Articoli con tags ‘ Peppino Impastato ’


Scritti col sangue

Mag 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Ucciso perché faceva bene il suo mestiere. Dice anche questo la sentenza che ha condannato in appello i mandanti dell’omicidio di Mario Francese, uno dei tanti giornalisti che negli ultimi trent’anni hanno pagato con la vita le loro inchieste sulle mafie Lo scorso 17 febbraio sono state depositate le motivazioni della sentenza di appello che condanna i mandanti dell’omicidio di Mario Francese. L’8 gennaio Giuseppe Lumia, dei Ds, ha presentato alla Commissione Antimafia la proposta di aprire un’indagine sull’assassinio di Beppe Alfano. Due giornalisti uccisi dalla mafia perché, ricalcando un passo della sentenza Francese, facevano bene i cronisti ed esprimevano uno straordinario impegno civile.  Come molti altri loro colleghi, morti perché troppo bravi. Così bravi da essere dimenticati per anni, e rispolverati solo in qualche anniversario.  La Cupola? Eppur si muove Palermo, 16 settembre 1970. Ragusa, 27 ottobre 1972. Cinisi, 9 maggio 1978. Palermo, 26 gennaio 1979. Luoghi e date delle morti di Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese.  Le loro esperienze professionali hanno un significato particolare perché, negli anni più torbidi della storia del nostro Paese, hanno saputo mettere a fuoco i cambiamenti e la struttura della cupola mafiosa prima di ogni altro. In quegli anni in Sicilia – mentre i gruppi neofascisti collegati ai colonnelli...


Obbiettivi sulla Cupola

Ott 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
Dallo stile didattico di Giuseppe Ferrara a quello trasgressivo di Roberta Torre, dal registro intimista di Antonio Capuano a quello vibrante di Pasquale Scimeca: quattro registi che, con approcci e prospettive differenti, hanno rivolto a più riprese il proprio sguardo sul tema della mafia. Narcomafie li ha messi a confronto e raccolto le loro opinioni. Con quali obiettivi avete affrontato il tema della mafia nei vostri film?  Torre. Credo che chiunque viva al sud, in particolare a Palermo, non possa prescindere dalla mafia. Ci si rende subito conto che è un fenomeno che ha influenzato profondamente sia la cultura, sia la vita di questa terra. Ogni volta che si parla delle tematiche sociali di quest’isola è difficile evitare di affrontarlo. Io ho cercato di farlo con un atteggiamento antropologico. Non ho voluto dimostrare nulla, né contro né a favore della mafia. Ho voluto solo mostrare una realtà e una cultura, raccontandola. Direi che alla base dei miei film c’è una sorta di fascinazione narrativa. Ferrara. Il discorso è piuttosto lungo. Per me il cinema è la registrazione del pensiero audio-visivo, cioè del pensiero percettivo. Nel momento in cui io vedo un film arabo o cinese piuttosto che indiano o messicano ricevo – a...


Cento passi per crescere

Giu 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Monica Zappelli Monica Zappelli ha sceneggiato insieme a Claudio Fava e Marco Tullio Giordana I cento passi, il film di Marco Tullio Giordana sulla storia di Peppino Impastato. Narcomafie l’ha intervistata, per parlare del film ma anche degli incontri che Zappelli ha avuto con gli studenti nelle molte scuole in cui I cento passi è stato proiettato Monica Zappelli, i premi ricevuti a Venezia e ai “David” hanno evidenziato come sia stato soprattutto il pubblico giovanile a decretare il successo dei Cento passi. Per quale motivo la storia di Peppino Impastato ha così colpito le nuove generazioni? Perché questo film non è un film sulla mafia in senso tradizionale. Peppino non è né un giudice che indaga, né un uomo delle forze dell’ordine, né un giornalista che scrive un’inchiesta. I cento passi è la storia di un ragazzo che diventa uomo e diventando uomo attraversa tutte le tradizionali tappe di crescita. È come un romanzo di formazione che prevede una serie di passaggi molto simili per ognuno di noi. Nel caso di Peppino le tappe di crescita avvengono in un contesto particolare, di cui fa parte anche la mafia, tra il ’68 e il ’77. Credo che questa storia...


La mafia non è solo cinema

Ott 10th, 2000 | Categoria: editoriali
Peppino Impastato, dopo essere stato un simbolo per una parte dello schieramento antimafia, è diventato anche un eroe cinematografico. Non possiamo che compiacercene, sperando che ciò aiuti il difficile cammino delle sue idee e del suo impegno. Ma non dimentichiamo la fatica dei 22 anni che ci separano dalla sua morte (su cui si sofferma, in questo fascicolo, U. Santino, che forse più di ogni altro ha lavorato negli anni in questa direzione). Vent’anni fa – era il 1980 – in un convegno di Magistratura democratica su “mafia e istituzioni” il fratello di Peppino, Giovanni, rese una testimonianza che era, insieme, un atto d’accusa: «Sono passati due anni dall’assassinio di mio fratello. Dal punto di vista giudiziario il “caso Impastato” è ancora aperto e la sua soluzione è quanto mai improbabile, non tanto perché non sono stati individuati ambienti e persone interessati all’eliminazione di mio fratello, ma perché la ricerca delle prove nei delitti di mafia continua ad essere estremamente difficile, per cui archiviazione o assoluzione per insufficienza di prove sono i risultati di cui le cronache siciliane continuano ad essere piene. Io personalmente, i compagni di “Radio Aut” e del “Comitato Impastato”, abbiamo più volte fatto nomi e cognomi,...


Impastato,una verità scomoda

Ott 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Alla 57º mostra d’arte cinematografica di Venezia è stato presentato “I cento passi”, film in cui Marco Tullio Giordana rievoca la tragica vicenda di Giuseppe Impastato. Pubblichiamo una testimonianza di Umberto Santino, che da più di vent’anni dirige con Anna Puglisi a Palermo il “Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato” e, di seguito, una recensione del film. Il film di Giordana ha il merito di portare a un pubblico molto più vasto di quello che siamo riusciti a raggiungere fino ad ora una storia che, contrariamente a quello che abbiamo letto e sentito, non è per nulla provinciale, minore o datata. Questa storia l’aveva già raccontata la madre di Peppino Impastato, Felicia Bartolotta, in un libro pubblicato nel 1986, La mafia in casa mia, dove ha ripercorso i suoi rapporti con il marito mafioso e il figlio ribelle, parlando della sua rinuncia alla vendetta e rinnovando la sua richiesta di giustizia senza rassegnarsi a non averla per lunghi anni. L’aveva raccontata uno dei compagni di Peppino, Salvo Vitale, nel libro Nel cuore dei coralli, e l’avevano riproposta Claudio Fava in un servizio televisivo ripreso nelle pagine del libro Cinque delitti imperfetti, Luciano Mirone in un capitolo del libro Gli insabbiati e decine...