Articoli con tags ‘ Peppino Impastato ’


La reputazione offesa ad un mafioso, giornalista a giudizio…

Ott 14th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di redazione
Rino Giacalone sotto processo per avere applicato l’assunto di Peppino Impastato a proposito di mafia e di pezzi di merda (altro…)


Modica, al via il Festival del Giornalismo

Ago 30th, 2013 | Categoria: news
Oggi, venerdì 30 agosto, e domani, sabato 31, la cittadina ragusana di Modica sarà la patria dell’informazione. Dibattiti, workshop, incontri con grandi firme di caratura nazionale. Queste le peculiarità della quinta edizione del Festival del Giornalismo, che nel corso degli anni è uscito sempre di più dalla nicchia, affermandosi nel panorama italiano. Il programma della giornata odierna prevede il ricordo dei giornalisti Mauro Rostagno, Giuseppe Fava e Peppino Impastato, affidati a Lillo Venezia (già direttore della testata «Il Male»), Paolo Brogi («Corriere della Sera»), Rino Giacalone («LIberainformazione» e «Il Fatto quotidiano») e Riccardo Orioles («I Siciliani Giovani»). Domani, ampio spazio ai tre laboratori pratici incentrati sulla video inchiesta, sul fotogiornalismo e sulle tematiche ambientali. Previsto inoltre un focus sulla figura di Mukhtar Ablyazov. Il festival del Giornalismo di Modica è organizzato dalla redazione del mensile «Il Clandestino» in collaborazione con l’associazione Libera, con il giornale «I Siciliani Giovani» e con il Comune di Modica. Per maggiori informazioni: http://www.festival-del-giornalismo.it/ (Ma.De.)  


Incendio alla pizzeria Impastato. La perizia: “Si tratta di dolo”

Dic 30th, 2011 | Categoria: news
La procura di Palermo ha deciso di aprire un’inchiesta – curata dal sostituto procuratore Ennio Petrigni –  per incendio doloso a carico di ignoti, circa l’episodio riguardante l’incendio che nella notte tra l’8 e il 9 dicembre si è verificato nei locali della pizzeria (situata a cinque km dal centro abitato di Cinisi) di proprietà di Giovanni Impastato, fratello del giornalista ucciso dalla mafia la notte del 9 maggio 1978. È lo stesso Impastato a rafforzare la tesi dell’incendio appiccato intenzionalmente, spiegando che «le sedie e i tavoli del locale sono stati accatastati nel punto di innesco per alimentare le fiamme, così come l’allineamento nei pressi del rogo di tre bombole vuote, allo scopo di provocare una vera e propria esplosione che avrebbe distrutto il locale o quanto meno avrebbe potuto provocare danni irreparabili». Negli ultimi quattro mesi, si sono verificati altri due incendi, che hanno interessato l’uno le zone attigue alla pizzeria e l’altro un furgone appartenuto a Salvatore Rugnetta (arrestato a novembre perché considerato contiguo all’ambiente mafioso e coinvolto in un traffico di stupefacenti) e parcheggiato nei pressi della pizzeria. Vicende che sono state rese note nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri, 29 dicembre, al Centro siciliano...


E’ morto Giuseppe Impastato, detto Peppino. I suoi discorsi su radio Aut

Mag 9th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Trentatré anni fa moriva Peppino Impastato, opponendosi alla mafia dal suo microfono di radio Aut seppe utilizzare l’ironia, la presa in giro, smascherando così il potere mafioso. Con Peppino Impastato il re era nudo. E il re era “Don Tano Seduto”, quel Gaetano Badalamenti che imperversò non solo a Cinisi ma fu a capo di Cosa nostra all’inizio degli anni Settanta. Impastato era candidato alle elezioni del consiglio comunale di Cinisi, nella lista di Democrazia Proletaria. Troppo per gli sgherri di Cosa nostra. I sicari di Badalamenti avevano ricevuto l’ordine di non lasciare tracce: la mafia desiderava che di questo ragazzo non rimanesse memoria. Oggi siamo ancora qui a ricordarlo. Diventato icona della lotta alla mafia, figurina da esibire o stampare su magliette, è necessario non smarrirne il messaggio: che a combattere contro un nemico così grande, non si può che perdere. Combattere con coraggio e incoscienza, mossi da un imperativo morale e di buon senso, porta alla sconfitta. Perché la mafia uccide i suoi nemici, uno per uno. Ma la tragica somma dei morti è il numero sempre crescente della vittoria su Cosa nostra. Una vittoria lenta, progressiva, che si diffonde nei nomi e nelle memorie...


