Articoli con tags ‘ Placido Rizzotto ’


Placido Rizzotto parla di Placido Rizzotto: storia di lotta, di coraggio, d’antimafia

Mar 10th, 2016 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marta Pellegrini
Porta il suo stesso nome. Ha la sua stessa vocazione alla lotta. Da Placido Rizzotto zio a Placido Rizzotto nipote, il passo è breve, appena di qualche decina d’anni, quelli che li separano. Non è un caso che, in occasione dei funerali di Stato tributati al sindacalista ucciso nel 1948, sia stato proprio lui a celebrare il discorso funebre più toccante. Anche per questo, abbiamo voluto sentire la sua voce. Placido Rizzotto ha ricevuto i funerali di Stato il 24 maggio 2012 a Corleone. In occasione del suo discorso lei ha detto “non passi mai più la mafia”. Che cosa significa, oggi, parlare di Placido Rizzotto? Sicuramente Placido Rizzotto ha lasciato un’eredità di impegno civile di grande risonanza a livello nazionale. Fin dai primi tempi, dopo il suo rapimento e uccisione, la vicenda ha destato l’attenzione. Placido Rizzotto è stato uno dei 36 sindacalisti uccisi dalla mafia da dopo la Seconda guerra mondiale. È stato d’esempio per molte persone. Nella mia vita ne ho conosciute molte che si sono appassionate all’attività sindacale proprio perché da ragazzi avevano sentito la storia di zio Placido ed erano stati colpiti dall’impegno sociale, dalle lotte per l’emancipazione dei lavoratori e contro la mafia. Parlare di Placido Rizzotto, però,...


Ciao zio Placido, ora tocca a noi vincere

Mar 10th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Placido Rizzotto
Nell’anniversario che commemora la scomparsa di Placido Rizzotto, riproponiamo il discorso di suo nipote, che in memoria ne porta il nome, in occasione dei funerali di Stato. Zio Placido, io non ti ho conosciuto personalmente ma solo attraverso le parole appassionate dette da quanti ti hanno vissuto accanto. Nonno Carmelo, che ha lottato per ottenere giustizia ed avere restituito il corpo del figlio. Nonna Rosa sempre vestita di nero per quel figlio che non tornò più. Non ho avuto una tua carezza, però ho avuto un grandissimo dono: l’orgoglio di portare il tuo nome! Questo mi ha fatto, spesso, sentire quel figlio che non hai potuto avere. Mi parlavano di un ragazzo sveglio, cresciuto in fretta. Mi parlavano di un uomo generoso ed allegro. Poi il militare, poi la guerra. L’8 settembre del ‘43, come tanti altri giovani hai iniziato una lotta per liberare il Paese dalla dittatura e costruire un’Italia migliore. Ha lottato con la generosità che ti contraddistingueva con tanti altri giovani al tuo fianco parlando di giustizia sociale, diritti per i lavoratori. Tornato nella tua Corleone hai trovato che al posto dei fascisti c’erano altri padroni, altri prepotenti e per la povera gente esisteva sempre la stessa miseria. Hai iniziato una intensa attività politica nel...


Placido Rizzotto: un uomo, i suoi ideali, una lotta durata 70 anni

Mar 10th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Marta Pellegrini
Placido Rizzotto era giovane. Troppo giovane per aver così tanto sofferto e lottato, decisamente troppo giovane per morire. Nato a Corleone il 2 gennaio 1914, aveva prestato servizio militare durante la Seconda Guerra Mondiale, sui monti della Carnia. Sul lato opposto dell’Italia, lontano da casa, in Friuli Venezia Giulia. Era caporal maggiore, quando, dopo l’otto settembre, aveva deciso di battersi fino in fondo contro un nemico che era troppo opprimente per tirarsi indietro. Si era unito alle Brigate Garibaldi, come socialista. Un inizio forte, che ha portato un giovane uomo a crescere nella convinzione di dover fare qualcosa per cambiare lo status quo, per battersi per i diritti di chi da solo non poteva far sentire la propria voce. Il secondo dopoguerra, in Italia e altrove, è stato un momento storico davvero particolare, connotato dal forte impegno politico e sociale. Tornato a casa, Placido Rizzotto aveva trovato una Sicilia, una Corleone, dove c’era bisogno di quell’impegno, dominata com’era da un’oppressione forte nei confronti dei più poveri. Placido Rizzotto aveva così dato subito inizio alla propria attività politica e sindacale, ricoprendo l’incarico di Presidente dei reduci e combattenti dell’ANPI di Palermo e quello di segretario della Camera del lavoro di Corleone. Era stato...


