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Il papello dei Casalesi

Feb 13th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Nicola Tranfaglia
Non esisteva soltanto il papello siciliano ma ce ne era anche un altro, scritto all’ombra del Vesuvio. La novità sembra emergere dal processo che si stasvolgendo davanti alla Corte di Assise di S.Maria Capua Vetere, in cui è imputato l’ex sottosegretario dell’ultimo governo Berlusconi Nicola Cosentino per concorso esterno in associazione di stampo mafioso. Lo ha rivelato uno dei collaboratori di Giustizia del Clan dei Casalesi, Dario De Simone che ha compiuto in passato numerosi omicidi e che oggi, collegato in video conferenza con la Corte nell’aula del processo, ha raccontato che la sua organizzazione sostenne con forza Nicola Cosentino alle elezioni regionali del 1995. Ma la rivelazione che ha colpito di più i presenti al dibattimento è quella che parla di una trattativa in corso con una specie di papello diverso da quello dei siciliani.De Simone ha affrontato anche il problema dell’impegno contro la camorra da parte dei politici che davano fastidio: “Ne parlai con Cosentino e mi disse che don Lorenzo Diana (poi ucciso dalla camorra) e Renato Natale si lamentavano con Luciano VIolante, presidente allora della Commissione Parlamentare Antimafia e lui mandava più controlli. E’ chiaro che a noi dava fastidio quella pubblicità. Perciò per esempio quello che ha fatto...


Trattativa Stato-mafia, parla l’ex ministro Scotti

Giu 18th, 2012 | Categoria: articoli
”Sulla presunta trattativa Stato-mafia non dico una parola. Ci sono indagini in corso eppoi ho già detto tutto nel mio libro ‘Pax mafiosa o guerra?‘ ma credo sia giunto il momento di aprire una riflessione politica nel Paese, per affronatre il problema della presunta trattativa in modo laico, cioè senza pregiudiziali ideologiche e senza fare processi in piazza”. Lo dice Vincenzo Scotti, ministro dell’Interno dal 16 ottobre 1990 al 28 giugno 1992, in un’intervista al Corriere della Sera, in merito alla cosiddetta trattativa Stato-mafia. L’8 giugno scorso, a Palermo, Scotti è stato sentito in qualità di persona informata sui fatti dal procuratore aggiunto, Antonio Ingroia.  La trattativa, su cui stanno indagando gli inquirenti nisseni, è (o sarebbe) un compromesso raggiunto tra le istituzioni dello Stato e Cosa nostra. Una trattativa in cui la mafia chiedeva, attraverso il famigerato “papello”, che venisse cancellato il carcere duro del 41bis, che fosse cancellata la norma che prevedeva il sequestro dei beni ai mafiosi, che venisse rivisto il reato di associazione mafiosa e che l’arresto avvenisse solo in “fragranza di reato” (sic), che la benzina venisse defiscaalizzata in Sicilia. In cambio Cosa nostra offriva la “pace”, basta attentati insomma, più la testa di Riina di...