Articoli con tags ‘ Parigi ’


A qualcuno piace pubblica

Apr 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
testo e foto di Davide Mazzocco
Parigi, Grenoble e Cochabamba hanno già sottratto la gestione degli acquedotti alle multinazionali, con enormi benefici. In Italia, invece, si è appena aperta la campagna referendaria perché essa continui ad essere un bene pubblico. Gli esiti sono incerti. Intanto, chi pagherà i costi del servizio? (altro…)


Muli del 21° secolo

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Ingoiano decine di ovuli contententi cocaina e si avventurano in viaggi che possono decretare la loro fortuna o la loro morte, per soffocamento o per intossicazione. Sono i “muli”, corrieri più o meno improvvisati che stanno riempiendo le tasche di piccole reti di narcotrafficanti   Si stima che tra il 10 e il 15% della cocaina che attraversa il Senegal rimanga sul territorio, creando un mercato locale che da un lato soddisfa i turisti e la richiesta autoctona e dall’altro alimenta tanti piccoli “rivoli” diretti verso le maggiori città europee, secondari al grande canale principale del narcotraffico, ma certamente importanti per soddisfare la sempre maggiore richiesta nel Vecchio Continente. L’effetto per noi più visibile della creazione di questo mercato locale, a Dakar come in altre località del Senegal, è infatti la formazione di reti di trafficanti che organizzano con corrieri e spedizioni dei “rivoli” minori. È successo in Nigeria, ed ora sta avvenendo anche qui. La loro opera è certamente di portata inferiore rispetto alle grandi mafie internazionali ma, come dimostra il caso “Tossic Park”, l’effetto è assai più dirompente per la quotidianità delle nostre metropoli. Affittare il proprio corpo. Il corriere è un tassello fondamentale del narcotraffico; egli è di solito una pedina esterna, assoldato per il...


Abbattere stereotipi costruire comunità

Dic 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Parigi, Glasgow, Torino alla ricerca di un nuovo volto.  Strategie diverse, ma un’unica filosofia: la qualità della vita attraverso la riqualificazione urbana. Con particolare attenzione ai quartieri in difficoltà Inutile negarlo; il loro nome evoca ancora sinonimi inquietanti come “ghetti”, “quartieri dormitorio”, “bronx”, eppure le periferie sono scelte da un numero sempre crescente di persone come luogo di residenza. L’incongruenza tra l’immaginario collettivo e la realtà è confermato da recenti statistiche ufficiali che consegnano proprio alle zone e ai quartieri della prima cintura la palma d’oro per la qualità della vita. Anzi, le periferie per molti versi sembrano precorrere i tempi – fedeli al concetto di frontiera come laboratorio – e diventano il terreno ideale per attuare strategie innovative di riqualificazione e di integrazione, lasciando sempre di più al centro urbano la funzione di contenitore delle attività produttive, come testimonia il crescente fenomeno dei cosiddetti city users, coloro cioè che affrontano il traffico e la congestione della down town solo nell’orario di lavoro. Di sicuro è difficile demolire stereotipi radicati nel tempo che identificano le periferie con il degrado e la pericolosità, ma forse tra tutti il più duro a morire è proprio il pensare ancora le periferie come un luogo fisico, dal...


Sans-papiers, protesta “sacrosanta”

Set 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
Sei anni dopo l’evacuazione di 300 immigrati dalla chiesa di Saint-Bernard, Parigi è teatro di una nuova clamorosa manifestazione dei sans-papiers.  Decisi a ribellarsi a una legge che li inchioda alla clandestinità  Lo spettacolo è surreale. Accalcati sul sagrato dell’antica basilica di Saint-Denis, che ospita in maestosi sarcofagi di marmo e – in una necropoli sotterranea – i resti di molti re e regine di Francia (tra cui Luigi XVI e Maria Antonietta, Filippo il Bello e Carlo Martello), centinaia di sans-papiers si giocano da dieci giorni il tutto per tutto con un’occupazione protratta: a loro dire questa finirà solo quando «verrà concessa loro una regolarizzazione senza condizioni». La storia inizia il 17 agosto, quando un primo gruppo di 130 clandestini di venti nazionalità, aderenti al gruppo Coordination 93 de lutte pour les sans-papiers, “occupa” la basilica di Saint-Denis nella banlieue nord di Parigi. In realtà, gli immigrati non hanno “occupato” un bel nulla. È la Chiesa cattolica ad aver concesso loro rifugio e protezione. L’operazione è preparata da tempo. Il parroco della basilica, Bernard Berger, accoglie con grande slancio i clandestini, rifiutando fermamente l’intervento della polizia, più volte offerto dalle imbarazzate autorità.  Dimostrare l’impossibile Giungiamo nella basilica dopo la prima notte di “occupazione” trascorsa dai sans-papiers nella...


Parigi ha fatto crack

Dic 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
“Tossici” stremati da una dipendenza compulsiva, medici di strada impegnati a salvare il salvabile, operazioni di polizia dimostrative più che utili, cittadini esasperati. Reportage nell’inferno parigino del crack La strada, male illuminata, è piena di fumatori di crack. La tensione è alle stelle: scoppiano litigi e discussioni. Ognuno ha con sé l’apposita pipetta di vetro, in cui scaldare in pochi secondi i cristalli di caillou (il “sassolino”, dose minima di consumo) ridotti in polvere con un temperino. Il “flash” è quasi immediato, breve e molto intenso, seguito da un “down” dagli effetti violenti e sgradevoli. Siamo a Parigi, a 200 metri dal Sacré Cœur illuminato. Qui, il distruttivo rito che si consuma è quello di ogni sera, di ogni notte, per centinaia di ombre senza volto. Poi l’oscurità fa il resto, celando gli effetti stimolanti ed ansiogeni indotti dallo stupefacente. Un “sassolino” costa 50–100 franchi (e qualcuno fa già il conto in euro), ma c’è chi ne fuma uno dopo l’altro (o se li inietta, dopo averli sciolti in acqua con qualche goccia di succo di limone), con una spesa giornaliera di 5 o 6 mila franchi. Con qualche sconto, si possono avere delle galettes, dosi equivalenti ad alcuni cailloux. Sono quelle che...