Articoli con tags ‘ Pasquale Galasso ’


Una repubblica fondata sulle “trattative”

Giu 15th, 2010 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
«Vatti a fidare dei politici: sono sempre pronti a saltare sul carro del camorrista più forte». Sembra una battuta di spirito e invece è la confessione del più importante pentito di camorra, Pasquale Galasso, il primo a raccontare ai magistrati la trama intricata dei rapporti tra capi camorra e istituzioni. Siamo nel 1993 e i giudici hanno messo la firma sull’avvio della sua collaborazione. Galasso è un fiume in piena, parla all’inizio con tre Procure, Napoli, Salerno e Roma, poi anche con Palermo. Nei suoi racconti si ricostruiscono gli affari della Nuova famiglia degli Alfieri e i suoi contrasti con la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Si autoaccusa di 40 omicidi e dichiara di aver partecipato a ottanta spedizioni di morte. Lui, che si era pure iscritto all’università per diventare medico, era riuscito a mettere in piedi una varietà di affari tale da far invidia ai manager migliori: finanziarie, commercio internazionale, ortofrutticoli, automobili, pompe funebri, autonoleggi e persino un’agenzia di viaggi. Un tesoro del valore di oltre 1.000 miliardi di vecchie lire, senza tener conto di quel castello sul lago d’Orta, comprato nelle prime fasi della sua collaborazione con un fido dell’istituto di credito San Paolo di Torino. Pasquale parla perché...


Beni confiscati: siamo ai saldi di fine stagione?

Nov 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Elena Ciccarello
Parliamoci chiaro. L’emendamento alla finanziaria approvato in Senato lo scorso 13 novembre (relatore Maurizio Saia, Pdl), che introduce la possibilità di vendere i beni confiscati ai mafiosi, non rischia solo di essere un regalo alle cosche o una miope soluzione per fare cassa. È un vero e proprio colpo di spugna al lungo e faticoso percorso inaugurato con l’approvazione della legge di iniziativa popolare 109/96 che ha introdotto la possibilità di destinare i beni a scopi sociali. Le ragioni sono semplici. Con questa norma possono essere destinati alla vendita tutti gli immobili confiscati ma non destinati entro 90 giorni (centottanta in caso di operazioni particolarmente complesse). Quindi, in buona sostanza, finirebbe all’asta tutto lo stock di beni che giace in disuso, ad oggi più di 3.000 immobili, cui si aggiungerebbero tutti quelli man mano in scadenza. Non è infatti un segreto che nella stragrande maggioranza dei casi, a causa dei mille impedimenti che intercorrono nella fase di destinazione – ipoteche e proprietà indivise sono le più diffuse – il termine dei 90 giorni sia di gran lunga superato. Facile allora prevedere le conseguenze. Gli ex proprietari cercheranno di rientrare in possesso dei loro immobili ricorrendo ad amici e prestanome. Lo fanno...