Articoli con tags ‘ Onu ’


26 giugno, è la giornata internazionale contro consumo droghe e narcotraffico

Giu 26th, 2015 | Categoria: prima pagina
Si celebra oggi, a livello mondiale, la Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga. Indetta nel 1987 dall’Assemblea nazionale delle Nazioni Unite, si pone come obiettivo quello di creare una comunità internazionale libera dalla droga, dando soprattutto corpo ad una forte attività di contrasto al narcotraffico. Per questo, la campagna dell’Unodc pone l’accento soprattutto sulle droghe poste sotto controllo internazionale, riportate nei tre trattati multilaterali, che costituiscono la spina dorsale del sistema internazionale di controllo della droga. Tra queste droghe, troviamo anche stimolanti del tipo anfetamine, cocaina, cannabis, allucinogeni, oppiacei e sedativi ipnotici. Intanto, anno dopo anno, aumenta il bacino d’utenza di consumatori. Secondo la comunità internazionale, sono circa 200 milioni le persone che fanno uso di sostanze per lo meno una volta all’anno. Di questi, 25 milioni sono considerati tossicodipendenti e 200.000 muoiono per malattie correlate all’uso droga. D’altra parte, la saturazione delle piazze e un mercato oramai caleidoscopico (che propone contemporaneamente più droghe) ha abbattuto il costo delle sostanze, divenute accessibili a tutte le fasce sociali e anagrafiche. Le droghe sono acquistabili ovunque. E la nuova dimensione si chiama socialnetwork. A confermarlo è, ad esempio, il Rapporto della direzione centrale Servizi antidroga del Viminale che, oltre a...


Minoranze. l’Italia sotto esame

Apr 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Simone Grillo
Sui diritti fondamentali degli immigrati il nostro paese presenta profonde lacune. Lo ha affermato recentemente il Consiglio dei diritti umani dell’Onu (altro…)


Onu, la “contabilità creativa” dell’antidroga

Gen 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Il Plan Colombia, voluto dagli Usa dieci anni fa per combattere la produzione e il traffico di cocaina, è stato un fallimento totale. Mai corretto, è stato anzi avallato da un balletto di cifre ufficiali create ad hoc di volta in volta. Complice l’Ufficio antidroga dell’Onu Dieci anni fa, il Governo degli Stati Uniti ritenne necessario rendere più intensa e mirata la collaborazione con le autorità colombiane per combattere la produzione e i traffici di cocaina, per cui fu ideato il Plan Colombia, un costosissimo progetto approvato a larga maggioranza dal Congresso statunitense. Nella prima fase, il Piano prevedeva l’addestramento delle forze di polizia e dei militari colombiani in una base statunitense, sotto il controllo della Cia. Un inizio preoccupante: visto il rapporto del 1988 della Commissione del Senato statunitense presieduta da John Kerry che aveva ampiamente dimostrato il coinvolgimento della Cia nei traffici di cocaina, perché era stato affidato proprio a questo organismo con poche regole e limiti un ruolo fondamentale nel Plan Colombia? E quali potevano essere le competenze specifiche aggiuntive che gli statunitensi erano in grado di trasmettere alle autorità colombiane da decenni impegnate nella lotta alla produzione della cocaina? I due obiettivi del Piano – dimezzare in sei anni la produzione...


Dannata gioventù

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
La mancanza di consapevolezza e di capacità di gestione da parte della politica locale fa del Senegal un paese in cui le scarse possibilità di crescita inducono i giovani a fuggire. Sempre più poveri, e sempre meno istruiti, costituiranno a breve una massa migratoria con enormi difficoltà di integrazione   In Senegal il 75% della popolazione ha meno di 30 anni. Le generazioni che bussano alla porta dell’Europa, ragazzi nati negli anni Ottanta, sono le stesse che sostennero il presidente Wade durante la sua candidatura, credendo che la sua ricetta del liberismo economico, qui mai sperimentato finora, avrebbe risolto tutti i problemi del paese. Le grandi promesse elettorali di Wade, “casa e lavoro per tutti”, non sono chiaramente state mantenute e ora i giovani tra i 20 e i 30 anni vedono con grande disillusione ogni possibilità di crescita interna.  Di conseguenza, cercano la risoluzione dei loro problemi solamente nell’emigrazione verso l’Europa, tralasciando le pur rare risorse offerte dal territorio. Sono pochi infatti quelli che credono che il loro lavoro possa garantirgli un avvenire decente: anche chi in Senegal è taxista, cuoco, barista o artigiano brama venire in Europa, Italia e Spagna soprattutto, e vede il proprio impiego come un mezzo per accumulare...


