Articoli con tags ‘ omicidio di mafia ’


Vent’anni fa l’omicidio di Libero Grassi

Ago 29th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
«Non dobbiamo mai dimenticare ma sempre parlare, ricordandoci i tre valori di Libero: lavoro, dignità, libertà». Così Pina Maisano rinnova il ricordo dell’omicidio di suo marito, l’imprenditore Libero Grassi, di cui oggi, 29 agosto, ricorre il ventennale della morte. Questa mattina Alice Grassi, figlia del coraggioso uomo che pagò con la vita la sua volontà di essersi opposto alle richieste di pagare il pizzo, ha deposto uno striscione commemorativo in via Vittorio Alfieri a Palermo. Fu lì che alle 7.45 del 29 agosto 1991 l’uomo fu raggiunto da cinque colpi di pistola mortali, esplosi da due sicari del clan Madonia. Alla cerimonia istituzionale di oggi prenderanno parte il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello e il presidente dell’associazione antiracket Tano Grasso. La sede del Comitato Addiopizzo – nato nel 2004 ad opera di un gruppo di giovani che in una notte tappezzarono le vie di Palermo con adesivi recanti la scritta “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”, proprio scossi dalla vicenda dell’imprenditore tessile – ospiterà l’assemblea nazionale della Federazione delle associazioni antiracket dalle ore 10; alle 21, alla Tonnara Bordonaro sarà presentato il libro Libero, l’imprenditore che non...


Omicidio Rostagno, finalmente parte il processo

Nov 19th, 2010 | Categoria: news, prima pagina
Un giornalista in abito bianco, Mauro Rostagno, che vestiva la ‘candida’ di fronte alla nera violenza della mafia che ogni giorno, dagli studi della televisione privata di Trapani, Rtc, denunciava irridendo dei boss e della loro ‘onorabilità’. Un giornalista che dava fastidio e che la mafia ha ucciso. Finalmente, dopo 22 anni, si è arrivati a un processo che forse potrà far luce sulla sua morte: il prossimo 2 febbraio 2011 il dibattimento andrà in Corte di Assise a seguito del rinvio a giudizio, disposto dal gup del tribunale di Palermo, Estorina Contino, per il boss Vincenzo Virga e il killer Vito Mazzara. Per i pm Antonio Ingroia e Gaetano Paci, Virga sarebbe il mandante dell’ agguato e Mazzara uno dei tre esecutori materiali.  Mauro Rostagno viene ucciso la sera del 26 settembre 1988 a Valderice, in contrada Lenzi presso Trapani a pochi metri dalla sede della “Saman”, comunità per il recupero di tossicodipendenti che dirigeva dal 1981. Il corpo è rinvenuto all’interno della sua auto, una Fiat Duna, bianca anch’essa come bianca è la sua morte: caduto sul lavoro, e il suo lavoro era la lotta contro Cosa nostra. Da allora, benché il capo della squadra mobile Calogero Germanà avesse da...


Lea Garofalo, testimonianze sciolte nell’acido

Ott 19th, 2010 | Categoria: articoli
di Toni Castellano
Sono stati arrestati ieri i presunti assassini di Lea Garofalo. La trentaseienne collaboratrice di giustizia scomparsa il 24 novembre 2009 è stata rapita in pieno centro a Milano, torturata, uccisa e infine sciolta nell’acido nei pressi di Monza, a San Fruttuoso precisamente. Questo è l’esito dell’indagine condotta dal Giudice per le indagini preliminari Giuseppe Gennari, corredato da sei ordinanze di custodia cautelare in carcere. I destinatari delle ordinanze sono Carlo Cosco, ex compagno della donna e padre della figlia Denise – oltre che noto esponente della criminalità organizzata calabrese – e Massimo Sabatino. I due si trovavano già in carcere – da febbraio 2010 – per un precedente tentativo di sequestro ai danni della Garofalo, avvenuto a maggio del 2009 a Campobasso. L’identità degli altri quattro da al fatto tinte inquietanti. Due sono i fratelli del Cosco, Giuseppe e Vito Cosco. Gli altri due sono carmine Venturino cugino del padre e Rosario Curcio fidanzato di Denise, accusato a differenza degli altri del solo reato di distruzione di cadavere. Una cosa in famiglia insomma. La svolta decisiva nell’indagine è arrivata grazie al contributo del compagno di cella di Massimo Sabatino a San Vittore. Dopo alcuni colloqui col Gip di Milano, relativi...


A Pollica si moltiplicano le voci ma anche i silenzi

Set 9th, 2010 | Categoria: news
Sono passati quasi quattro giorni dall’esecuzione del sindaco di Pollica Angelo Vassallo. In questi giorni si sono moltiplicate le voci e le manifestazioni: dal fratello della vittima Claudio Vassallo alla moglie Angela, dal Presidente Napolitano al vicesindaco di Pollica Stefano Pisani; dalla fiaccolata degli abitanti del comune cilentano al minuto di silenzio che ha preceduto la proiezione in Sala Grande del film in concorso a Venezia 67 ‘Noi credevamo’ di Mario Martone, ambientato proprio a Pollica. Mentre la moglie Angela chiede di non dimenticare il marito e quanto da lui fatto, il fratello Claudio, in un’intervista rilasciata a Sky Tg24, ha cominciato a ipotizzare le piste da seguire. Ha indicato gli interessi legati al porto e i problemi che ci sono stati questa estate con lo spaccio di droga ad Acciaroli come possibili ombrelli sotto i quali cercare il movente dell’omicidio. Infine si è premurato di spiegare le ultime preoccupazioni del fratello Angelo: “qualche giorno prima di essere ucciso mi disse: esponenti delle forze dell’ordine sono collusi con la criminalità”. Dietro questa frase Claudio lega la spiegazione dell’isolamento nel quale era caduto il primo cittadino, nonostante avesse cercato aiuto presso le forze dell’ordine: “Ci sono delle lettere scritte sia al comando...


