Articoli con tags ‘ Perù ’


Vincitori senza gloria

Giu 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Gimena L. Fernandez
Per oltre dieci anni il Perù è stato teatro degli scontri tra il movimento Sendero Luminoso e le Forze Armate Nazionali. Al fianco dell’esercito, l’azione dei comitati di autodifesa Civile è stata fondamentale per sconfiggere i senderisti. Oggi, questi combattenti reclamano un riconoscimento ufficiale da parte dello Stato. (altro…)


Schiavi, anche oltreoceano

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Il continente americano si sta silenziosamente popolando di cinesi provenienti dalla provincia del Fujian. Sfruttati e ricattati dalla mafia che ne gestisce il traffico, fanno notizia solo quando naufragano in pieno oceano. Le autorità, però, non intervengono: sanno bene che servono al rilancio economico  «Non importa in che posto ti trovi, sempre incontrerai qualcuno che viene da Fujian» tramanda un proverbio cinese.  Situata di fronte all’isola di Taiwan, la provincia del Fujian vanta un particolare e poco invidiabile primato. Da questa sovrappopolata terra di montagne e di scarse risorse proviene l’80% dei cinesi che emigra verso il continente americano, soprattutto in forma clandestina. Quantificare il flusso è difficile, ma è certo che da anni le bande criminali cinesi hanno organizzato un redditizio traffico di persone. Le rotte sino-americane. Dalle sterili province del Fujian ogni settimana partono in migliaia alla volta del Perù e dell’Ecuador, porti d’entrata al continente americano, da dove si comincia la risalita del continente verso gli Stati Uniti. Nell’ultimo decennio, secondo stime ufficiose, 30 milioni di persone hanno abbandonato il Fujian sotto la protezione e, soprattutto, il ricatto delle organizzazioni criminali. Partono verso un destino incerto, che solo una minima parte di loro vedrà, poiché, nelle peripezie di un viaggio...


Peruviani alla conquista di Buenos Aires

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
La mappa del narcotraffico in America Latina si sta modificando: nuove rotte, nuove triangolazioni commerciali e nuovi protagonisti che hanno approfittato della frammentazione dei leggendari cartelli colombiani. Così nella capitale argentina, strategico punto di snodo e smercio, è cominciata l’“era peruviana” del traffico di droga Numeri 1-11-14: non è un terno al lotto, ma il nome di una “villa miseria”, una delle tante bidonvilles inserite nel tessuto urbano di Buenos Aires. I suoi abitanti sono in maggioranza immigrati, provenienti da paesi vicini, come il Paraguay, o lontani, come il Perù. In questo conglomerato umano che vive ai margini della società, retto da codici e regole proprie e dove lo Stato brilla per la sua assenza, ogni anno la comunità peruviana si riunisce per un rito di fede religiosa e di identità culturale: la tradizionale processione del Signore dei Miracoli. È durante una di queste celebrazioni che ha avuto inizio una storia di sangue, di vendette, di rese di conti che in meno di due anni ha causato 20 morti. Sodalizio criminale. Era il 29 ottobre 2005. La processione sfilava solennemente in mezzo al fervore dei devoti quando armi automatiche scaricarono la propria furia omicida sulla folla. L’obiettivo era Marco Antonio Estrada Gonzáles...


Impatto ad alte quote

Lug 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
È cominciata con quattro valigie partite dall’aeroporto di Buenos Aires ed è arrivata fino alle sfere governative: l’inchiesta su un lucroso traffico di cocaina ha avuto pesanti ripercussioni politiche, coinvolgendo una compagnia aerea con accordi statali, forze di polizia, ministri. E personaggi (ancora in auge) che l’Argentina voleva dimenticare  Erano quattro le valigie che giravano solitarie su uno dei nastri trasportatori dell’aeroporto internazionale di Madrid, appena arrivate da Buenos Aires con il volo 6420 della compagnia aerea Southern Winds (SW) senza che nessuno le raccogliesse nonostante fossero dirette alla capitale spagnola ed avessero degli sti-ckers, risultati poi falsi, sui quali si poteva leggere chiaramente “Ambasciata argentina in Spagna”. La polizia, insospettita, dopo una prudente attesa le aprì e vi trovò 60 kg di cocaina pura, pari al valore approssimativo di 3 milioni di dollari. Era il 17 settembre del 2004. Clienti affezionati. Ma mai a bordo. Le valigie erano state imbarcate nell’aeroporto internazionale di Ezeiza (Buenos Aires) senza che appartenessero a passeggeri, violando le norme di sicurezza che proibiscono l’invio di bagagli “non accompagnati” in voli di cabotaggio. A quanto pare la spedizione era stata effettuata da due cittadini ispano-argentini che qualche mese più tardi, a dicembre, vennero arrestati in Spagna, a...


