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Un delitto politico-mafioso. Senza colpevoli

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli, recensioni
La sera del 10 marzo 1948 Placido Rizzotto fu assassinato dagli uomino di Liggio. Nessun responsabile è stato punito e, ad oggi, il corpo del Segretario della Camera del lavoro non ha ricevuto sepoltura perché, ufficialmente, non è mai stato ritrovato. La società civile però non lo dimentica e lo commemora con la costruzione di un altare laico  Cosa pensò quella sera del 10 marzo 1948 Placido Rizzotto, quando vide avvicinarsi Luciano Liggio? Il Segretario della Camera del lavoro stava passeggiando per Corleone con Pasquale Criscione, suo vicino di casa e gabellotto dell’ex feudo “Drago”. Erano appena arrivati vicino piazza Nascé, la piazza del mercato, e l’orologio suonò le dieci. Tornavano dal Ponte Nuovo, dove poco prima avevano accompagnato a casa Vincenzino Benigno. Placido voleva salutare il Criscione per tornare anche lui a casa, ma questi lo convinse a fare ancora quattro passi. «Andiamo a vedere la mucca di mio cognato, che deve partorire…», gli propose. Ma l’inaspettato arrivo di quel “malacarne” di Liggio, che Placido riconobbe subito, nonostante avesse il volto quasi interamente coperto da un cappuccio, in un attimo cambiò la sua vita. Per sempre.  La vile imboscata. «Che vuoi?», gli chiese con un tono di voce che si sforzò...