Articoli con tags ‘ Pietro Grasso ’


La frase choc di Vincenzo De Luca e gli attestati di solidarietà verso la Bindi

Nov 18th, 2016 | Categoria: news
  «Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da ucciderla. Ci abbiamo rimesso l’1,5%, il 2% di voti». Così  si è espresso Vincenzo De Luca, governatore della Regione Campania, in un video trasmesso a «Matrix» riferendosi a quanto accaduto lo scorso anno prima delle elezioni regionali, quando la presidente della Commissione parlamentare antimafia inserì il suo nominativo nella lista dei “candidati impresentabili”. Nel corso dell’intervista, De Luca ha parlato di “atti di delinquenza politica. E non c’entra niente la moralità, era tutto un attacco al governo Renzi”, sempre in riferimento alle precedenti dichiarazioni di Rosy Bindi. Diversi gli attestati di solidarietà nei confronti della presidente della Commissione antimafia, tra cui quelli del vicepresidente della stessa commissione, Claudio Fava – “Parla come un camorrista: credo che il suo partito si sarebbe dovuto interrogare tempo fa sulle discutibili qualità umane e gli eccessi verbali di questo personaggio” – e del presidente del Senato Pietro Grasso, che ha così commentato le dichiarazioni di De Luca: “Non pensavo che spostandomi in politica avrei sentito delle parole che ero abituato a sentire quando ero procuratore antimafia. Certe cose un rappresentante delle istituzioni non deve pensarle né dirle. De Luca chieda scusa alla Bindi e smetta di imitare Crozza. Non pensi...


30 giugno 1963, bomba a Ciaculli. Grasso: “Ricordiamo sempre i nomi dei caduti”

Giu 30th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
“30 giugno del 1963, una telefonata anonima alla Questura di Palermo segnala una Giulietta abbandonata nella campagna di Ciaculli. Gli uomini delle forze dell’ordine ispezionano la vettura e disinnescano una carica esplosiva. Non possono sapere che ce n’è un’altra nascosta nel bagagliaio, che esplode non appena viene aperto. Così, per mano mafiosa, muoiono in un istante sette uomini”. Il presidente del Senato Pietro Grasso rievoca su Facebook la strage avvenuta alle porte di Palermo 52 anni fa. “La strage di Ciaculli – prosegue Grasso – provocò grandissimo sdegno nell’opinione pubblica siciliana e nazionale ma sarebbero serviti molti anni e molte altre vittime perché si prendesse piena coscienza della presenza di ‘Cosa nostra’ e si iniziasse veramente a combatterla. Voglio ricordare i nomi di questi servitori dello Stato perché è nel loro ricordo, e in quello di tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine caduti per il nostro Paese, che dobbiamo trovare la forza e l’orgoglio di continuare a lottare per affermare la legalità: Eugenio Altomare, Carabiniere; Giorgio Ciacci, Soldato artificiere dell’Esercito; Silvio Corrao, Maresciallo della Polizia di Stato; Marino Fardelli, Carabiniere; Mauro Malausa, Tenente dei Carabinieri; Pasquale Nuccio, Maresciallo artificiere dell’Esercito Italiano; Calogero Vaccaro, Maresciallo Capo dei Carabinieri.


Editoria, Grasso: “In Italia troppi giornalisti minacciati”

Giu 18th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
“Tanti giornalisti in Italia, decisamente troppi, sono stati minacciati o in modo subdolo attraverso cause e querele temerarie o più direttamente in modo violento. E’ un fatto incontrovertibile che la criminalità tema l’informazione almeno quanto l’azione delle forze dell’ordine e della magistratura, anche perché a volte, per ragioni che riguardano le diverse caratteristiche del lavoro, la stampa arriva prima”. Lo dice in sala Zuccari il presidente del Senato Pietro Grasso ricordando di aver conosciuto molti giornalisti in 43 anni. “Espongo con orgoglio nel mio studio – ha aggiunto – qui a Palazzo Madama la targa che mi hanno regalato quando ho lasciato la Procura di Palermo per venire a Roma a fare il Procuratore nazionale antimafia”. Grasso cita l’inchiesta di Lirio Abbate sull’Espresso del dicembre 2012 pubblicata “prima che scattassero le richieste di arresto per Mafia Capitale” e aggiunge: “Il giornalismo d’inchiesta, quando è serio e professionale, riesce a far emergere queste realtà, indipendentemente dalle indagini”. Anche dal lato della corruzione, sottolinea, “spesso sono i cronisti a scoprire le irregolarità nei bandi o il taglio “sartoriale” di alcuni di essi, sono le inchieste giornalistiche ad accendere i riflettori su alcuni scandali e a diventare la base per le successive indagini della...


