Articoli con tags ‘ omertà ’


Il foggiano fotografato dalla Dda di Bari

Mar 9th, 2015 | Categoria: news
Emergono dati rilevanti dal dossier consegnato a inizio marzo dalla procura distrettuale antimafia di Bari (guidata da Nicola Volpe) al Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, durante una riunione operativa indetta per la provincia di Foggia: appena 42 condanne in 37 anni. Su 245 omicidi e tentati omicidi, 203 rimangono irrisolti; 39 assoluzioni; 164 inchieste inconcludenti; 37 omicidi irrisolti negli ultimi 7 anni. La necessità è che lo Stato faccia di più per contrastare il dilagare della mafia a Foggia e sul Gargano. Durante l’incontro, a cui hanno partecipato diverse autorità cittadine (il questore Piernicola Silvis, il comandante dei carabinieri Antonio Basilicata, il comandante della guardia di finanza Francesco Gazzani), è stato sottolineato come uno degli ostacoli maggiori per l’ottenimento di risultati concreti sia il diffuso clima di omertà e paura. Sono infatti pochi i collaboratori di giustizia, nonostante l’aumento costante delle denunce per estorsione.


Omertà lombarda

Dic 16th, 2010 | Categoria: news
Nonostante i fenomeni di estorsione e usura continuino a verificarsi in Lombardia, le vittime non denunciano i loro “cravattai”. A lanciare il grido d’allarme il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, la quale ha aggiunto che il dato che non stiano pervenendo denunce «è un fatto sintomatico e ne prenderemo atto. Non possiamo immaginare che, dopo l’operazione Crimine, i fenomeni di estorsione e usura siano stati eliminati, anche perché essi esistono e li stiamo monitorando continuamente». Una situazione che assume significati ancora più preoccupanti se si pensa che «dalle associazioni di categoria non pervengono denunce relative ai fenomeni estorsivi – come avvenuto per esempio a Palermo – e se la si contestualizza nel momento di crisi che stiamo vivendo». Tali aspetti sono emersi nel corso della conferenza stampa indetta dalle Procure di Milano e Reggio Calabria: alla presenza dei loro rispettivi procuratori – Ilda Boccassini, per l’appunto, e Giuseppe Pignatone – è stato reso noto che oggi la Dda lombarda inoltrerà la richiesta di giudizio immediato per 174 delle oltre 300 persone arrestate lo scorso 13 luglio nell’ambito dell’operazione Crimine, saltando così la fase dell’udienza preliminare. La parte dell’inchiesta coordinata dalla Dda reggina sarà invece chiusa a gennaio: «Il ramo reggino è più...


Boss di periferia

Nov 1st, 2009 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_11_2009 L’emendamento alla Finanziaria che consente la vendita dei beni confiscati ai mafiosi è un colpo di spugna alla legge 109/96 che ne consente la destinazione a scopi sociali. E apre la possibilità per le cosche di riacquistare ciò che forze dell’ordine e magistratura hanno faticosamente sottratto loro. Lo spieghiamo sull’ultimo numero di Narcomafie, che contiene inoltre un esclusivo dossier sulle ramificazioni delle mafie nei quartieri milanesi. Un’inedita fotografia di ras, latitanti e luogotenenti della criminalità organizzata che spadroneggiano nei sottoboschi meneghini. (altro…)