Il potere non logora chi ce l’ha

Set 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
 È stato il più giovane ministro d’Europa, nominato alla guida dell’esecutivo alla tenera età di 29 anni. Correva l’anno 1991. Oggi, ancora una volta primo ministro, è il leader politico più longevo dei Balcani, l’unico sopravvissuto allo tsunami degli anni 90, che ha portato i protagonisti della politica dell’oltreadriatico – incluso Slobodan Milosevic, disarcionato nell’ottobre del 2000 – a defilarsi. Ma è anche uno degli uomini più ricchi del Montenegro, con interessi nel settore bancario, nel turismo e nel campo degli investimenti. E, per finire, è uno dei più chiacchierati politici dei nostri tempi, accusato dall’opposizione di avere trasformato il Montenegro in uno stato privato e indagato dalla magistratura italiana per il presunto ruolo da lui ricoperto negli anni 90, quando durante l’embargo imposto dall’Onu alla Federazione jugoslava (di cui il Montenegro era parte) per la repressione in Kosovo, la piccola repubblica adriatica si trasformò in una zona franca per i contrabbandieri di sigarette. L’ascesa di Djukanovic inizia nel 1989, quando Milo, insieme a Svetozar Marovic e Momir Bulatovic, assunse il controllo della Lega dei comunisti, sezione montenegrina (nel 1992 diverrà Partito democratico dei socialisti, Dps, erede della Lega), spodestando una leadership non così fedele alla linea di Belgrado, dove proprio...


Più silenzio per tutti

Set 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Tra le strutture soppresse dal decreto legge taglia-enti figura l’Alto Commissario anti-corruzione. Nonostante i continui avvicendamenti al vertice, da qualche anno quest’organo studia e controlla i fenomeni di corruzione che interessano la pubblica amministrazione   «Ai sensi dell’art. 68, comma 6, del Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008, l’Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione è soppresso». Con queste poche righe il sito dell’Alto Commissario ufficializzava a fine giugno la notizia del proprio smantellamento. Sullo stesso portale, oggi, si legge che le funzioni sono state attribuite al Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione. L’Italia rinuncia così ad un importante strumento nella lotta alla corruzione, dopo aver posto, appena un anno fa, le basi operative per il suo funzionamento in linea con il diritto internazionale (aspetto assolutamente non secondario, considerato il fatto che ormai la transnazionalizzazione delle mafie è un fatto pienamente acquisito). La soppressione di questo organo verrà probabilmente giustificata da motivazioni politiche, in particolare da quelle che fanno riferimento al “taglio degli enti inutili”, argomento oggi molto gettonato nel dibattito politico nazionale. Non si tratta allora di mettere in discussione qualunque taglio nei confronti degli apparati...


L’era delle Aquile

Giu 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Il Kosovo indipendente e sovrano è diventato realtà. L’amministrazione Onu (Unmik) gradualmente passerà le consegne a Eulex, la missione nata in seno all’Ue. Si inaugura una nuova epoca, decisiva per la stabilità dell’area e per il contrasto al crimine organizzato Intervista ad Alberto Perduca «Urime parvasia», “benvenuta indipendenza”. Il Kosovo vive il suo anno zero. Sono le 15 e 50 del 17 febbraio 2008, a Pristina la piazza brinda ufficialmente alla proclamazione unilaterale di indipendenza dalla Serbia. «La cartina del mondo sta cambiando», aveva esclamato al suo popolo il premier kosovaro Hashim Thaçi, il giorno prima. E intanto quel mondo si divideva tra chi ne riconosceva immediatamente la validità (Usa, Italia, Francia), chi la rifiutava in toto (Spagna, Russia, Cina, Spagna) e i molti che sceglievano di prendere tempo.    Il prossimo 15 giugno sarà approvata la Costituzione. Nascerà una repubblica “democratica, laica e multietnica”. Un Stato formato da 2 milioni di abitanti, di cui il 92% è albanese. Un Kosovo in cui è forte l’influenza dei partiti e dei cosiddetti “clan”, le potenti famiglie allargate. Definito patria dell’economia illegale, “buco nero” dei Balcani, qui da anni si riversa una pioggia di aiuti, 2 miliardi di euro dal 1999 ad oggi, mentre il 40%...


