Articoli con tags ‘ politica ’


“La lotta alle mafie si fa a Roma”. Così don Ciotti alla Festa di Libera

Lug 17th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
«La lotta alle mafie si fa a Roma, in Parlamento. Noi chiediamo meno leggi ma una Legge: chiara, che non faccia sconti a nessuno». Suonano come un tuono che squarcia il cielo di Firenze le parole di don Luigi Ciotti, che dal palco Ruffini ha aperto ieri, giovedì, la settimana di eventi e momenti formativi che Libera ha organizzato e che si svolgeranno tra Firenze e Scandicci, sotto l’egida di Festa nazionale. «Anche se è difficile festeggiare – sottolinea con vigore il presidente dell’associazione – se si pensa ai 560 miliardi di euro che costituiscono il giro di volume d’affari delle mafie». Un business ampiamente foraggiato dall’evasione e dalla corruzione, piaghe sempre più granitiche, anche perché «è  dal 1999 che l’Italia non è più in linea con le norme europee, con il trattato di Strasburgo per quanto riguarda questi temi. Ecco perché abbiamo raccolto un milione e mezzo di cartoline firmate e che consegneremo al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che per noi rappresenta un punto chiaro, fermo e pulito nel nostro Paese. Mancano però anche le leggi sul caporalato, sanzionato solo con un’ammenda, oppure quelle sui reati ambientali, norme che anche Legambiente chiede a gran voce da 17 anni». Accanto...


Banchi di prova per la politica antimafia

Ott 16th, 2010 | Categoria: editoriali
di Livio Pepino
Fatti diversi, per lo più drammatici, hanno riacceso i riflettori sulla “questione mafie”. Omicidi, aggressioni, minacce, intimidazioni toccano di nuovo, dopo un periodo di (apparente) minor intensità, uomini e donne delle istituzioni. A fronte di ciò il Governo e la maggioranza politica rivendicano una inedita azione di contrasto delle organizzazioni criminali, esibendo i ripetuti arresti di latitanti eccellenti, le consistenti confische di patrimoni illeciti, una più puntuale iniziativa sul terreno legislativo, l’impiego finanche dell’esercito a difesa delle istituzioni e dei suoi rappresentanti più esposti. L’ostentazione dei successi e degli impegni è, in buona parte, una operazione di immagine e di marketing, ché gli arresti e le confische sono frutto di indagini assai più che di scelte politiche, il codice della legislazione antimafia resta un obiettivo incerto sia nei contenuti che nei tempi, l’efficacia delle forze armate nell’azione di contrasto delle mafie è, a dir poco, incerta. Ma le assunzioni di impegno vanno prese sul serio. E messe alla prova. Ciò significa, anche, contestualizzarle e inserirle in un progetto complessivo. Di questo progetto indichiamo, qui, alcune tessere, banchi di prova della serietà degli impegni dichiarati. Primo. Lo scambio con la politica è lo specifico delle organizzazioni mafiose rispetto ad altre forme di...


Cambiare la politica per uscire dal tunnel

Mar 10th, 2010 | Categoria: editoriali
Livio Pepino
È, mentre scrivo, il 17 marzo. Apro l’agenda (quella di Magistratura democratica, dedicata a “quale giustizia”) e leggo le note a pie’ di pagina che riportano gli anniversari: – 17 marzo 1981: nell’ambito delle indagini relative al finto sequestro e alle spregiudicate attività di Michele Sindona i giudici istruttori milanesi Gherardo Colombo e Giuliano Turone dispongono una perquisizione nella ditta di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi. Nella perquisizione viene rinvenuta la lista di 962 iscritti alla loggia massonica P2. Il successivo 9 dicembre il Parlamento delibera lo scioglimento della P2 e istituisce una Commissione parlamentare di inchiesta sulla stessa, presieduta dall’on. Tina Anselmi (che concluderà i suoi lavori il 10 luglio 1984 approvando una relazione nella quale la P2 viene descritta come lo strumento di un progetto eversivo); – 17 marzo 2001: a Napoli, durante e dopo le manifestazioni organizzate in occasione del Global Forum, vengono denunciati gravi abusi della polizia nei confronti di manifestati. Nell’aprile del 2002 il giudice per le indagini preliminari di Napoli applica a otto appartenenti alla polizia la misura cautelare degli arresti domiciliari in relazione ai reati di sequestro di persona, violenza privata, lesioni e altro. L’esecuzione della misura provoca una sorta di ammutinamento in Questura. Gli...