Vale la pena lottare

Giu 10th, 2007 | Categoria: recensioni
Non un semplice libretto commemorativo o l’ennesima targa alla memoria da scoprire in occasione di un anniversario. Il sangue dei giusti è una testimonianza viva, che parla alla gente comune di gente comune che si è opposta alla prevaricazione mafiosa. Racconta le storie di Ciccio Vinci e Rocco Gatto, persone reali, in carne e ossa, che non possono essere rinchiuse in una medaglia al valore civile o nell’intitolazione di una piazza o di una via. Quella di Claudio Careri, Danilo Chirico e Alessio Magro, gli autori del libro, è anche una descrizione amara della realtà calabrese degli anni Settanta, gli anni del mutamento radicale della ’Ndrangheta, che abbandona definitivamente la sua natura bucolica e regionalista per diventare una vera e propria holding internazionale. Il tutto accompagnato da promesse disilluse o, peggio, dal tacito assenso degli apparati dello Stato. È in questo clima che cresce Ciccio Vinci, un ragazzo come tanti a Cittanova (Rc). Gioca a calcio nella squadra del suo paese, è amante della musica beat e frequenta il liceo scientifico. La sua passione politica e il suo innato senso di solidarietà e ribellione lo spingono a iscriversi alla Fgci, la giovanile del Partito comunista. Avverte quotidianamente la cappa soffocante della ’Ndrangheta,...


Un delitto politico-mafioso. Senza colpevoli

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli, recensioni
La sera del 10 marzo 1948 Placido Rizzotto fu assassinato dagli uomino di Liggio. Nessun responsabile è stato punito e, ad oggi, il corpo del Segretario della Camera del lavoro non ha ricevuto sepoltura perché, ufficialmente, non è mai stato ritrovato. La società civile però non lo dimentica e lo commemora con la costruzione di un altare laico  Cosa pensò quella sera del 10 marzo 1948 Placido Rizzotto, quando vide avvicinarsi Luciano Liggio? Il Segretario della Camera del lavoro stava passeggiando per Corleone con Pasquale Criscione, suo vicino di casa e gabellotto dell’ex feudo “Drago”. Erano appena arrivati vicino piazza Nascé, la piazza del mercato, e l’orologio suonò le dieci. Tornavano dal Ponte Nuovo, dove poco prima avevano accompagnato a casa Vincenzino Benigno. Placido voleva salutare il Criscione per tornare anche lui a casa, ma questi lo convinse a fare ancora quattro passi. «Andiamo a vedere la mucca di mio cognato, che deve partorire…», gli propose. Ma l’inaspettato arrivo di quel “malacarne” di Liggio, che Placido riconobbe subito, nonostante avesse il volto quasi interamente coperto da un cappuccio, in un attimo cambiò la sua vita. Per sempre.  La vile imboscata. «Che vuoi?», gli chiese con un tono di voce che si sforzò...


La roccia, lo scalpello, la dinamite

Feb 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
«L’importante studio realizzato dai ricercatori del Gruppo Abele (destinato a diventare – io credo – uno strumento insostituibile di conoscenza per chiunque voglia affrontare il complesso tema dei “pentiti” con rigore scientifico, senza mai accontentarsi di banalizzanti luoghi comuni) suscita in me tutta una serie di riflessioni e ricordi. Ho dovuto occuparmi di “pentiti” – nel mio percorso professionale – prima come Giudice istruttore a Torino, nell’ambito delle inchieste relative a “Brigate rosse” e “Prima linea” dei primi anni Ottanta; poi come Procuratore Capo a Palermo, dove avevo chiesto di poter lavorare dopo le stragi di mafia del 1992. […]  In quanto fondato su vincoli associativi segreti, il gruppo mafioso (soprattutto Cosa Nostra) può essere paragonato ad una roccia, rispetto alla quale  le indagini “tradizionali”, senza “pentiti”, appaiono come un semplice scalpello che tenta di scheggiare la pietra per riuscire a penetrare. Succede che talvolta la roccia resista e che lo scalpello si rompa. Oppure che l’intervento dello scalpello ne intacchi solo la superficie. Invece, le indagini collegate con le ricostruzioni fornite da un collaboratore di giustizia riescono a trasformare lo scalpello in una sorta di carica esplosiva. Una carica posta all’interno della roccia, che la spacca mettendone a nudo la...