Il prezzo di un reato

Set 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Comincia a dare i primi frutti la legge 146/06 che recepisce la Convenzione Onu sulla criminalità organizzata transnazionale. Tra i suoi punti forti, un importante contributo al contrasto dei traffici illeciti internazionali e un ampiamento delle possibilità di confisca Il 12 aprile 2006 è entrata in vigore la Legge 16 marzo 2006 n. 146 di ratifica ed esecuzione della Convenzione Onu sulla criminalità organizzata transnazionale e dei Protocolli addizionali sul traffico di migranti, sulla tratta di persone e sul traffico di armi. La legge introduce numerose novità di indubbio rilievo, tra cui la definizione del nuovo concetto di “reato transnazionale”, la previsione di un’aggravante specifica per il caso di reato commesso con la “contribuzione ad un gruppo criminale organizzato” transnazionale e la previsione di un regime speciale per le “operazioni sotto copertura” per gli appartenenti alle strutture specializzate, alla Direzione investigativa e ai gruppi specializzati per il terrorismo e l’eversione. Quando è “transnazionale”. Con la definizione di reato transnazionale si individua solo un attributo, quello della transnazionalità, che può essere riferito ai reati già previsti dalle norme penali interne. Ad esempio, il reato di riciclaggio, previsto dall’art. 648 bis del codice penale, in presenza degli ulteriori elementi specializzanti dell’art. 3 L. 146/2006 può...


Uno Stato in miniatura, una mafia onnipotente

Giu 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Dopo otto anni di limbo, il Kosovo, protettorato delle Nazioni Unite dalla fine della guerra, si appresta a sganciarsi dall’orbita di Belgrado. Analisi di una regione oggi centro nevralgico per gli affari delle mafie balcaniche Diecimila chilometri quadrati di formidabili problemi. Il Kosovo, piccolo fazzoletto di terra grande quanto l’Abruzzo e incuneato nel cuore dei Balcani, affronta il momento più delicato della sua travagliata storia. Nei prossimi mesi si scioglierà il dubbio – provincia serba o stato indipendente? – che dal 1999, anno che segna la fine del conflitto, pesa come un macigno su questa regione, trasformata nel frattempo in un protettorato dalle Nazione Unite. Dopo otto anni di “limbo” il Kosovo s’incammina verso l’indipendenza. Il rapporto recentemente elaborato dall’ex presidente finlandese Martti Ahtisaari, inviato speciale dell’Onu per il Kosovo, fuga ogni dubbio e scioglie le riserve. Il Kosovo otterrà la piena sovranità, staccandosi definitivamente dall’orbita di Belgrado.  L’ora della svolta. La Serbia, a dirla tutta, ha già rinunciato al Kosovo. Sebbene la risoluzione 1244 del consiglio di sicurezza dell’Onu, approvata nel ’99, a guerra appena finita, confermi che Pristina è una provincia della Serbia, Belgrado non esercita più alcun tipo di sovranità sulla regione. Fanno eccezione le aree del nord a...


’Ndrangheta, Arlacchi contesta l’Eurispes

Nov 10th, 2005 | Categoria: news
Secondo il sociologo Pino Arlacchi, ex vicesegretario Onu e studioso di fenomeni criminali, i dati forniti dall’Eurispes riguardo al fatturato della ’Ndrangheta, calcolato in 36 miliardi di euro annui, non sono credibili. «L’unico Paese al mondo in cui l’economia illecita raggiunge il 50% del Pil è l’Afghanistan. La Calabria, secondo l’Eurispes, fa di meglio, raggiungendo il 156% (del Pil regionale, ndr.). Solo questo ordine di grandezza fa capire quanto inverosimili siano i dati Eurispes sul fatturato della ’Ndrangheta». L’ex vicesegretario dell’Onu ha affermato inoltre che «l’ultimo rapporto pubblicato dall’Ufficio Onu di Vienna per la lotta contro la droga e la criminalità valuta in 39 miliardi di euro il fatturato all’ingrosso di tutte le mafie dell’eroina e della cocaina. Il fatturato della ’Ndrangheta è più vicino a 1,8 miliardi di euro, una cifra venti volte inferiore a quella dell’Eurispes. Si tratta comunque di una cifra ragguardevole, che significa un reddito medio di 16,4 milioni di euro all’anno per ciascuna delle 110 cosche calabresi. E ognuno dei 5 mila affiliati può perciò contare, in media, su un reddito di 360 mila euro all’anno: 31 volte il reddito procapite medio dei calabresi».