Viaggio nei Maficipi d’Italia

Giu 10th, 2009 | Categoria: recensioni
Nel cuore dei computer esiste un luogo in cui il passaggio della corrente elettrica si trasforma in informazione. La trasmissione o meno di energia genera una velocissima sequenza di zero e uno, un fiume martellante che si somma a comporre informazioni di ordine superiore fino a creare il mondo che vediamo sui monitor. Una realtà che a noi si presenta unica e finita, ed è invece generata da miriadi di singoli bit. Anche concetti come Mafia spa, economia mafiosa e – new entry – Gomorra, elevato per effetto dei media da titolo di un libro a metafora di una terra straziata dalla mafia, raccontano mondi che visti al microscopio risultano composti da zero e uno. Vivono di una loro vita, ma chiunque affondasse le mani nel fenomeno si troverebbe a stringere solo un pugno di bit, miriadi di episodi concreti, persone, fatti e luoghi che accostati l’uno all’altro generano una realtà complessa. Come la sabbia, formata da una moltitudine di granelli. Così ogni singolo episodio delinquenziale, abuso, scelta. Ogni uomo che decide a proprio vantaggio il discapito del bene collettivo genera un fiume di zero e uno che compone il magma del crimine. Con il suo primo libro, il giornalista Nello Trocchia...


La cattiveria, la politica, il diritto

Feb 10th, 2009 | Categoria: editoriali
di Livio Pepino Per contrastare efficacemente l’immigrazione irregolare bisogna essere «cattivi». Lo ha detto, testualmente, il ministro dell’interno Maroni, così sdoganando – come ha scritto in modo icastico «Famiglia cristiana» – «il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane». Il ministro si è doluto di tali affermazioni anticipando improbabili querele. Eppure – cito dal Dizionario della lingua italiana di G. Devoto e G. Oli – «cattivo» si dice di persona «insensibile o maldisposta verso sofferenze o fastidî altrui, capace anzi di rallegrarsene o addirittura di provocarli», mentre per «cattiveria» si intende una «innata disposizione a far del male al prossimo nelle sue cose o nelle sue aspirazioni». L’autoritratto – di sé, del Governo e delle sue politiche – fornito dal ministro Maroni è di rara precisione. La «cattiveria» è diventata la cifra delle politiche dell’immigrazione e, più in generale, delle politiche sociali e delle politiche tout court. La condizione dei migranti, del resto, è da sempre un osservatorio privilegiato e un banco di prova di orientamenti generali. E – come ha scritto recentemente Stefano Rodotà – «le perversioni degli ordinamenti giuridici possono nascere in un loro riposto angolo, ma poi irresistibilmente si diffondono e contagiano l’intero...


Il tramonto del Re sole

Gen 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Perché un uomo dell’esperienza di Bassolino è rimasto impigliato nella malagestione di Napoli e della Campania? Analisi della sua fallimentare strategia di (non) governo Di transfughi, voltagabbana, trasformisti e camaleonti è zeppa la storia della Repubblica italiana (della prima, ma soprattutto della seconda): politici più premiati che puniti per il loro saltellare (spesso non una, ma più volte) di qua e di là degli schieramenti. E ne è zeppa soprattutto Napoli e la Campania, con i recenti casi – non si sa se più inquietanti o comici – di Sergio De Gregorio e Riccardo Villari. E, sempre a Napoli e in Campania, c’è chi li coccola e nobilita, insegnando l’arte del lobbying e il “mestiere” della politica. E poi c’è Antonio Bassolino. Un caso totalmente diverso, perché non appartiene a nessuna delle categorie di cui sopra. Anzi, a suo dire sarebbe sempre «sempre lo stesso da tutta una vita», come rivendicò rivolto a decine di giornalisti che l’assediavano il 31 luglio 2007, il giorno in cui fu citato in giudizio dalla Procura di Napoli per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture. Fatto sta che l’uomo che, tra gli anni Settanta e Ottanta, era indicato...


“Bisogna rompere con il passato”

Gen 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Sergio D’Angelo Da quando, a metà degli anni Settanta, militava nel comitato di quartiere del rione Traiano a Napoli fino agli anni Novanta, quando ha cominciato ad assumersi responsabilità sempre maggiori nel mondo delle cooperative, Sergio D’Angelo ha comunque cercato di “volare alto” stando necessariamente con i piedi per terra. In un paio d’occasioni ha accettato di candidarsi nelle liste di sinistra, salvaguardando l’autonomia di giudizio e l’indipendenza d’azione sua e delle organizzazioni da lui presiedute: un testimone ideale, quindi, per parlare di Napoli. Da cosa dipende la diversità di Napoli rispetto alle altre grandi città? Direi dalla stratificazione di molti problemi sociali, che negli anni sono rimasti irrisolti nonostante le promesse ripetute di cambiamento. Promesse che agli inizi degli anni Novanta sembravano più credibili. Col cosiddetto “Rinascimento napoletano” si ebbe l’impressione che un processo virtuoso di cambiamento fosse stato avviato, ma molto presto ci dovemmo ricredere: non si trattò di una svolta epocale, i problemi veri furono appena sfiorati, fu insomma una specie di suggestione collettiva più legata al desiderio di cambiamento che non all’effettiva capacità di cambiare. Le periferie sono rimaste immutate: al degrado si è aggiunto solo più degrado. Ma Napoli è diversa anche per quel...