I Miserabili

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Angela De Lorenzo
Gli assassini del piccolo Domenico Gabriele, ferito alla testa il 25 giugno 2009 nell’agguato a Gabriele Marrazzo e morto dopo tre mesi di coma, hanno un volto. Dietro di loro storie di povertà culturale e violenza inaudita  (altro…)


Omicidio Fragalà, si delinea la pista mafiosa

Mar 10th, 2010 | Categoria: news
Potrebbe esserci la mafia dietro l’omicidio dell’avvocato Enzo Fragalà, morto all’ospedale Civico di Palermo il 27 febbraio dopo tre giorni di agonia seguiti alla selvaggia aggressione di uno sconosciuto armato di bastone. L’assassino, con il volto coperto da un casco integrale, ha aggredito il noto penalista – per tre legislature deputato di An e da ultimo consigliere comunale nelle file del Pdl – all’uscita dal suo studio, non distante dal tribunale. L’inchiesta si annuncia complicata. I Carabinieri hanno dapprima fermato un ex cliente dell’avvocato, un commerciante cinquantenne non legato a Cosa nostra, che è stato poi scagionato dal test del Dna effetuato dal Ris di Messina. Le indagini si sono allora indirizzate su un trentaduenne la cui corporatura imponente coincide con quella descritta dai tre testimoni dell’aggressione, un pregiudicato legato alla famiglia mafiosa di Porta Nuova. Nel 2002 una informativa del Sisde nominava Fragalà tra i sette politici siciliani, già avvocati, accusati dai boss di non aver favorito una revisione della legislazione antimafia, in contrasto con quanto auspicato durante lo svolgimento della professione: l’informativa nominava anche Enrico La Loggia, Nino Mormino, Antonio Battaglia, Giuseppe Bongiorno, Renato Schifani e Saverio Romano. Possibili obiettivi furono individuati anche in Dell’Utri e Previti.


Gargano, ucciso capoclan in un agguato

Nov 10th, 2009 | Categoria: news
Francesco Libergolis 67 anni, capo storico della famiglia omonima, è stato assassinato in un agguato di stampo mafioso lo scorso 27 ottobre nella campagna di Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia. Libergolis, detto “Ciccillo”, è stato colpito con numerosi colpi di arma da fuoco al volto. Secondo gli inquirenti, si tratta dell’ultimo episodio di una faida che si trascina da oltre 30 anni e che vede contrapposte le famiglie Libergolis-Romito e quelle degli Alfieri-Primosa. Iniziata per questioni di abigeato e per una disputa relativa a un pascolo, la faida ha già lasciato sul campo circa 40 morti e negli anni si è trascinata in alcune regioni del nord come Piemonte e Lombardia.


Il cadavere dimenticato

Nov 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Ci sarebbe una storia di ’ndrangheta e cocaina dietro il corpo carbonizzato di Natale Rappocciolo, ritrovato a Pioltello lo scorso 27 maggio. Si tratterebbe del quarto omicidio di stampo mafioso avvenuto nel milanese dall’inizio dell’anno. Ma pare che di questo omicidio a nessuno importi (altro…)


Se neanche l’omertà può salvare

Nov 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Non ce l’ha fatta Domenico Gabriele, undicenne di Crotone, colpito da una pallottola mentre giocava a calcio e morto dopo tre mesi di agonia. Unica sua colpa quella di essersi trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato. Un killer della ’ndrangheta aveva sparato all’impazzata sui giocatori pur di centrare il suo obiettivo   (altro…)


Tenente Petrosino

Set 15th, 2009 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
La mafia non è mai stata roba da poveracci, per quanto si sia sempre nutrita di miseria. Uno dei primi a capirlo è stato Joe Petrosino, leggendario poliziotto italoamericano che nella New York dei primi del Novecento riuscì a catturare più di tremila criminali, tra boss, gregari e semplici delinquenti. Nato a Padula, in provincia di Salerno, Petrosino era arrivato negli Usa nel 1873 a soli 13 anni. A 23 si era arruolato in polizia e una rapida carriera lo aveva portato, nel 1905, a dirigere il gruppo scelto dell’Italian Legion, incaricato di contrastare le organizzazioni mafiose e paramafiose cresciute nella grande mela. Una su tutte la famigerata Mano nera, che alcuni studiosi collocano all’origine di Cosa nostra americana. Petrosino ne diventò il principale nemico.  Il poliziotto non era però affatto persuaso che quella criminalità d’accatto, per quanto diffusa, costituisse un reale pericolo: non credeva che Mano nera fosse una vera organizzazione quanto piuttosto un «espediente praticato da chi deve sopravvivere dormendo, la notte, accanto a un cesso puzzolente sempre intasato», una forma di delinquenza anarcoide che martoriava gli abitanti di Little Italy, e ogni tanto veniva infiltrata dalle vere cosche in cerca di copertura o di uomini.  Petrosino intuiva invece il...