Articoli con tags ‘ politica ’


Un diluvio di rubli

Set 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, Orient Express
di Stefania Bizzarri e Matteo Tacconi
Alberghi, ville, un tenore di vita in netta crescita: così si presenta il Montenegro a due anni dall’indipendenza. Sono i russi ad aver comprato terre e costruito alberghi: hanno messo radici e non solo come “turisti”, hanno gettato l’ancora per gestire un notevole giro di affari, forti dell’eccezionale accoglienza che Milo Djukanovic ha loro riservato A due anni dall’indipendenza dalla Serbia, sancita per via referendaria il 21 maggio del 2006, il Montenegro ha di che compiacersi. Il paese cresce a un ritmo del 7 per cento e il salario medio, dall’aprile del 2007 all’aprile del 2008, è passato – queste le stime dell’ufficio statistico del Montenegro (www.monstat.cg.yu) – dai 326 ai 402 euro mensili. Non è molto, se comparato al tenore di vita dell’Europa comunitaria. Ma non è poco se il paragone viene effettuato con il nocciolo di paesi “poveri” della ex Jugoslavia: Serbia, Macedonia, Bosnia e Kosovo. I progressi registrati dal paese smentiscono chi, durante la campagna referendaria di due anni fa, vaticinava sventura, sostenendo che la recisione dei legami con la Serbia avrebbe procurato dolorosi contraccolpi economici. Sono il settore turistico e l’immobiliare le chiavi del “balzo in avanti” che Podgorica sta vivendo. Nell’agosto del 2007 l’afflusso turistico è stato di 351.903...


All’ombra del vulcano

Lug 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
Controllo del territorio. Appoggi politici. Alleanze con imprese. A Nola e dintorni sono i fratelli Russo a comandare ogni attività. L’ascesa cominciata come luogotenenti del boss Carmine Alfieri. La latitanza dorata dei padroni di un impero criminale, alimentato da complicità politiche locali e nazionali La Sicilia delle denunce contro il pizzo è troppo distante; troppo lontana anche Caserta, la terra dei casalesi “scoperti” da Gomorra, nonostante sia ad un tiro di schioppo da questo agglomerato di Comuni che qualcuno vorrebbe trasformare in provincia: nuovi posti di lavoro, clientele e prebende. Siamo a Nola, terra di camorra. «Qui nessuno denuncia, l’antiracket è una parola che nel vocabolario degli imprenditori non compare, qui tutti pagano e stanno zitti». Perfino la mozzarella, quella che si serve nei ristoranti di Roccarainola, comune limitrofo, è affar loro. Al silenzio delle imprese e del mondo del lavoro, risponde il silenzio della stampa e del mondo politico: la Commissione antimafia non cita il nolano come zona di camorra e nelle audizioni evita di valutare i legami politici dei clan che controllano il territorio. Il feudo dei Russo. Nola, crocevia dei boss di camorra. Dai Carmine Alfieri e Raffaele Cutolo di ieri, all’ultima indagine del febbraio scorso, coordinata dalla Dda...


La democrazia in ostaggio

Lug 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Elena Ciccarello
Decine di amministratori sardi ogni anno sono vittime di gravi intimidazioni. Le matrici degli attentati vanno dalla presunzione di farsi giustizia da sé al puro interesse. Succede in paesi di poche migliaia di anime, dove i cittadini esprimono solidarietà ai loro rappresentanti ma nessuno sa e vede mai nulla Lettere anonime, fucilate alle finestre, minacce di morte, fuoco e dinamite. Sono più di dieci gli amministratori sardi che hanno subìto pesanti intimidazioni dall’inizio del 2008. Settantacinque solo nel 2007. In alcuni paesi, sindaci, assessori e consiglieri comunali sono costretti a vivere e lavorare sotto l’incubo delle minacce, da “veri resistenti”, come li ha definiti Salvatore Cherchi, presidente dell’Anci Sardegna e sindaco di Carbonia. Per sostenerli la Regione, unica in Italia, si è dotata di una legge per il risarcimento delle vittime di attentato, ma si tratta solo di un rimedio finanziario per un problema troppo a lungo sottovalutato. Istituzioni, forze dell’ordine e magistratura non hanno ancora trovato il modo di fermare questo stillicidio che ammala la vita democratica dei paesi: «Non capita spesso che gli amministratori si dimettano – racconta Cherchi –, però magari in molti si ritirano silenziosamente a fine mandato e non si presentano più alle elezioni successive. Oppure non si...