Washington, al Newseum i nomi di quattro giornalisti vittime di mafia

Apr 14th, 2011 | Categoria: news
Il “Journalist Memorial” renderà onore anche alla memoria di quattro giornalisti italiani. L’Osservatorio “Ossigeno per l’Informazione” ha infatti comunicato che i nomi di Cosimo Cristina, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato e Mauro Rostagno saranno incisi sui pannelli del Memoriale situato presso il Newseum di Washington. Sarà proprio questa sede, il 16 maggio, ad ospitare una cerimonia ufficiale durante la quale sarà presentata la lista aggiornata e che ad oggi conta 2.084 nomi, compresi quelli di Cristina, Spampinato, Impastato, Rostagno e di 59 cronisti uccisi in vari Paesi nel 2010 nel pieno delle proprie funzioni. Ricordiamo che Cosimo Cristina fu assassinato a Termini Imerese, sua città natale, il 5 maggio 1960 e che è considerato il primo giornalista ucciso dalla mafia. Giovanni Spampinato fu invece ucciso a Ragusa il 27 ottobre 1972. Neanche sei anni più tardi, il 9 maggio 1978, a Cinisi veniva ucciso Peppino Impastato. Dieci anni più tardi, il 26 settembre 1988, a trovare la morte sempre per mano mafiosa fu, a Lenzi di Valderice, Mauro Rostagno: il processo per far luce sul suo assassinio è attualmente in corso. (Ma. De.)


Forte e ribelle. Intervista a Lucia Sardo

Dic 28th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Stefania Bizzarri
È senza retorica “La madre dei ragazzi”, opera teatrale dedicata alla vita e all’impegno di Felicia Bartolotta (1916-2004). Donna divisa per anni tra il ruolo di moglie e quello di madre. Sposata con Luigi Impastato, parente e amico dei mafiosi di Cinisi. Madre di Giuseppe, “Peppino”, militante di sinistra, il cui impegno principale era contrastare la mafia attraverso esplicite denunce contro gli esponenti locali che la rappresentavano. Poi la notte tra l’8 e il 9 maggio di 30 anni fa, quando di Peppino non rimase più nulla. Il corpo dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari ferroviari della linea Palermo-Trapani. E anni e anni di menzogne, depistaggi e calunnie, per celare la verità e infangare la credibilità di Impastato. Ha inizio in quel momento un nuovo corso nell’esistenza di Felicia, teso alla difesa della memoria del figlio. «Né terrorista né suicida. Mio figlio è stato ucciso», rivendicherà sempre. Ventiquattro anni dopo, il Tribunale di Palermo le dà ragione e condanna all’ergastolo il boss Gaetano Badalamenti come mandante dell’omicidio. “La madre dei ragazzi” è un monologo firmato e interpretato con passione e intelligenza da una talentuosa Lucia Sardo. Ma è soprattutto un omaggio alla fiera determinazione con cui Felicia Bartolotta...


Confiscato il patrimonio di Badalamenti

Lug 10th, 2007 | Categoria: news
A tre anni dalla morte dell’ex boss di Cinisi Gaetano Badalamenti, la seconda sezione “misure di prevenzione” del tribunale di Palermo il 6 luglio scorso ha disposto la confisca di beni a lui riconducibili per un valore complessivo – secondo quanto riportato dal «Giornale di Sicilia» – di circa 100 milioni di euro. I giudici hanno accertato «l’assoluta sperequazione tra capacità reddituale del prevenuto e investimenti operati dal suo nucleo famigliare». Badalamenti è morto il 29 aprile 2004 nel carcere di Fairton, negli Stati Uniti, dove scontava una condanna a 44 anni di reclusione per narcotraffico stabilita dall’autorità giudiziaria americana. In Italia Badalamenti ...