Piccoli lavoratori crescono

Apr 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Lustrascarpe, venditori ambulanti, spazzini e un unico movimento a rappresentarli. In Perù i minori di strada si organizzano e manifestano perché i loro diritti di bambini e di lavoratori siano rispettati. Per uscire dalla povertà, lontano dal cliché dell’infanzia negata  Al sicuro delle nostre case si fa presto a dire che i bambini devono giocare, sorridere sempre e, soprattutto, non lavorare. Cosa succede, però, quando sono proprio loro a chiederlo e a pretendere degne condizioni? Come si rapportano gli organismi internazionali per la tutela del diritto all’infanzia di fronte a movimenti di minori che manifestano la necessità di un impiego?  I bambini in questione sono i niños y adolescentes trabajadores (l’acronimo spagnolo è Nats), riuniti in un movimento per la tutela del diritto ad un lavoro dignitoso, remunerato e regolato, con cui sostenere le difficoltà economiche delle proprie famiglie, che garantisca il giusto spazio all’educazione e al gioco. Aladino  e i suoi fratelli Soffocata dai gas lacrimogeni, Laura Guisarion, 16 anni, fatica a parlare: «Ci hanno aggredito quando venivamo a reclamare pacificamente i nostri diritti. Non so perchè il presidente Toledo non faccia niente per i bambini del Perù. Anche lui da piccolo era un lustrascarpe; conosce la realtà che viviamo».  È il 20 novembre dello scorso anno. A...


La foglia della discordia

Nov 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Tra gli anni 80 e 90 ha fornito circa il 40% della cocaina consumata a livello mondiale. Ma a differenza di Perù e Colombia, gli altri grandi produttori di droga, la Bolivia ha il più bassotasso di criminalità del Sudamerica, non ha al proprio interno movimenti guerriglieri, né la corruzione politica ha raggiunto i livelli di paesi in condizioni analoghe. Più che Stato narcotrafficante, la Bolivia può dirsi vittima del narcotraffico.Solo la recente e sanguinosa crisi ha ridestato l’opinione pubblica occidentale sul paese più povero dell’America Latina Dopo 35 giorni di protesta, 80 morti e 400 feriti, il 18 ottobre scorso, all’indomani della sua designazione a Presidente dopo la fuga di de Lozada (primo capo di Stato nella storia della democrazia boliviana ad aver abbandonato l’incarico prima della scadenza del suo – secondo – mandato), Carlos Mesa ha affermato nella sua prima conferenza stampa a La Paz: «Il governo è disposto a negoziare sulle coltivazioni della foglia di coca, sulla base di dati certi riguardanti la coltivazione legale, direttamente con i produttori. Abbiamo leggi vecchie che non tengono conto della realtà. I boliviani sono rispettosi delle leggi internazionali ma non vogliono che la loro sovranità sia intaccata… la lotta al narcotraffico sarà un aspetto della lotta alla povertà…». Alla fine di agosto, pochi giorni prima...


Cambiano le rotte (ma soltanto quelle)

Mag 30th, 2002 | Categoria: archivio articoli
Negli ultimi anni l’industria della droga ha moltiplicato i suoi canali commerciali e perfezionato le tecniche di traffico. Ma le aree di produzione che forniscono l’Occidente sono rimaste le stesse. Segno che le piantagioni di droga attecchiscono sempre in mezzo a povertà, conflitti, instabilità politica  Tra le informazioni più utilizzate per stimare le dimensioni del traffico internazionale di droga e individuarne le rotte, i dati sui sequestri effettuati dalle agenzie di polizia costituiscono una fonte privilegiata. E, proprio dall’analisi comparata dei dati – in particolare quelli che riguardano oppiacei e derivati della coca – si capisce come l’industria della droga sia stata capace, negli ultimi dieci anni, di moltiplicare i suoi canali commerciali e di perfezionare le tecniche di traffico.   Nel 1999, il 95% della produzione mondiale di oppio si è concentrata principalmente in due paesi: l’Afghanistan e la Birmania. Il primo rappresenta la principale fonte di approvvigionamento di oppio, morfina ed eroina per i paesi confinanti (Iran, Pakistan, India e repubbliche centro-asiatiche), è il maggiore canale di rifornimento per l’eroina distribuita in Europa ed è una delle vie più battute per la commercializzazione di eroina nei paesi della penisola arabica e dell’Africa orientale (Rapporto Undcp, 2000). Sin dai primi anni Settanta, la cosiddetta rotta balcanica, nelle sue varie...


