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Vertice sulla mafia nel Gargano. Nessuno li chiami ‘pastori’

Dic 6th, 2010 | Categoria: news
Una mafia di montagna, a lungo sottovalutata, nata dalle dispute territoriali e sul bestiame nell’arcaico mondo contadino pugliese. Una mafia di pastori che ormai ha cambiato pelle, capace di controllare il territorio, di gestire il racket e le latitanze, il traffico di droga e i flussi finanziari. Una mafia “sottovalutata”, quella garganica, come affermato dal sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, all’indomani del vertice che a Vico del Gargano ha cercato di fare il punto sulla situazione. Una situazione che ha visto 141 omicidi in dieci anni, 77 dei quali ancora irrisolti. Ultimo, in ordine di tempo, quello dei fratelli Piscopo, imprenditori turistici a Vieste, scomparsi misteriosamente e poi ritrovati carbonizzati in una radura presso Peschici. Giustiziati con rito mafioso. Quell’evento fece gridare Antonio Laudati, competente per il distretto antimafia anche nel territorio della Capitanata, all’emergenza nazionale affermando che “quella garganica è la più feroce di tutte le mafie” e che “si tratta di un fenomeno sottovalutato e ricondotto a faide locali, di pastori e a forme di arretratezza criminale. Invece questa vera e propria guerra di mafia, che è stata scatenata sul Gargano, è riconducibile a una grandissima ricchezza”. Da quel grido d’allarme nasce il summit di Vico, organizzato dalla Procura Distrettuale...


Gargano, trovati i corpi degli imprenditori scomparsi

Nov 29th, 2010 | Categoria: news, prima pagina
Erano scomparsi il 18 novembre scorso. Giuseppe e Martino Piscopo, fratelli di 51 e 45 anni,  imprenditori nel settore turistico, gestivano un villaggio vacanze nei pressi di Vieste, in Puglia.  Dopo dieci giorni di ricerche i loro corpi sono stati ritrovati. La carcassa di un’auto bruciata, nascosta in una radura tra Vieste e Peschici, conteneva i due corpi irriconoscibili: le mani legate dietro la schiena, uccisi sul sedile posteriore con un colpo di lupara e tre di pistola. Poi il rogo per distruggere cadaveri, macchina e tracce. Secondo gli investigatori della Procura di Foggia, che ha condotto le indagini, il tutto si è svolto nell’arco di un quarto d’ora tra rapimento e omicidio. “Le modalità del duplice omicidio dimostrano che la mafia è tornata a colpire sul Gargano in maniera efferata e violenta». Lo scrive la Procura Distrettuale Antimafia di Bari. Un omicidio di mafia, dunque. Contrariamente a quanto pensato in un primo momento i due imprenditori, descritti come “tranquilli lavoratori”, intrattenevano forse rapporti pericolosi perché: “Non è che un duplice omicidio si possa realizzare così, in modo semplice e da sprovveduti. C’è qualche questione che bisogna approfondire” dichiara Antonio Diomeda, comandante provinciale dei carabinieri, che aggiunge: “Evidentemente c’è...