Quando il viaggio si traduce in memoria e responsabilità

Giu 3rd, 2013 | Categoria: articoli
di Chiara Albano
Chiara Albano, giovane studentessa torinese, racconta l’esperienza vissuta grazie ad AddioPizzo Travel. Percorrere, insieme ad altri suoi coetanei, i luoghi siciliani della lotta alla mafia e della voglia di riscatto. (altro…)


Conclusa la Carovana Antimafia. Ma l’impegno continua

Giu 8th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
Era il 1994 quando Rita Borsellino sposò l’idea dell’Arci: organizzare una Carovana che portasse messaggi di speranza, di antimafia sociale, di voglia di riscatto. Partendo da Corleone, nel cuore di una Sicilia “bellissima e disgraziata” come l’aveva definita suo fratello Paolo, ucciso poco meno di due anni prima. Sono trascorsi 18 anni da quella decisione, da quella prima esperienza on the road, e di strada la Carovana ne ha fatta veramente tanta, diventando un’esperienza condivisa anche con Libera e Avviso Pubblico e trasformandosi in un evento internazionale che, per quanto riguarda l’edizione 2011, è durato 94 giorni per un totale di 19 mila chilometri percorsi: tutta l’Italia ma anche Corsica, Francia, Svizzera, Albania, Bulgaria, Serbia e Bosnia. Narcomafie ha seguito le ultime tre tappe siciliane e conclusive della Carovana, a fianco di Alessandro Cobianchi, coordinatore nazionale della stessa e responsabile nazionale legalità e democratica per l’Arci. (altro…)


Ospite non gradito

Apr 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare e obbligo di dimora a Corleone per “Salvuccio” Riina. Forti i timori del Comune per il ritorno in paese del terzogenito del boss Totò. A preoccupare è soprattutto la possibile riorganizzazione della “famiglia”. Ma Corleone reagisce all’unanimità e dalla voce del primo cittadino comunica che «la città non è quella che lui ha lasciato anni fa»   Non è un fatto di poco conto che lo scorso 29 febbraio il Consiglio comunale di Corleone abbia approvato all’unanimità un ordine del giorno denunciando che «la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare di Giuseppe Salvatore Riina… con l’obbligo di soggiorno a Corleone, in questa terra dove i segni ed i simboli hanno importanza, ha turbato l’opinione pubblica, ingenerando uno stato di preoccupazione…». Come non è da sottovalutare la rappresentazione dello «stato di disagio della Città» e l’invito agli Organi dello Stato «a valutare ogni utile iniziativa per garantire serenità e sicurezza ai cittadini di Corleone ed ai loro rappresentanti nelle Istituzioni».    I traguardi dell’antimafia. Con quest’atto il Consiglio comunale ha voluto esprimere una forte critica alla lentezza della giustizia italiana, che ha provocato – come nel caso di Riina jr. – la scarcerazione di un...


