Articoli con tags ‘ Pietro Lunardi ’


La “Via” bloccata

Set 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Scricchiola un altro pilastro del progetto del ponte Messina-Reggio: l’Unione Europea ha bocciato la Valutazione di Impatto Ambientale. E anche molti studi italiani ne dimostrano le fragili fondamenta economiche e sociali. Intanto la mafia è pronta e attende sviluppi… Un’altra tegola cade sul contestato ponte sullo Stretto. L’Unione Europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia per violazione delle normative europee in materia di Valutazione di impatto ambientale (Via). Colpevole del richiamo di Bruxelles è la procedura speciale contemplata dal decreto legislativo 190/2002, varato dal ministro Lunardi come parte integrante della legge 443/2001 (c.d. legge obiettivo) al fine di «definire un quadro normativo finalizzato alla celere realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici».  Tutto da rifare In una nota del 30 marzo scorso il commissario europeo all’Ambiente, Margot Wallstrom, ha rilevato un’incompatibilità fra il suddetto decreto e la direttiva europea 85/337 «nella misura in cui la disposizione italiana (art. 20, comma 5) non prevede che, in caso di sensibili differenze tra progetto preliminare e progetto definitivo, sia obbligatorio aggiornare e integrare la Via (cioè aggiornare e ripubblicare lo studio di impatto ambientale e consultare nuovamente i soggetti pubblici e privati interessati). La Commissione rileva inoltre una violazione «nella misura in cui la disposizione italiana (art. 17, comma 2) non...


Nel Paese senza verità

Ott 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
La relazione annuale della “Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare” predisposta dal presidente Roberto Centaro e approvata il 30 luglio 2003 (con 22 volti favorevoli e 16 contrari) è un documento tanto reticente e inadeguato quanto utile per comprendere ciò che sta accadendo in questi mesi in Italia e a Palermo.    Se volessimo partire dalla fine, dovremmo dire che la Casa delle Libertà, e in particolare Forza Italia, alla quale appartiene il presidente della Commissione, non ha alcun interesse politico, oltre che etico, all’individuazione dei mandanti delle grandi stragi del 1992 e del 1993. Prova ne sia che la relazione assomiglia molto al tentativo di porre una definitiva pietra tombale su un argomento che dovrebbe figurare ai primi posti, se non addirittura al primo posto, dell’agenda politica in un paese moderno interessato non a scacciare dal proprio orizzonte visivo i fantasmi del passato, ma a scoprire chi ancora oggi resta un fantasma: nonostante le inchieste, nonostante i processi, nonostante le sentenze.  Se volessimo partire dalla fine, dovremmo ricordare che è trascorso appena un decennio da quelle stragi e ribadire un’ovvietà: che la mancata individuazione dei “mandanti” non prova affatto l’inesistenza di un livello criminale assai alto e...


Ottima regia, nessuna prova

Ott 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
La mafia? Un utile strumento per il controllo del territorio e per l’intimidazione dei nemici, disponibile ad ogni commessa, anche statale. Esegue tutto in modo professionale, non crea problemi e non lascia tracce. Anzi, qualche traccia la lascerebbe, ma ci pensano gli amici degli amici a sistemare tutto, confidando su un’accurata messa in scena e sul fatto che la memoria duri poco. È su queste basi che si muove Segreti di Stato di Paolo Benvenuti, film in cui si formulano inquietanti ipotesi sul rapporto tra mafia e politica nella storia italiana. Il pensiero del ministro Lunardi – che due anni fa constatò serenamente che con la mafia bisogna imparare a convivere – sembra avere infatti illustri precedenti in alcuni suoi colleghi del passato, che arrivarono a commissionare ai mafiosi gli affari delicati – senza ovviamente sporcarsi le mani di persona – come sparare sui militanti comunisti di Portella della Ginestra il 1° maggio 1947, pur in assenza del segretario regionale Girolamo Li Causi, ipotetico obiettivo. E Salvatore Giuliano, il bandito indipendentista cui si addossò l’intera responsabilità dell’eccidio (11 morti e una cinquantina di feriti) già due ore dopo l’accaduto? Per il film fu un semplice strumento, manipolato dai mafiosi e dai...


Grandi opere grandi rischi

Mar 30th, 2002 | Categoria: archivio articoli
Col project financing il “decreto Lunardi” assegna ai privati una grande autonomia nella realizzazione e gestione delle grandi opere. Ma, soprattutto nel Mezzogiorno, la mancanza di un controllo istituzionale può aprire la porta ad infiltrazione mafiose Un impegno concreto: fare le grandi opere. Costruire le infrastrutture che mancano al nostro paese. Anche con slogan come questi la coalizione di centrodestra ha vinto le ultime elezioni. Promettendo di far vincere la «logica del fare» come la chiama il Presidente del Consiglio Berlusconi. E dopo le promesse elettorali è arrivata anche l’azione di governo guidata dal nuovo ministro per le Infrastrutture, l’ingegnere Lunardi, che ha individuato diciannove grandi opere da realizzare e il metodo per gestirle. Il metodo scelto è quello del project financing, che prevede la partecipazione finanziaria dei privati nella costruzione dell’opera. Lo strumento legislativo prescelto invece è stato quello della legge delega – il cosiddetto “decreto Lunardi” – che prevede una grande libertà d’azione per il governo. Largo ai privati E la mafia? Perché anche la mafia si è sempre occupata di grandi opere. Partecipando, a suo modo, alla costruzione di buona parte delle grandi infrastrutture del Mezzogiorno e non solo di quello. È logico allora chiedersi se ci sono aspetti di compatibilità tra...


La mafia ringrazia

Nov 10th, 2001 | Categoria: editoriali
La mafia — è stato scritto — cambia pelle. Ciò che sembra profilarsi è una riedizione del modello “pre-corleonese” con varianti tese ad adeguarlo ai nuovi tempi e con un sostanziale allineamento al modello “siculo-americano” di “mafia monogenerazionale, dove il capomafia lavora perché il figlio non faccia il mafioso, ma l’avvocato, il magistrato, il medico…”. Torneremo presto sul punto, a partire da un aggiornamento su vita e opere delle famiglie mafiose di New York. Ma sin d’ora qualche considerazione s’impone sulle strategie di contrasto imposte da questo mutamento di stagione. L’abbandono della strategia stragista e il ritorno a una ricerca di alleanze con la politica, l’economia e le istituzioni, fa emergere una mafia meno aggressiva e sanguinaria (ci sono e verosimilmente ci saranno, nelle strade di Palermo, meno morti), ma egualmente pericolosa in termini di inquinamento del tessuto sociale e della vita democratica. Ciò rende necessaria, sul piano politico e istituzionale, una strategia di contrasto fondata su valori forti, capace di particolare rigore nel perseguimento della legalità e della trasparenza, indisponibile ad abbassare il tiro, attenta a prendere le distanze da ogni forma di cultura e d’inquinamento mafioso. Esattamente l’opposto di quanto sta accadendo nel nostro Paese, dove si susseguono fatti...