La mafia a bilancio

Giu 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
5 miliardi di euro all’anno: è quanto versano nelle mani del crimine organizzato i 160mila commercianti taglieggiati dalle mafie. Lo denuncia l’ultimo rapporto di Sos Impresa La fine della strategia stragista e della contrapposizione frontale allo Stato ha cancellato la mafia dalle prime pagine dei giornali e dalle priorità dell’agenda politica. Gli esperti del settore però – anche dalle pagine di questa rivista – hanno sempre messo in guardia da facili trionfalismi: si ammazza di meno, ma l’assenza di omicidi eccellenti non significa che le organizzazioni mafiose non stiano continuando ad arricchirsi e a conquistare posizioni di potere.  I dati pubblicati nel VII rapporto di Sos Impresa –  intitolato “Le mani della criminalità sulle imprese” – parlano chiaro: il condizionamento mafioso sulla libera attività imprenditoriale è in aumento e riguarda tutti i settori – l’industria, il commercio e il mondo dei servizi, il settore agricolo. Ogni ora passano dalle mani dei commercianti a quelle dei mafiosi 2 milioni e 600mila euro. Lo strumento per esercitare capillarmente il controllo dell’economia sul territorio? Quello classico: l’estorsione. La tassa dell’antiStato L’imposizione del pizzo è l’attività tipica delle mafie. Consente ingenti entrate ad un rischio molto ridotto, grazie alla tecnica del “pagare poco, ma pagare tutti”. Lo scopo degli estortori è...


Per una giustizia che saldi Terra e Cielo

Lug 10th, 2001 | Categoria: editoriali
Il 19 luglio 2001, alle ore 18, in contrada Santo Ippolito nel comune di Corleone, si è tenuta una celebrazione eucaristica per ricordare il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta — Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cusina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli — rimasti uccisi in quel tragico ed indimenticabile attentato di mafia del 1992. Il gesto, in sé, non è una novità per il linguaggio ecclesiale. Da sempre l’eucarestia è celebrata anche per i defunti: per affidare alla bontà di Dio il loro spirito, per realizzare quella comunione con i santi che rende meno dolorosa la loro assenza e per continuare un impegno sulle impronte del loro esempio e della loro testimonianza. Ciò che si è presentato come elemento nuovo, in questo caso, è il fatto che il rito sia stato celebrato su di un terreno recuperato alla legalità come previsto dalla legge 109/96 sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Dove ieri era presente la mafia con il suo linguaggio di violenza, d’ingiustizia e d’omertà, oggi sono in fase d’apertura sei cooperative — nel settore dell’agricoltura biologica — per riscattare quei campi con la dignità di un lavoro vissuto dai giovani del territorio all’insegna...


Educazione a delinquere

Giu 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Mafiosità come stile di vita al Sud, “malessere del benessere” al Nord e al Centro. In mezzo, la devianza coatta dei giovani stranieri. Viaggio nell’Italia dell’adolescenza a rischio Se la devianza dell’Italia centro-settentrionale è caratterizzata dalla massiccia presenza di ragazzi stranieri (circa il 40% del totale nel 1998), profondamente diversa è invece la situazione delle regioni meridionali, nelle quali l’incidenza dei giovani stranieri è decisamente modesta rispetto a quella dei ragazzi italiani. L’inquinamento mafioso dei minori italiani si manifesta sia con il coinvolgimento diretto e strumentale nelle azioni dell’organizzazione criminale, compresi i reati più gravi (omicidi, estorsioni, rapine) sia con la trasmissione della subcultura della mafiosità, riscontrabile nel frequente uso delle armi anche da parte di minori non coinvolti nella criminalità organizzata o nel diverso atteggiamento che i ragazzi hanno nei rapporti sia con gli operatori sociali dei servizi che con il giudice minorile, con cui difficilmente accettano un colloquio autentico. Bilancio familiare?ci pensano i figli. È questo il frutto dell’esasperarsi del fenomeno mafioso, tradizionalmente presente in Sicilia, Campania e Calabria, e diffusosi a partire dalla fine degli Anni Ottanta anche altrove. La Sacra Corona Unita pugliese è quasi certamente un fenomeno indotto, nato quando le organizzazioni criminali siciliane, campane e calabresi,...