Sradicato l’albero di Peppino Impastato

Apr 10th, 2007 | Categoria: news
L’albero piantato dal Comune di Termini Imerese in memoria di Peppino Impastato, il militante di Democrazia proletaria assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978 a Cinisi, è stato trovato sradicato il 5 aprile scorso, appoggiato a un muro sul quale era stato scritto “Viva la mafia”. Un atto vandalico che ha suscitato condanne bipartisan nel mondo politico. «Un atto grave che amaraggia e inquieta, in ogni caso da non sottovalutare – ha commentato l’on. Ds Giuseppe Lumia, vicepresidente della Commissione antimafia – perché è un chiaro segnale, nel caso si tratti di una semplice ragazzata, che la cultura della legalità e la memoria di coloro che sono morti per combattere...


Martiri per la verità

Nov 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Sono nove i giornalisti caduti per mano mafiosa tra il 1960 e il 1993. Ecco le loro storie. Cosimo Cristina. Il ritrovamento, il 5 maggio del 1960, del corpo di Cosimo Cristina lungo i binari della ferrovia di contrada “Fossola”, a Termini Imerese (Pa), costituì il primo caso di omicidio di un giornalista da parte della mafia e, per molti aspetti, uno dei più inquietanti casi di insabbiamento del dopoguerra. La morte di Cristina, giovane collaboratore de «L’Ora» di Palermo e fondatore del giornale «Prospettive Siciliane», con il quale aveva iniziato a indagare su alcuni oscuri delitti che legavano a filo doppio Termini Imerese con il mondo mafioso, fu additata alla pubblica piazza come suicidio e come tale archiviata rapidamente senza una indagine accurata. Il caso Cristina venne riaperto solo sei anni dopo dal vicequestore palermitano Mangano, che portò a una ricostruzione della morte come vero e proprio omicidio. Le successive indagini probatorie confutarono l’analisi di Mangano, ma nella loro incompletezza e suscettibili di contraddizione adombrano una scia di mistero su di un caso tuttora impunito. Mauro De Mauro. Intricato, misterioso, indecifrabile il retroscena sotteso al sequestro di Mauro De Mauro, giornalista de «L’Ora», avvenuto il 16 settembre 1970, quando alcuni...


«Ciao, Felicia»

Feb 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Lo scorso 7 dicembre si è spenta nella sua casa, per un attacco di asma, Felicia Bartolotta, 88 anni, madre di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978. La chiesa era gremita da circa 150 persone, ma poche decine erano i cittadini di Cinisi. Nonostante il sindaco Salvatore Palazzolo avesse deciso il lutto cittadino, molti negozi, inclusi quelli non lontani dall’abitazione di Felicia, avevano le saracinesche alzate. Oltre al figlio Giovanni Impastato e ai familiari, ai funerali hanno partecipato magistrati, esponenti politici, amici di Peppino e della famiglia, tra cui il procuratore aggiunto Guido Lo Forte, l’ex sindaco di Palermo e deputato regionale Leoluca Orlando, il regista de “I cento passi” Marco Tullio Giordana, Luigi Lo Cascio – l’attore che nel film interpreta Peppino – il deputato Ds Giuseppe Lumia e il direttore del centro di documentazione intitolato a Impastato, Umberto Santino, di cui pubblichiamo stralci del discorso pronunciato al funerale. Francesco Forgione, presidente del gruppo parlamentare di Rifondazione comunista all’Assemblea regionale siciliana, ha affermato che «la scarsa presenza dei cittadini ai funerali di Cinisi dimostra che la testimonianza di Felicia è ancora scomoda ed è la riprova che la lotta contro la mafia divide e non unisce,...