia, sacrificato per coprire una eventuale fuga di Giuliano. Lo strumento per confermarne la morte sarà dunque il confronto tra il dna da estrarre al cadavere e quello dei parenti di Giuliano ancora vivo. La Procura di Palermo ha avviato un’indagine a carico di ignoti per omicidio e sostituzione di cadavere a partire da quest’estate. Dopo aver ricevuto un esposto a firma degli storici Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino. Nell’esposto si legge: ”Gli scriventi ritengono che vi sono fondati motivi per ritenere che il cadavere ritratto nel suddetto cortile e nell’obitorio del cimitero di Castelvetrano non siano la...


Cronaca locale di una storia nazionale

Apr 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Quella mattina del 1° maggio 1947, sessant’anni fa, il pianoro di Portella della Ginestra traboccava di contadini di Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello. Erano lì, con le loro famiglie, per passare una giornata in allegria, per ricordare la festa del lavoro. Una festa “politica”, a cui li aveva abituati il medico socialista di Piana degli Albanesi, Nicola Barbato, mitico capo dei fasci contadini di fine Ottocento. Era stato lui, circa 60 anni prima, a “inventare” questo raduno popolare per parlare delle conquiste del lavoro. Il ventennio fascista aveva interrotto quell’appuntamento annuale. Ma, adesso, dopo la Liberazione e la nascita della Repubblica, i contadini erano di nuovo lì, attorno al “sasso” di Barbato, per riprendere il loro cammino e sognare “il riscatto del lavoro”. Avevano le bandiere rosse e tanta voglia di battere la miseria e la povertà in cui li costringevano a vivere gli agrari e i gabelloti mafiosi. Tra l’altro, quel giorno, avevano un motivo in più per festeggiare. Appena dieci giorni prima – il 20 aprile 1947 – la lista del Blocco del Popolo, composta da comunisti e socialisti, aveva ottenuto un successo storico nelle prime elezioni per l’Assemblea Regionale Siciliana, conquistando 567.392 voti...


La verità sta negli archivi

Apr 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Dopo oltre mezzo secolo la fitta trama mafiosa che ha prodotto e coperto la strage di Portella e gli assalti alle Camere del lavoro siciliane potrà essere completamente ricostruita. Migliaia di documenti italiani e stranieri sono stati desecretati e acquisiti dall’archivio dello storico Giuseppe Casarrubea, che ora chiede la riapertura di quei processi Nella notte tra il 22 e il 23 giugno del ’47, a meno di due mesi dalla terribile strage di Portella della Ginestra (11 morti e 30 feriti), furono prese d’assalto con mitra, bombe a mano e bottiglie incendiarie le Camere del lavoro di Carini, Partinico, Cinisi, San Giuseppe Jato, Borgetto, Monreale e Montelepre. Anche stavolta il bilancio fu tragico: 2 morti e 10 feriti. A essere falciati dai mitra degli assalitori, mentre chiacchieravano seduti davanti alla sede della Camera del lavoro, furono due contadini di Partinico: Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Jacono. Sui burattinai di quelle stragi, troppo frettolosamente attribuite solo alla mafia, agli agrari e alla banda Giuliano, non si è mai voluto indagare veramente. Anzi, sono state presto dimenticate e archiviate, insieme agli omicidi di circa 50 capilega e dirigenti contadini, avvenuti in quel secondo dopoguerra.   Obiettivo: rendere giustizia ai caduti. Chi non ha mai voluto...


Ottima regia, nessuna prova

Ott 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
La mafia? Un utile strumento per il controllo del territorio e per l’intimidazione dei nemici, disponibile ad ogni commessa, anche statale. Esegue tutto in modo professionale, non crea problemi e non lascia tracce. Anzi, qualche traccia la lascerebbe, ma ci pensano gli amici degli amici a sistemare tutto, confidando su un’accurata messa in scena e sul fatto che la memoria duri poco. È su queste basi che si muove Segreti di Stato di Paolo Benvenuti, film in cui si formulano inquietanti ipotesi sul rapporto tra mafia e politica nella storia italiana. Il pensiero del ministro Lunardi – che due anni fa constatò serenamente che con la mafia bisogna imparare a convivere – sembra avere infatti illustri precedenti in alcuni suoi colleghi del passato, che arrivarono a commissionare ai mafiosi gli affari delicati – senza ovviamente sporcarsi le mani di persona – come sparare sui militanti comunisti di Portella della Ginestra il 1° maggio 1947, pur in assenza del segretario regionale Girolamo Li Causi, ipotetico obiettivo. E Salvatore Giuliano, il bandito indipendentista cui si addossò l’intera responsabilità dell’eccidio (11 morti e una cinquantina di feriti) già due ore dopo l’accaduto? Per il film fu un semplice strumento, manipolato dai mafiosi e dai...


Un’eloquente reticenza

Nov 10th, 2002 | Categoria: recensioni
Qualcuno ha già parlato di «processo alla Storia». Il prossimo 31 gennaio, lo storico Giuseppe Casarrubea dovrà presentarsi davanti al giudice del tribunale di Partinico, in provincia di Palermo, per rispondere del reato di diffamazione. A trascinarlo davanti alla sbarra degli imputati, il generale dei carabinieri, oggi in pensione, Roberto Giallombardo, capitano dell’Arma all’epoca della strage del 1° maggio del 1947. Figlio di un sindacalista ucciso dalla mafia, lo storico siciliano ha sostenuto nel suo libro Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato (Franco Angeli, 1997) e in un’intervista concessa ad una televisione locale, che Giallombardo, due mesi dopo Portella, uccise Salvatore Ferreri, alias Fra Diavolo – infiltrato nella banda di Giuliano e confidente delle più alte autorità di pubblica sicurezza in Sicilia – e altri suoi compagni a sangue freddo, e non nel corso di un conflitto a fuoco. Che i sospetti sugli esecutori materiali della strage avessero qualche ragion d’essere, lo fece capire nel 1952 la sentenza del processo di Viterbo, un documento prezioso che viene oggi pubblicato per la prima volta dalla raffinata casa editrice palermitana “La Zisa” con il titolo Mafia e banditismo nella Sicilia del dopoguerra. La sentenza del processo di Viterbo per i fatti...