Articoli con tags ‘ operazione Crimine ’


Commissione Antimafia a Milano, Nando dalla Chiesa presidente

Nov 8th, 2011 | Categoria: news
Il Comitato antimafia di esperti si è ufficialmente costituito ieri, lunedì 7, con la firma del sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Obiettivo: affiancare i lavori dell’amministrazione comunale in materia di studio e promozione di attività aventi come finalità il contrasto dei fenomeni di stampo mafioso e della criminalità organizzata sul territorio del capoluogo lombardo. Un comitato che, come il Giano bifronte, guarderà al passato e all’operazione “Crimine” del 13 luglio 2010 che portò all’arresto di oltre trecento persone nell’operazione congiunta condotta dalle Procure di Reggio Calabria e di Milano, ma anche al futuro, con particolare attenzione ai lavori per l’Expo 2015. Il Comitato sarà composto da cinque esperti. L’avvocato Umberto Ambrosoli, figlio dell’avvocato Giorgio, ucciso l’11 luglio 1979 da un sicario ingaggiato dal banchiere siciliano Michele Sindona, sulle cui attività Ambrosoli indagò nell’ambito dell’incarico di commissario liquidatore della Banca Privata Italiana; il professore Luca Beltrami Gadola, già vicepresidente dell’Associazione per il Progresso Economico e da anni curatore di una rubrica settimanale sul quotidiano «La Repubblica» inerente ai problemi dello sviluppo urbano e dell’urbanistica; il magistrato Maurizio Grigo che nel 2005 fu nominato procuratore presso il Tribunale di Varese; Giuliano Turone, che da magistrato ha indagato sulla mafia al nord al...


Smantellata una cosca nel milanese grazie al pentito Belnome

Apr 12th, 2011 | Categoria: news
Diciannove arresti a Milano con l’accusa di omicidio, associazione mafiosa, occultamento di cadavere e porto d’armi. Una cosca smantellata in un sol colpo dagli uomini dei Ros e della Dia, grazie alle dichiarazioni di Antonio Belnome, pentito di ‘ndrangheta che ha dato un fondamentale contribuito per avviare l’inchiesta Crimine. I diciannove arresti di ieri sono il frutto delle confessioni ai pm Alessandra Dolci, Cecilia Vassena e al capo della Dda, Ilda Boccassini. E Belnome, che ha cominciato a collaborare con la giustizia nell’ottobre scorso, ha aiutato a scoprire anche gli autori dell’omicidio di Carmelo Novella – omicidio cui ha preso parte in prima persona – il capo del ramo lombardo della ‘ndrangheta che ha cercato l’indipendenza dai calabresi.  E parla anche del delitto di Rocco Cristello, allora capo del locale di Seregno. E svela i luoghi dove la ‘ndrangheta ha fatto sparire altri due affiliati: Antonio Tedesco detto l’Americano, freddato il 27 aprile 2009 in un maneggio di Bregnano (Como) e di Rocco Stagno, ucciso e dato in pasto ai maiali nella porcilaia di Bernate Ticino il 29 marzo di due anni fa. Antonio Belnome, 39 anni, nato e cresciuto a Giussano ...


Vincenzo Mandalari, latitante e arrestato nell’hinterland milanese

Gen 24th, 2011 | Categoria: news
Era riuscito a sfuggire per un pelo al maxi blitz – operazione “Il Crimine” –  del 13 luglio 2010 che portò all’arresto di 304 persone tra Calabria e Lombardia. Vincenzo Mandalari, 50 anni originario di Guardavalle, in provincia di Catanzaro, era scappato dalla sua villa bunker di Bollate, facendo perdere le tracce di sè e inducendo i criminali finiti in manette a credere che “don Enzo” fosse stato vittima della lupara bianca, pagando quel suo “vizio” di chiacchierare al telefono, rivelando infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’edilizia. Telefonate che hanno permesso ai Carabinieri del gruppo di Monza di intercettare il capo del ‘locale’ ‘ndranghetista di Bollate e di provvedere al suo arresto, avvenuto venerdì sera alla stazione ferroviaria di San Giuliano Milanese, dove l’uomo attendeva la moglie. Al comparire delle forze dell’ordine, Mandalari ha esibito senza troppa convinzione la carta d’identità commentando: «Non pensavo che mi avreste trovato». Vincenzo Mandalari, figlio di Pino, uno dei fondatori del coordinamento regionale delle famiglie calabresi “Lombardia”, era titolare di un’impresa di strade e costruzioni, la “Imes srl”. L’ordine di custodia cautelare, firmato dal gip Andrea Ghinetti su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Paolo Storari, parla di “associazione a delinquere di...


