Articoli con tags ‘ Ortomercato ’


Forgione: “L’Ortomercato è cosa nostra”

Mar 23rd, 2011 | Categoria: news
“Noi siamo qui per sfidare gli uomini della ‘ndrangheta, per dire che l’Ortomercato non è loro e che ormai i riflettori sono accesi e sarà molto difficile spegnerli”. E’ quanto ha dichiarato Francesco Forgione, già presidente della Commissione parlamentare antimafia, parlando ieri all’Ortomercato di Milano alla presentazione dell’Osservatorio sociale mafie Milano Lombardia costituito da Cgil milanese, Arci, Legambiente e Libera. “Questo luogo – ha spiegato Forgione all’Ortomercato – rappresenta la saldatura tra un certo modello di impresa liberista e gli interessi imprenditoriali della criminalità organizzata, qui l’imprenditoria ha avuto un ruolo silente o complice o di normale convivenza con la criminalità organizzata”. Il professor Carlo Smuraglia, oggi presidente dell’Anpi, storico e studioso del fenomeno mafioso, ha ricordato come le diverse segnalazioni e allarmi precisi lanciati dalla commissione antimafia milanese nata dopo il processo per la Duomo Connection erano stati a suo tempo “inascoltati, anzi respinti, da molti perché sembrava che si facesse male alla Milano da bere”. Nei primi anni Novanta, ha spiegato tra l’altro Smuraglia “svolgemmo delle indagini anche sull’Ortomercato che dovemmo interrompere” proprio perché si rischiava di coinvolgere esponenti di spicco del...


Camaleonti del crimine in terra padana

Dic 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Società che spuntano dal nulla, affidate a giovani, a prestanome, senza copertura finanziaria chiedono prestiti, forti del potere intimidatorio o della connivenza dei funzionari di banca La capacità di controllo e di movimento delle ‘ndrine emerge dall’inchiesta sull’Ortomercato di Milano dello scorso anno, il più grande di Italia, dove, la cosca Morabito- Bruzzaniti-Palamara di Africo, attraverso l’arruolamento di imprenditori e il controllo di cooperative operanti nell’ortomercato, riusciva ad avere sponda logistica per la gestione del traffico di stupefacenti. L’asse strategico delle ‘ndrine è il rapporto con imprenditori e banchieri. Il controllo accertato dell’Ortomercato offre l’occasione per capire le nuove forme di riciclaggio messe in atto dalla ‘ndrangheta. Lo spiega con chiarezza Laura Barbaini, per anni pm all’antimafia milanese, oggi sostituto procuratore generale presso la Corte d’appello: «Direttori disinvolti, operatori disattenti consentono alle ‘ndrine di riciclare partite di soldi ingenti». Un fenomeno dai meccanismi nuovi: «Il riciclaggio non è più individuabile nella consegna di ingenti capitali in banca, ma nella restituzione dei soldi. Uomini della mala riescono ad avere capitali in prestito e, nel momento della restituzione, riciclano denaro sporco». Archiviati i vecchi metodi, la dinamica è nuova e semplice, consolidata, aggiunge Barbaini. Società che spuntano dal nulla, affidate a giovani, a prestanome,...


La ’ndrangheta non aspetta

Dic 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
A partire dagli anni Novanta la mafia calabrese ha infiltrato l’economia, colonizzando interi settori produttivi e occupando Milano partendo dalla zona dell’Ortomercato fino ad arrivare al centro, dove continua a fare affari. All’orizzonte, il grande affare dell’Expo 2015 «In città comanda la mafia, controlla il movimento terra, l’usura, il calcestruzzo». Una frase ritornello nelle terre del sud, ma che imbarazza se a pronunciarla è Ferdinando Pomarici, a capo della Dda di Milano. Pomarici ha chiarito che ormai per la ’ndrangheta non è più tempo di sequestri di persona, ora ricicla i soldi in attività illecite. Settimane fa il quotidiano calabrese «Calabria ora» ne raccoglieva l’allarme, dopo le denunce pronunciate la scorsa estate dai sindaci della periferia milanese che si erano rivolti per via epistolare a Vincenzo Macrì, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia. Una lettera quella dei sindaci di Cesano Boscone, Corsico e Trezzano sul Naviglio che esprimeva la profonda preoccupazione per il diffuso controllo del territorio da parte delle ’ndrine. Di mezzo, insomma, non c’erano barboni, prostitute o clandestini da “sfrattare”, ma la mafia calabrese che al Nord fa affari, oggi più di ieri. Il 15 luglio scorso, in pieno giorno, è stato ucciso con tre colpi sparati in pieno viso...


La ‘ndrangheta in Galleria

Mar 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Nel milanese il boss Giuseppe Morabito, anche durante la latitanza, controllava traffico di stupefacenti, alberghi, negozi, ristoranti. Come? Attraverso una rete di affiliati sul territorio. E alle coperture di alcuni esponenti delle forze dell’ordine… È finita il 18 febbraio la latitanza – lunga 12 anni – di Giuseppe Morabito, detto “Tiradritto”. Si tratta di un grande successo delle forze dell’ordine. La notizia del suo arresto trova spazio su tutti i giornali, ma se ne parla prevalentemente in relazione alla Calabria e ad Africo, il suo paese natale. Solo «il Messaggero», in un articolo di Enzo Ciconte, accenna alla presenza del boss a Milano, nella capitale della finanza italiana.  Morabito è stato catturato in una masseria nell’aspromontano, a Cardeto, in un’area controllata dalla cosca degli Zavettieri, suoi alleati. Era nel suo feudo, come spesso accade per i grandi latitanti. E come sempre ci si chiede come abbia fatto a rimanere lì per tutto questo tempo, senza essere scoperto.  Affari di famiglia L’immagine di Giuseppe Morabito è démodé: vecchio, con la coppola ed il bastone. La stampa non mette in dubbio il suo spessore criminale, ma pochi giorni dopo la sua cattura viene arrestato anche Orazio De Stefano; e qualche quotidiano afferma che «De Stefano è moderno, non come Morabito, boss vecchio...