Sanità e corruzione, l’abbraccio mortale

Mar 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
«Sin dall’inizio la Commissione individuava un punto cruciale nella gestione delle pratiche amministrative che svantaggiava la sanità pubblica e favoriva la sanità privata, con interlocutori che, quando non erano diretta espressione delle cosche, erano collocabili in una zona di frontiera con i loro interessi»   La sanità è il buco nero della Calabria, è il segno più evidente del degrado, è la metafora dello scambio politico-mafioso, del disprezzo assoluto delle persone e del valore della vita. Il mondo della sanità è importante, innanzitutto, per «l’occupazione che assicura e l’indotto che ne deriva… Di qui gli investimenti della criminalità organizzata, non solo di tipo economico (con la realizzazione di attività imprenditoriali nello specifico settore), ma anche, e soprattutto, su soggetti politici ad essa legati».  Soldi e uomini. Questa è la miscela che fa andare avanti le cose, i capitali veri, animati ed inanimati, di cui dispone la ‘ndrangheta.  Le parole del giudice reggino sono contenute in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che ha riguardato, tra gli altri, Domenico Crea, consigliere regionale in carica, esponente principe del moderno trasformismo calabrese ed italiano, uomo dalle molteplici frequentazioni politiche: nel giro di tre anni è passato dal centro-destra con l’Udc, al centro-sinistra con la Margherita per ritornare...


il business dell’insicurezza

Dic 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
In una società spinta a credere che paura e insicurezza siano imputabili esclusivamente alla criminalità e al terrorismo, si corre il rischio di cadere nel paradosso della “sicurezza a tutti i costi”. Le reali cause di questi fenomeni invece devono essere ricercate nei problemi economici e nel malessere sociale che affliggono vasti strati di popolazione ai quali sono negati diritti, garanzie, possibilità di recupero    Professor Palidda, oggi la paura, fomentata ad arte dai mass media, è diventata attore politico e sociale. Qual è a suo avviso la genesi che ha portato a questa escalation e all’esigenza di costituire nuovi modelli sicuritari? La recente ripresa delle più bieche demagogie sulle paure e le insicurezze per invocare la tolleranza zero e sempre più delega a un potere poliziesco è un fenomeno che data da quando s’è innescato lo sviluppo liberista. Dopo gli anni Ottanta e Novanta, e ancor di più dopo gli attentati dell’11 settembre, di Madrid e di Londra, c’è stata una continua escalation dell’esasperazione delle paure, delle insicurezze e delle risposte sicuritarie a livello locale e su scala mondiale sino alla guerra permanente. Le conseguenze sono state l’enorme inflazione dei controlli “postmoderni”, la riproduzione continua delle paure e l’affermazione della necessità del...


Votati alla giustizia

Apr 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Per alcuni si è trattato di un’esperienza transitoria, per altri di una scelta di vita. Sono i parenti di vittime di mafia che hanno scelto di entrare in politica. Quali aspettative avevano? Quali difficoltà hanno incontrato? Parlano i predecessori di Rita Borsellino, prossima candidata alle elezioni regionali in Sicilia “Familiare di vittima di mafia”. Portano questa dolorosa etichetta, come tatuata sulla pelle, non solo i parenti di poliziotti, politici, magistrati, sindacalisti caduti nella lotta alle mafie, ma anche quelli di persone che con il contrasto alla criminalità non c’entravano nulla, e che sono morte per una tragica fatalità, per essersi trovate al posto sbagliato nel momento sbagliato. Mentre esplodeva un’autobomba, mentre un killer sparava all’impazzata tra la folla. Tante storie diverse di persone comuni che desideravano una vita normale, e che un giorno hanno perso ciò che avevano di più caro, strappato via dalla mano assassina degli “uomini d’onore”. Storie accomunate dalla prematura fine della spensieratezza, dalla convivenza forzata con il dolore, con la rabbia, con il senso di impotenza. Da quel giorno hanno smesso di essere semplicemente Nando, Laura, Sergio per diventare Laura “moglie di”, Nando “figlio di”, Sergio “fratello di”. Incatenati per sempre al destino spezzato dei propri cari. Come...


La mafia è bianca, come un camice

Gen 10th, 2006 | Categoria: recensioni
Fa davvero impressione rivedere, a distanza di quindici anni, le immagini della staffetta televisiva tra Michele Santoro e Maurizio Costanzo: un passaparola mediatico tra tv pubblica e tv privata per onorare la memoria di Libero Grassi, il coraggioso imprenditore ucciso nel 1991 perché si era rifiutato di pagare il pizzo. E colpisce la foga oratoria con la quale un giovane politico siciliano prese la parola per denunciare ai microfoni la presunta criminalizzazione del suo partito, la Democrazia Cristiana. Memorabile infine, quasi a far da contraltare alla rabbia del politico, l’espressione sorniona di Giovanni Falcone, che a distanza di qualche mese sarebbe stato ucciso a Capaci, mentre in collegamento da Roma commenta sotto voce con gli altri presenti quell’improvvida sortita. Il rampante portaborse infervorato che si batteva contro il “giornalismo mafioso” è oggi diventato il governatore della Sicilia: ne ha fatta davvero tanta di strada, e non sempre per meriti propri. Vuoi perché attorno a lui si è creato il vuoto, dopo le indagini sulla Tangentopoli siciliana e la stagione dei grandi processi intentati dai magistrati palermitani per recidere i legami tra mafia e politica, vuoi perché ha saputo stringere le giuste alleanze, con personaggi in grado di fargli fare una rapida...