Omertà lombarda

Dic 16th, 2010 | Categoria: news
Nonostante i fenomeni di estorsione e usura continuino a verificarsi in Lombardia, le vittime non denunciano i loro “cravattai”. A lanciare il grido d’allarme il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, la quale ha aggiunto che il dato che non stiano pervenendo denunce «è un fatto sintomatico e ne prenderemo atto. Non possiamo immaginare che, dopo l’operazione Crimine, i fenomeni di estorsione e usura siano stati eliminati, anche perché essi esistono e li stiamo monitorando continuamente». Una situazione che assume significati ancora più preoccupanti se si pensa che «dalle associazioni di categoria non pervengono denunce relative ai fenomeni estorsivi – come avvenuto per esempio a Palermo – e se la si contestualizza nel momento di crisi che stiamo vivendo». Tali aspetti sono emersi nel corso della conferenza stampa indetta dalle Procure di Milano e Reggio Calabria: alla presenza dei loro rispettivi procuratori – Ilda Boccassini, per l’appunto, e Giuseppe Pignatone – è stato reso noto che oggi la Dda lombarda inoltrerà la richiesta di giudizio immediato per 174 delle oltre 300 persone arrestate lo scorso 13 luglio nell’ambito dell’operazione Crimine, saltando così la fase dell’udienza preliminare. La parte dell’inchiesta coordinata dalla Dda reggina sarà invece chiusa a gennaio: «Il ramo reggino è più...


Polveriera jonica

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Francesca Chirico
Diciannove morti in meno di due anni. L’assetto ’ndranghetistico nell’area compresa tra la Locride e il Crotonese è in evoluzione. Le inchieste “Mythos”, “Mythos 2” e “Crimine” hanno assestato duri colpi alla criminalità, ma in quelle terre i regolamenti di conti spesso precedono gli arresti (altro…)


‘Ndrangheta in Lombardia, siamo solo al primo round

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Fabrizio Feo
«Avremmo potuto arrestarne più di mille… ma dove li mettevamo..» : questo commento raccolto da uno degli investigatori che hanno lavorato tra Reggio e Milano alla grande operazione del 13 luglio contro il “Crimine”, la ’ndrangheta in versione nuovo millennio, dovrebbe far riflettere. Non solo e non tanto perché in questo Paese – dato per assodato che si può privare chiunque della libertà, anche un sospettato di mafia, solo quando ci sono tutti gli elementi richiesti della legge – bisogna fare i conti con il sovraffollamento delle carceri anche quando ci sono gravi motivi che inducono all’applicazione di misure cautelari. Dovrebbe far riflettere soprattutto perché rinvia ad un passaggio dell’intervento in conferenza stampa a Milano del Procuratore Ilda Boccassini: la Boccassini ha chiarito – elencando alcuni dati – che ognuno dei locali e dei “mandamenti” di ’ndrangheta, colpiti al Nord, poteva contare su centinaia di affiliazioni. Ho sentito cifre che viaggiavano dai 250 ai 500 ’ndranghetisti per ogni “locale” . Un dato che in troppi hanno trascurato e che da un lato lascia immaginare che si è chiuso solo un “primo round”: con le famiglie di ’ndrangheta, così come sono state disegnate dalla “riforma costituzionale” dell’era Oppedisano, con i loro complici e...