Articoli con tags ‘ Pietro Aglieri ’


La Penisola del “tesoro”: Brusca indagato per riciclaggio

Set 17th, 2010 | Categoria: news
Riciclaggio,  intestazione fittizia di beni e tentata estorsione aggravata. Questi i capi di imputazione per i quali il boss di Cosa Nostra Giovanni Brusca, dal 1999 iscritto nel programma di protezione per i collaboratori di giustizia, è indagato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Le indagini stanno toccando le province di Palermo, Roma, Chieti e Rovigo, sviluppandosi negli ambienti frequentati da familiari e amici vicini al boss e hanno già portato alla scoperta di 188 mila euro, rinvenuti nella casa della moglie di Giovanni Brusca. (altro…)


Cassazione, confermate condanne per Capaci e via d’Amelio

Ott 10th, 2008 | Categoria: news
Il 18 settembre la prima sezione penale della Corte di Cassazione presieduta da Edoardo Fazioli ha confermato la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Catania, che nel 2006 aveva condannato i boss di Cosa nostra che, insieme a Totò Riina, avevano voluto e organizzato le stragi di Capaci e di via d’Amelio del 1992. Carcere a vita confermato (per i due attentati) ai boss Salvatore Montalto, Giuseppe Farinella, Salvatore Buscemi. Per la strage di Capaci ergastolo definitivo a Giuseppe Madonia e Giuseppe Montalto, Carlo Greco, Pietro Aglieri, Benedetto Santapaola, Mariano Agate, Benedetto Spera. Vent’anni di carcere per Antonino Giuffrè e ventisei anni per Stefano Ganci.


Gli ammutinati del 41 bis

Set 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
Nata sull’onda dell’emergenza criminale, la norma sul carcere duro per i mafiosi è di nuovo al centro delle polemiche. Tra lettere aperte, scioperi della fame e messaggi trasversali, i boss di Cosa Nostra rialzano la voce. E velatamente minacciano… Quando fu introdotto l’articolo 41 bis nell’Ordinamento penitenziario, l’Italia era in piena emergenza mafia. C’erano appena stati gli attentati a Falcone e a Borsellino e lo Stato sembrava impotente di fronte a un attacco criminale senza precedenti. Dal 1992 la norma che prevede il carcere duro per i mafiosi ritenuti più pericolosi viene reiterata ogni anno, ma il problema della carcerazione speciale – che oppone principi costituzionali alla necessità di proteggersi dalla forza belluina delle organizzazioni mafiose – non è mai stato risolto definitivamente.  Ricatto politico o messaggio interno? Oggi il problema si ripropone, con tanto di proclami letti dai detenuti nelle aule dei tribunali, lettere aperte a magistrati, scioperi della fame e sbarre percosse ritmicamente negli Istituti di pena. Potrebbero sembrare le  proteste che, più o meno ogni anno, si susseguono quando arriva il momento di prorogare la norma tanto odiata dai boss mafiosi, ma questa volta sono emersi alcuni aspetti diversi rispetto al passato: la lettera di Pietro Aglieri allo Stato e il proclama...