Da zero a dieci… e lode

Mar 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Educare alla legalità: è questo, da sempre, uno degli imperativi di Libera. Essere “per” e non solo “contro”: per la legalità, per la giustizia sociale, per la democrazia, contro le mafie, la violenza e l’illegalità. Dalla cui sconfitta abbiamo tutti da guadagnare Dieci anni sono passati da quel 25 marzo 1995 in cui nacque ufficialmente Libera. Per mesi avevamo fatto riunioni su riunioni per riuscire a inventare uno statuto capace di intrecciare le esigenze di grandi associazioni nazionali, di piccole e piccolissime associazioni locali, di singoli cittadini.  La prima volta, nel luglio 1994, c’eravamo incontrati nella biblioteca di San Macuto, a Roma, con numerosi parlamentari presenti, primo fra tutti Luciano Violante, che da poco aveva dovuto lasciare la presidenza della Commissione parlamentare antimafia. E c’era don Luigi Ciotti, che conoscevo solo di fama. Tutti ci studiavamo a vicenda, cercando di capire chi eravamo e perché fossimo lì. Le discussioni si animarono subito sulla questione dei rapporti fra antimafia e politica: furono in molti a dire, primo fra tutti Ciotti, che la mafia può essere vinta solo se l’antimafia non ha un colore politico-partitico. La nuova associazione doveva essere aperta a tutti. Non solo “contro”. Le riunioni successive vennero tenute qua e là, presso...


Esperimenti di partecipazione

Nov 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Assemblee pubbliche per discutere le spese e la gestione del territorio municipale. Arriva dall’America Latina, dove ha già riscosso notevole successo, una proposta di democrazia partecipativa. Dopo i primi passi in Europa anche in Italia qualcosa comincia a muoversi  Il 18 Ottobre a Piacenza si è tenuta la “1° Assemblea Nazionale degli enti locali che sperimentano il bilancio partecipativo”. Come gli antichi navigatori e conquistatori del Sud America portavano dal Nuovo al Vecchio mondo oro, ricchezze ed esotiche novità, nel tempo della globalizzazione, con lo stesso tragitto, si sono portati i semi di una nuova proposta politica che lentamente sta contaminando e risvegliando l’Europa. L’incontro di Piacenza, a cui hanno partecipato e aderito numerosi enti locali italiani, è solo il più recente degli appuntamenti che hanno segnato in questi anni il cammino verso la ricerca di nuove forme di gestione locale capaci di rivoluzionare il tradizionale rapporto cittadino-istituzioni.  Rinascere dalle proprie ceneri Con il 1° Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre nel 2001 l’idea di “democrazia partecipativa” è esplosa ed è dilagata in un mondo globalizzato saturo di contraddizioni politiche, sociali ed economiche. Il tema è stato infatti adottato dai movimenti aderenti al Forum come uno degli elementi più propositivi e innovatori nell’espressione di una risposta alle politiche “neoliberiste”, compiute da Stati e Organismi sopranazionali, sottoposti...


Un’eloquente reticenza

Nov 10th, 2002 | Categoria: recensioni
Qualcuno ha già parlato di «processo alla Storia». Il prossimo 31 gennaio, lo storico Giuseppe Casarrubea dovrà presentarsi davanti al giudice del tribunale di Partinico, in provincia di Palermo, per rispondere del reato di diffamazione. A trascinarlo davanti alla sbarra degli imputati, il generale dei carabinieri, oggi in pensione, Roberto Giallombardo, capitano dell’Arma all’epoca della strage del 1° maggio del 1947. Figlio di un sindacalista ucciso dalla mafia, lo storico siciliano ha sostenuto nel suo libro Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato (Franco Angeli, 1997) e in un’intervista concessa ad una televisione locale, che Giallombardo, due mesi dopo Portella, uccise Salvatore Ferreri, alias Fra Diavolo – infiltrato nella banda di Giuliano e confidente delle più alte autorità di pubblica sicurezza in Sicilia – e altri suoi compagni a sangue freddo, e non nel corso di un conflitto a fuoco. Che i sospetti sugli esecutori materiali della strage avessero qualche ragion d’essere, lo fece capire nel 1952 la sentenza del processo di Viterbo, un documento prezioso che viene oggi pubblicato per la prima volta dalla raffinata casa editrice palermitana “La Zisa” con il titolo Mafia e banditismo nella Sicilia del dopoguerra. La sentenza del processo di Viterbo per i fatti...