Il padre del 416 bis

Apr 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Il 30 aprile del 1982, sotto i colpi di Cosa Nostra, moriva Pio La Torre, storica figura dell’antimafia civile e politica, autore di vere e proprie rivoluzioni legislative. Una vita straordinaria ma poco conosciuta, interamente vissuta da protagonista nella battaglia per il riscatto della Sicilia La vicenda di Pio La Torre non rappresenta solo un fatto di cronaca. È qualcosa di più. Travalica la cronaca. Investe la società siciliana, sconvolge il Pci, travolge la politica nazionale ed entra di prepotenza nella Storia del nostro Paese. La Torre è stato vittima innocente della mafia, ma prima di tutto è stato un uomo politico e, a conoscerne la storia, a leggerne i discorsi e i saggi, a vederne le fotografie – da quelle di quando viene arrestato a Bisacquino (Pa) per l’occupazione delle terre, a quelle che lo ritraggono sul tavolo dell’obitorio – viene da chiedersi, anche a distanza di 25 anni, cosa ci sia stato dietro la sua uccisione.  Anni Ottanta: uno scenario violento. Sotto il profilo legale il “caso La Torre” è risolto. Ci sono gli esecutori materiali, i mandanti, condannati in tutti i gradi di giudizio. Ma per capire bene bisogna conoscere l’uomo La Torre, spostare l’obbiettivo sullo scenario e il...


Un delitto politico-mafioso. Senza colpevoli

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli, recensioni
La sera del 10 marzo 1948 Placido Rizzotto fu assassinato dagli uomino di Liggio. Nessun responsabile è stato punito e, ad oggi, il corpo del Segretario della Camera del lavoro non ha ricevuto sepoltura perché, ufficialmente, non è mai stato ritrovato. La società civile però non lo dimentica e lo commemora con la costruzione di un altare laico  Cosa pensò quella sera del 10 marzo 1948 Placido Rizzotto, quando vide avvicinarsi Luciano Liggio? Il Segretario della Camera del lavoro stava passeggiando per Corleone con Pasquale Criscione, suo vicino di casa e gabellotto dell’ex feudo “Drago”. Erano appena arrivati vicino piazza Nascé, la piazza del mercato, e l’orologio suonò le dieci. Tornavano dal Ponte Nuovo, dove poco prima avevano accompagnato a casa Vincenzino Benigno. Placido voleva salutare il Criscione per tornare anche lui a casa, ma questi lo convinse a fare ancora quattro passi. «Andiamo a vedere la mucca di mio cognato, che deve partorire…», gli propose. Ma l’inaspettato arrivo di quel “malacarne” di Liggio, che Placido riconobbe subito, nonostante avesse il volto quasi interamente coperto da un cappuccio, in un attimo cambiò la sua vita. Per sempre.  La vile imboscata. «Che vuoi?», gli chiese con un tono di voce che si sforzò...


Chi si sporca le mani

Ott 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Diffondere una cultura fondata sulla legalità e sul senso civico. È anche questo il senso dei campi di lavoro e degli incontri di formazione organizzati la scorsa estate da Libera, Arci e Banca Etica sui beni confiscati alle mafie Matilde è una giovane impiegata della Banca Etica di Firenze, che non aveva mai messo piede a Corleone. Come Pietro, Michele, John, Camilla e Fiammetta, studenti toscani, che la città del “Padrino” l’hanno vista per la prima volta nello scorso mese di luglio. Non sono venuti per fare i turisti, ma per lavorare da volontari sulle terre confiscate alla mafia, fianco a fianco con i giovani siciliani delle cooperative “Lavoro e non solo” e “Placido Rizzotto”, a cui quelle terre sono state affidate dallo Stato. Pomodori con la vitamina “L”. È stato duro lavorare sui campi: si sudava, le braccia facevano male, la schiena sembrava spezzarsi dalla fatica. Loro, però, erano contenti di estirpare vecchi vigneti, di assistere alla mietitura del grano e di raccogliere pomodori, quelli che contengono una vitamina in più, la vitamina “L” della Legalità. E nel pomeriggio trovavano persino la forza e l’entusiasmo di partecipare a riunioni ed incontri sulla storia della Sicilia, sulla mafia e sul movimento antimafia....


Lavorare sul campo

Mar 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Grazie alla legge promossa da Libera per il riutilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi, una parte consistente dei possedimenti criminali è tornata ad essere patrimonio collettivo attraverso il lavoro di associazioni e cooperative sociali. Ma intimidazioni e ostruzionismi non sono mancati, mentre un disegno delega di recente approvazione lascia perplessi sulla effettiva volontà di migliorare la legge (altro…)