Gli opinabili dati dell’Onu

Mag 30th, 2002 | Categoria: archivio articoli
A trent’anni dalla prima “guerra alla droga” annunciata nel 1971 dal presidente Nixon – politica poi seguita e in certi casi amplificata da Reagan, Bush senior, Clinton, George W. Bush – gli Stati Uniti hanno assunto la leadership mondiale della lotta al narcotraffico.  Per raggiungere quest’obiettivo, gli Usa hanno potuto contare su alleanze di peso in seno alla comunità internazionale, in particolare tra i membri delle Nazioni Unite. Non sorprende quindi che nell’ultimo rapporto dell’Undcp (l’Ufficio per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine dell’Onu, ndr.) diventato di fatto una sorta di portavoce delle posizioni di Washington, siano contenuti dati volti ad accreditare l’idea di un sostanziale progresso nella lotta alla produzione e al traffico di stupefacenti.  Diminuzione? Vediamo un po’…Solo un’analisi parziale consente però all’Undcp di affermare che le produzioni illecite sono in sensibile diminuzione. Se è vero, ad esempio, che tra il 1995 e il 2000 le coltivazioni di coca in Bolivia e Perù sono diminuite da 150mila a 40mila ettari, bisogna anche aggiungere che, a partire dal 1999, la ripresa delle colture in questi due paesi ha già creato 20mila nuovi ettari. Soprattutto, l’Undcp omette di ricordare che questa diminuzione è stata compensata da un considerevole aumento...


Lima: il futuro ha un cuore antico

Set 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Segnato da decenni di affarismo e corruzione, il Perù è oggi nelle mani di Alejandro Toledo, carismatico ma già discusso neo presidente. Tutte le incognite del nuovo corso, tra l’eredità di Fujimori, i dollari di Bush e i richiami ad antichi eroi… È una serata di rivelazioni a Lima. La gente ha aspettato a lungo questo momento e ora si trova incollata alla televisione che trasmette lo scontro verbale tra Alejandro Toledo e Alan García, i due candidati alla presidenza del Perù. I bar, le case, i chioschi all’aperto, i centri commerciali sono sintonizzati tutti sulla stessa lunghezza d’onda. La passione dei peruviani per la politica è tutta qui, nella gente di ogni ceto e condizione che si affolla davanti alla tivù per il dibattito, come si trattasse di una partita della nazionale di calcio. Davanti a un ceviche si zittisce il vicino o si commenta a voce alta un passaggio particolarmente polemico. Sullo schermo, all’oratoria sciolta e sfarzosa dell’ex presidente fanno da contraltare i fastidiosi errori sintattici del cholo Toledo, visibilmente in difficoltà nei confronti del suo avversario. Come un pugile all’angolo, all’economista della Sierra non rimane che battere il ferro sul passato e disastroso governo di García, che aprì...


L’antidroga a rapporto

Apr 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Il 22 gennaio scorso Pino Arlacchi, direttore dell’UNDCP ha presentato il World Drug Report 2000. Il documento, che avrebbe dovuto essere pubblicato nel 1999, descrive l’evoluzione della produzione, del traffico e del consumo di sostanze stupefacenti a livello mondiale, offrendo un quadro che lo stesso Arlacchi ha definito a “luci e ombre”. Il World Drug Report 2000 si articola in tre capitoli: il primo è dedicato ai trend registrati nel campo della produzione, del traffico e del consumo di droghe, il secondo analizza l’evoluzione dei “tre pilastri” delle politiche di riduzione della domanda: epidemiologia, prevenzione e trattamento. L’ultimo affronta il tema dello sviluppo alternativo, considerata una delle più importanti soluzioni per il controllo della diffusione delle droghe. Di seguito pubblichiamo alcuni stralci di una sintesi – a cura dell’UNDCP – dei concetti fondamentali contenuti nel rapporto. (…) Le Nazioni Unite stimano che in tutto il mondo, negli ultimi anni Novanta, circa 180 milioni di persone, il 4,2% della popolazione mondiale di età uguale o superiore ai 15 anni. abbiano assunto droghe, tra cui cannabis (144 milioni), stimolanti di tipo amfetamine (29 milioni), cocaina (14 milioni) e oppiacei (13,5 milioni, di cui 9 milioni dipendenti da eroina). Il problema della droga...