Articoli con tags ‘ operazione Iblis ’


Catania, “l’attività economica” degli Ercolano

Mag 11th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Negli ultimi giorni sono stati sequestrati a Vincenzo Ercolano – arrestato nel novembre 2014 a seguito dell’operazione Caronte – beni per un valore di circa 23 milioni di euro. Il sequestro, eseguito dai carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Catania, ha interessato anche sei imprese sempre riconducibili agli Ercolano. Ma il tesoro di questa famiglia non si esaurisce qui. Grazie anche all’esito dell’inchiesta Iblis, le forze dell’ordine sono infatti riuscite a tessere una tela sul business imbastito dagli Ercolano. Vincenzo, fratello del noto ergastolano al 41bis, Aldo Ercolano, e figlio di “Zu Pippo”, che in vita era considerato il capo del settore ortofrutticolo catanese, è stato individuato come membro appartenente ai Santapaola-Ercolano, clan del circuito di Cosa nostra. Questo status sociale avrebbe favorito le aziende della famiglia catanese all’interno del mercato dei trasporti e della logistica, costituendo un vero e proprio monopolio, proiettando questi interessi anche a livello regionale grazie e legami con imprenditori, mafia agrigentina e palermitana. Fra il 2005 e il 2006  Vincenzo Ercolano aveva stipulato, con la Servizi Autostrade del Mare di Francesco Caruso un contratto con l’Amadeus S.p.a (riconducibile al parlamentare di ForzaItalia, Amadeo Matacena, ora latitante a Dubai dopo essere stato condannato con l’accusa di concorso...


Raffaele Lombardo presenzia al suo processo, pesanti accuse sulla sua testa

Mag 2nd, 2012 | Categoria: news
di Laura Galesi
“Avevamo dichiarato che ci saremmo difesi nel processo e per fare questo partecipiamo al procedimento, per fronteggiare le sciocchezze e le contraddizioni che questo collaboratore propala da qualche tempo a questa parte”. Sono le dichiarazioni di Raffaele Lombardo, presidente della Regione siciliana che oggi ha presenziato al processo per il quale è indagato per voto di scambio e concorso esterno, che si è svolto a Catania nell’ex Prefettura. La nuova tegola che pesa sulla testa del presidente e del fratello Angelo Lombardo parte dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaetano D’Aquino, uomo d’onore che frequenta la galera fino al 2004, l’anno successivo ottiene i domiciliari e vi rimane per circa otto mesi. Un capo, colpevole di innumerevoli omicidi e legato alla ‘ndrangheta, ma per molto tempo sconosciuto a Cosa nostra. “Ho deciso di collaborare – spiega- perché mi è venuto un forte senso di ribrezzo, sia verso me stesso, che per l’ambiente che frequentavo. Adesso voglio dare un contributo dopo 24 anni di fatti atroci”. Il dibattimento, che riguarda le elezioni alla Camera del 2008 e la campagna per far eleggere Angelo Lombardo, nasce da uno stralcio dell’inchiesta “Iblis” su rapporti tra mafia, politica e imprenditoria. La posizione dei fratelli Lombardo...


Blitz alle falde dell’Etna. Indagati amministratori, imprenditori e cosche

Nov 3rd, 2010 | Categoria: news
Quarantasette ordinanze di custodia cautelare in carcere e sequestri di beni per 400 milioni circa. Questi i numeri dell’operazione Iblis messa in atto stanotte dai carabinieri del Ros. I comandi coinvolti hanno sede in differenti regioni italiane – Sicilia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia – vista la rete composta dagli indagati: amministratori, imprenditori e appartenenti a Cosa nostra. Le richieste di arresto sono state formulate dalla Dda di Catania e emesse dal Gip Luigi Lombardo. La gamma di reati ipotizzati spazia dall’associazione mafiosa all’omicidio, dall’estorsione alla rapina. Determinanti ai fini dell’inchiesta sono le dichiarazioni di almeno due pentiti: il colletto bianco Eugenio Sturiale e il sicario Maurizio Avola, esponente del clan Santapaola che si è autoaccusato di oltre 50 omicidi. Iblis aveva l’obiettivo di acclarare il sistema di infiltrazione di Cosa nostra negli appalti pubblici del territorio alle falde dell’Etna. A Catania gli occhi delle forze dell’ordine erano da tempo puntati sugli interessi criminali e le relative collusioni in ambiente amministrativo, oltre che ai sodalizi col settore imprenditoriale. I 400 milioni di beni sequestrati sono infatti riconducibili alle imprese coinvolte. I settori di attività delle imprese sono piuttosto vari – dalla grande distribuzione all’edilizia, al commercio, al movimento...