Ddl anticorruzione, la cronistoria

Mag 22nd, 2015 | Categoria: prima pagina
di Marika Demaria
Con 280 voti favorevoli (maggioranza e Sel), 53 voti contrari (FI e M5s) e gli undici voti di astensione della Lega, l’aula di Montecitorio ha approvato ieri, giovedì 21 maggio, il provvedimento che inasprisce le pene per i reati di corruzione e reintroduce quello sul falso in bilancio. La legge è nata due anni fa, e rappresenta il primo atto di Pietro Grasso al momento del suo ingresso in Senato, due giorni prima della sua ascesa alla presidenza. Al ddl Grasso si sono aggiunti quelli di altri senatori; tuttavia l’iter ha subito dei rallentamenti a causa dei contrasti con il Popolo delle Libertà prima, dell’uscita di Forza Italia dalla maggioranza poi, del passaggio da Enrico Letta a Matteo Renzi alla presidenza del Consiglio, oltre a una serie di polemiche inerenti all’adeguatezza delle misure per contrastare la corruzione. La svolta è arrivata all’inizio di quest’anno, il 7 gennaio, quando sono stati presentati degli emendamenti del governo in Commissione Giustizia del Senato, approdati poi in aula, approvati lo scorso mese a Palazzo Madama e la conferma della Camera rispetto al testo del Senato. La soddisfazione per il traguardo raggiunto giunge da più parti. In primis dallo stesso Grasso, che si è detto felice per questa...


Mafia e informazione. Pietro Grasso: “troppi giornalisti minacciati”

Dic 10th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
Alberto Spampinato / www.ossigenoinformazione.it
Martedì 11 dicembre a Roma il Procuratore nazionale antimafia parteciperà a un convegno sui cronisti italiani che subiscono gravi intimidazioni a causa del loro lavoro “Ancora oggi chi scrive di mafia è esposto a minacce”, ha scritto nel suo ultimo libro il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, che martedì 11 dicembre alle 10:30, a Palazzo Madama, parteciperà al convegno su “Mafia e Informazione. Giornalisti minacciati e notizie oscurate”, promosso da Ossigeno, dall’Associazione Stampa Romana e dall’Università di Tor Vergata. Al convegno interverrà anche il sen. Enrico Musso, presidente del Comitato della Commissione Parlamentare Antimafia che sta svolgendo audizioni dei giornalisti della Sicilia, Campania e Calabria che hanno subito minacce ed intimidazioni a causa del loro lavoro. Il convegno offrirà l’occasiona per riflettere su un fenomeno poco conosciuto, ma molto esteso. Secondo i dati di Ossigeno, nel 2011 sono stati più di 300 i giornalisti italiani che hanno subito minacce o gravi intimidazioni a causa del loro lavoro. Nel 2011 sono stati 325. Negli ultimi sei anni i casi censiti dall’osservatorio sono stati oltre 1200. La diffusione delle minacce nei confronti di giornalisti, l’ato numero di giornalisti costretti a vivere sotto scorta ha contribuito ha declassare l’Italia, che da anni, unico fra i paesi...


Vent’anni fa la strage di via D’Amelio. Quando la verità?

Lug 19th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
«Impeachment. Sì, chiedo l’impeachment per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, perché a mio giudizio si sta frapponendo alla ricerca della verità sulla morte di mio fratello Paolo». Salvatore Borsellino parla di un vero e proprio attentato alla Costituzione, facendo riferimento alla presa di posizione del Capo dello Stato che ha aperto un conflitto contro la procura di Palermo presso la Corte Costituzionale. Il pm Antonio Ingroia e i sostituti Lia Sava, Nino Di Matteo e Guido Palermo hanno infatti predisposto il vaglio di intercettazioni telefoniche intercorse tra Nicola Mancino – all’epoca della strage ministro dell’Interno – e l’allora presidente della Camera dei Deputati Giorgio Napolitano, che rivendica la propria immunità. Rita Borsellino, sorella del magistrato, ammette di essersi «sentita schiaffeggiata dalle parole del Presidente: non parlo come sorella, ma come comune cittadina che, a distanza di venti anni, chiede di conoscere la verità sulla strage di via D’Amelio». Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha commentato: «È assodato che il Presidente della Repubblica non possa essere intercettato ma è anche vero che i giudici hanno lavorato in ottemperanza delle leggi. Ora dovrà decidere la Consulta», mentre il ministro Paola Severino ha sentenziato:«È importante mantenere la segretezza delle telefonate del Capo...


Piero Grasso: l’agricoltura è in mano alle mafie

Mag 23rd, 2011 | Categoria: news
Mafie e agricolture hanno un legame antico con radici ben piantate a terra. A dirlo è Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, nel suo rapporto annuale che a questo tema ha dedicato proprio un capitolo intero della sua relazione. “Un legame di natura storico culturale a cui si fa risalire la nascita stessa del fenomeno mafioso, per larga parte venuto alla luce proprio nelle campagne. Per questo motivo da sempre tra le altre cause di ritardato sviluppo, l’agricoltura meridionale sconta anche quello delle infiltrazioni di stampo mafioso” scrive Grasso. “E tale fenomeno oggi interessa l’intero territorio nazionale, attesa la capacità di Cosa nostra, camorra e ndrangheta, presenti ormai in forma di impresa, di espandersi verso il Nord, seguendo le direttrici del trasporto e del commercio dei prodotti agricoli”. Il capo della Dna si è occupato soprattutto delle strategie di controllo dei mercati relativi alla distribuzione del prodotto agricolo. Un settore oggetto di una nuova analisi, tenendo in considerazione le attività investigative sviluppate nel corso del 2010. “In buona sostanza – scrive Grasso – il procedimento in questione consente di comprendere come le organizzazioni mafiose ...


