Articoli con tags ‘ Placido Rizzotto ’


Obbiettivi sulla Cupola

Ott 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
Dallo stile didattico di Giuseppe Ferrara a quello trasgressivo di Roberta Torre, dal registro intimista di Antonio Capuano a quello vibrante di Pasquale Scimeca: quattro registi che, con approcci e prospettive differenti, hanno rivolto a più riprese il proprio sguardo sul tema della mafia. Narcomafie li ha messi a confronto e raccolto le loro opinioni. Con quali obiettivi avete affrontato il tema della mafia nei vostri film?  Torre. Credo che chiunque viva al sud, in particolare a Palermo, non possa prescindere dalla mafia. Ci si rende subito conto che è un fenomeno che ha influenzato profondamente sia la cultura, sia la vita di questa terra. Ogni volta che si parla delle tematiche sociali di quest’isola è difficile evitare di affrontarlo. Io ho cercato di farlo con un atteggiamento antropologico. Non ho voluto dimostrare nulla, né contro né a favore della mafia. Ho voluto solo mostrare una realtà e una cultura, raccontandola. Direi che alla base dei miei film c’è una sorta di fascinazione narrativa. Ferrara. Il discorso è piuttosto lungo. Per me il cinema è la registrazione del pensiero audio-visivo, cioè del pensiero percettivo. Nel momento in cui io vedo un film arabo o cinese piuttosto che indiano o messicano ricevo – a...


Placido Rizzotto, una storia tragica

Nov 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Pasquale Scimeca Oltre I cento passi di Marco Tullio Giordana, un altro film sulla mafia ha segnato il ritorno del cinema italiano d’impegno alla 57° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Si tratta di Placido Rizzotto di Pasquale Scimeca, già vincitore del Gran Premio al festival di Annecy. Placido Rizzotto narra la storia del sindacalista trucidato da Luciano Liggio e offre un indimenticabile squarcio sulla realtà siciliana degli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Abbiamo incontrato Pasquale Scimeca, che ci ha raccontato la genesi del film. Perché raccontare la storia di Placido Rizzotto? Nel secondo dopoguerra i sindacalisti ammazzati dalla mafia si contano a decine. Come è nato l’interesse per questa vicenda? Fin da piccolo conoscevo questo nome. Frequentavo la sezione della Camera del Lavoro e gli anziani raccontavano la storia di Placido Rizzotto. Volevo raccontare la vita di un uomo e il suo coraggio. I 37 sindacalisti morti in quegli anni erano tutti uomini di valore, ma raccontare Placido era per me naturale. Mi piaceva l’aspetto tragico della storia, degno di una tragedia greca, Corleone è il palcoscenico e gli elementi rappresentati sono l’amore, la passione, il tradimento, la politica. Perché il nome del protagonista dà anche il titolo al...


E Corleone diventò un set

Gen 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
«Chi era Rizzotto Placido da Corleone? Tante volte me lo sono chiesto. Tante volte ho provato a immaginarmelo, a dargli un volto, una camminata, un tono di voce. Troppo poco sono le uniche due foto che lo ritraggono. Le foto, in quegli anni, i poveri le facevano per il matrimonio. E Placido non è riuscito a sposarsi. Allora preferisco pensare a lui come a un nome. Come Omero, come Ulisse, come Achille. I pensieri spesso sono come buchi neri. Inghiottono energia e implodono in universi e strade inimmaginabili. Chissà a cosa pensava quella sera tiepida di marzo, Placido Rizzotto, mentre in compagnia dei suoi assassini, percorreva le strade buie di una Corleone senza tempo… Chissà se era ancora vivo mentre lo precipitavano in quella ciacca che sprofonda nel ventre di Rocca Busambra… Chissà se ha tremato, se si è difeso, se ha chiesto aiuto… Raccontiamolo, quest’uomo. Diamo un senso alla vita e alla morte. La sua e quella di tutti i suoi compagni. Non c’è morte peggiore dell’oblio. Non c’è vita più inutile se non serve a qualcosa. A cosa può servire un film sulla vita di Placido Rizzotto? E perché raccontare ancora (e a chi?) quel periodo eroico delle...