La stabilità in ostaggio

Dic 10th, 2008 | Categoria: recensioni
Quello che racconta Francesco Strazzari in Notte balcanica ci riguarda tutti, da vicino. E non solo perché nei Balcani l’Unione Europea sta giocando la sua più importante partita nell’arena internazionale, assumendosi nel Kosovo chiare responsabilità di politica estera. Il saggio è un viaggio, vissuto e testimoniato, nel “sottobosco balcanico” governato da forze economiche opache che, attraverso vorticosi capitali e pericolose influenze politiche, stanno cambiando il rapporto di categorie che fino a prima della caduta del muro di Berlino si davano come universali ed immutabili: sovranità e criminalità. Notte balcanica è uno sguardo tagliente e disinibito sugli avvenimenti tragici che hanno caratterizzato la periferia del sud-est europeo dopo il crollo dei regimi socialisti. Uno scrupoloso sguardo scandaglia tra i fondali delle zone grigie in cui prosperano clientelismi mafiosi. È netta la denuncia: la stabilità della parte orientale dell’Europa è tenuta in ostaggio da commistioni tra criminalità organizzata e connivenze politiche. Come ha sostenuto Luca Rastello, giornalista di frontiera e scrittore, l’analisi delle strutture criminali è «essenziale per capire il nuovo equilibrio sociale. L’economia criminale è sempre più il terreno su cui si forgiano i fenomeni decisivi del mondo: oggi pare essere il modello vincente perché è quello che produce ricchezze rapide. Accumulazioni...


La storia di quei bufalari diventati uomini d’onore

Nov 10th, 2008 | Categoria: recensioni
Nelle campagne del casertano nasce e si consolida, fino a superare i confini nazionali ed europei, uno dei clan più pericolosi e sanguinari dell’Italia meridionale, quello dei Casalesi, che, come nel caso dei Corleonesi in Sicilia, prende il nome dal proprio paese d’origine, Casal Di Principe. Un fenomeno criminale delle campagne dell’agro aversano che si afferma grazie alla violenta sopraffazione perpetrata ai danni di proprietari terrieri e semplici contadini. Si tratta di bufalari che in fretta, però, diventano uomini d’onore e referenti dei mafiosi siciliani con un’alleanza organica alla cupola di Cosa nostra. Da quando in Italia è scoppiato quello che Tano Grasso chiama il fenomeno del “Gomorrismo”, l’analisi della mafia casertana diventa argomento quotidiano anche per i non addetti ai lavori. Sandokan, Cicciotto ‘e mezzanotte, Capatosta, ’O ninno non rappresentano più soprannomi di misconosciuti delinquenti di periferia, ma di figure di cui si discute e dibatte in ogni salotto e su tutte le pagine dei giornali. Le uniche fonti a cui ricorrere per conoscere la storia dei clan di queste zone, oltre a quelle processuali, recentemente raccolte nel libro Questa corte condanna, sono rappresentate da un romanzo di Nanni Balestrini, Sandokan, storia di camorra (testo di cui è...


Il malaffare, conseguenza dell’assetto federale

Nov 10th, 2008 | Categoria: recensioni
La storia recente del Messico non è soltanto la vicenda di cartelli in permanente conflitto. È innanzitutto il racconto di una vigorosa e contraddittoria ripresa economica, ed è anche il percorso di una democrazia che comincia a sperimentare i benefici di una reale alternanza al governo. Quello che è certo, però, è che il narcotraffico ha avuto dagli anni Novanta in poi un impatto sempre più evidente sulle vicende politiche messicane. I tratti della progressiva affermazione dei cartelli, ma anche della risposta dello stato – pesantissima in termini di militarizzazione del paese – affiorano qui e là tra le pagine di questo volume di “storia del presente”, nel quale Alexander Dawson ripercorre le vicende politico-istituzionali e quelle economiche del Messico contemporaneo. Così, il paese che fa il proprio ingresso nel “primo mondo”, il paese che paga in termini di crescente divario tra ricchi e poveri il prezzo delle riforme neoliberiste e di un controverso processo di privatizzazione, è lo stesso che quotidianamente vive la violenza dei regolamenti di conti tra i cartelli, i rapimenti, la corruzione di politici e funzionari e la controffensiva visibile ma non sempre efficace e proporzionata che lo stato ha dichiarato ai trafficanti. Il salto di qualità, i narcos...