Pietro Grasso, per non morire di mafia

Mag 18th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
«Antonio Gramsci sosteneva che l’indifferenza è il peso morto della storia. Fino a quando noi ci affacceremo alla finestra guardando gli altri che fanno la storia, la storia non cambierà». Il monito arriva da Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, davanti ad una platea di studenti e docenti presenti nell’Officina 21 presso la sede del Gruppo Abele. Il magistrato ha raccontato del suo desiderio, esternato fin da piccolo, di fare il giudice, della sua amicizia con Giovanni Falcone e dell’appuntamento mancato con la strage di Capaci: il volo del 22 maggio rinviato, per Falcone e la moglie, al giorno dopo, mentre Grasso – che avrebbe dovuto viaggiare con loro –  rientrò a Palermo con uno degli ultimi voli di quel venerdì. Sono anni in cui il magistrato vive come collaboratore della Commissione Parlamentare Antimafia e del ministero di Grazia e Giustizia per poi approdare alla Procura nazionale antimafia, che ha lasciato nel 1999. Dopo essere stato Procuratore della Repubblica di Palermo, dall’ottobre 2005 è procuratore nazionale antimafia: un passaggio che lui stesso definisce, nel suo libro Per non morire di mafia, un passaggio dalla “trincea” al “quartier generale”. Perché? «Prima ero in prima linea, coinvolto in prima persona con il mio...


Liguria. Il comune di Bordighera fa i conti con la mafia

Lug 21st, 2010 | Categoria: news
Da due giorni il comune di Bordighera ha una nuova giunta comunale dopo che la precedente è stata azzerata dal sindaco Giovanni Bosio. Tutto è cominciato circa due settimane fa, quando i carabinieri del comando provinciale hanno fatto pervenire al prefetto di Imperia Francesco Paolo Di Menna un’informativa relativa a presunti condizionamenti mafiosi sull’attività amministrativa. L’indagine, che ha portato lo scorso giugno all’arresto di otto persone (una delle quali già scarcerata) tra cui alcuni componenti della famiglia calabrese dei Pellegrino, avrebbe evidenziato rapporti tra gli indagati e alcuni politici della piccola città ligure. Da tempo si moltiplicavano a Ponente segnali inquietanti di una presenza criminale, ma gli incendi di alcune attività commerciali – tra cui uno stabilimento balneare e un ristornate furgoni e garage -, erano accolti da un clima di indifferenza e sorpresa. “Chi mi preoccupa di più, lo dico senza mezzi termini, sono il prefetto e il questore – aveva dichiarato ai giornali Andrea Orlando, membro della Commissione antimafia e deputato ligure per il Pd – non capisco proprio cosa abbia di più urgente da fare, il prefetto di Imperia, che esaminare immediatamente il rapporto dei Carabinieri sulle infiltrazioni mafiose a Bordighera”. Anche il procuratore nazionale antimafia Piero...


Di Girolamo, un Catilina tra i tanti

Mar 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Marco Nebiolo
Sette giorni. È il tempo da primato impiegato dal Senato per sbarazzarsi del senatore Nicola Paolo Di Girolamo, eletto nella circoscrizione estero-Europa nelle file del Pdl con il contributo di voti rastrellati dalla cosca ’ndranghetista degli Arena nelle comunità calabresi di Stoccarda e Francoforte. Sette giorni da quel 24 febbraio in cui i giornali hanno iniziato a descrivere il panorama da “strage della legalità” (definizione del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso) delineato dall’inchiesta “Broker” sulla maxi truffa all’erario realizzata da Fastweb e Telecom Sparkle, al 3 marzo, giorno in cui l’avvocato Di Girolamo ha varcato la soglia del carcere di Rebibbia con l’accusa di avere rappresentato gli interessi dei mafiosi di Isola di Capo Rizzuto invece di quelli degli italiani residenti oltre confine. Un record da prima pagina, buono per contraddire l’immagine di un Parlamento elefantiaco e autoreferenziale, arroccato nella difesa di privilegi di casta; ottimo per esaltare l’efficienza e il rigore morale di un’istituzione in grado di far prevalere la responsabilità politica su quella penale (il procedimento a carico del senatore “della ’ndrangheta”, ricordiamolo, è in fase di indagini preliminari); perfetto per valorizzare la determinazione di una maggioranza impegnata a troncare ogni legame con ambienti inquinati dall’infiltrazione criminale e...