Articoli con tags ‘ Nitto Santapaola ’


Processo “Caro Estinto”, le sentenze di primo grado

Dic 20th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Dario De Luca
A due anni dall’operazione arrivano le sentenze di primo grado. Condannato Natale D’Emanuele, cugino di Nitto Santapaola, storico capo di Cosa nostra a Catania.  Secondo l’accusa gestiva con la complicità del figlio e di alcuni infermieri faccendieri il business delle onoranze funebri ai piedi dell’Etna. Decisive per le condanne sarebbero state le dichiarazioni di un nuovo collaboratore di giustizia, Santo La Causa: «A Catania il vero gestore delle onoranze funebri e lui e mirava ad averne il monopolio». Il “lui” in questione è Natale D’Emanuele, cugino di Nitto Santapaola “la belva” rinchiuso in carcere per essere stato uno tra i più potenti e sanguinari boss della mafia siciliana. La Causa, arrestato nell’ottobre 2009 durante un summit nelle campagne del catanese, con la sua collaborazione starebbe rivelando particolari significativi dell’organigramma della mafia alle pendici dell’Etna. (altro…)


Sono Vincenzo Santapaola, un uomo ovunque

Nov 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
Un boss che in regime di carcere duro fa arrivare una sua lettera a un giornale e il direttore che gliela pubblica come se nulla fosse. Storia dell’ultima anomalia de «La Sicilia» di Mario Ciancio Nella città più analfabeta e povera d’Italia, dove l’illegalità diventa legge, dove chiudono un bar (il Tahiti) perché ritrovo di pregiudicati; nella città in cui i vertici di Confindustria Catania sono sciolti dai probiviri nazionali perché schierati contro la strategia antiracket del presidente Ivan Lo Bello – definito “monotematico” –, accade che un condannato al 41 bis, un mafioso, figlio di un boss spietato, scriva sul quotidiano «la Sicilia» una lettera aperta, dichiarando la sua innocenza. E che «la Sicilia» gliela pubblichi come se niente fosse Una posizione strategica. “Santapaola Jr: contro di me pregiudizi perché porto un nome pesante”. Questo il titolo della lettera pubblicata lo scorso 9 ottobre. Apparentemente una lunga difesa di se stesso. “Enzuccio” Santapaola si professa innocente, perseguitato, vittima di un nome “pesante”. Il primo fatto, terribilmente ordinario, è che l’editore-direttore de «la Sicilia», Mario Ciancio, pubblichi la lettera di innocenza del figlio dell’assassino del giornalista antimafia Pippo Fava, il superboss Nitto Santapaola, mentre continua a censurare il figlio di Pippo Fava, Claudio. Il secondo...


Martiri per la verità

Nov 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Sono nove i giornalisti caduti per mano mafiosa tra il 1960 e il 1993. Ecco le loro storie. Cosimo Cristina. Il ritrovamento, il 5 maggio del 1960, del corpo di Cosimo Cristina lungo i binari della ferrovia di contrada “Fossola”, a Termini Imerese (Pa), costituì il primo caso di omicidio di un giornalista da parte della mafia e, per molti aspetti, uno dei più inquietanti casi di insabbiamento del dopoguerra. La morte di Cristina, giovane collaboratore de «L’Ora» di Palermo e fondatore del giornale «Prospettive Siciliane», con il quale aveva iniziato a indagare su alcuni oscuri delitti che legavano a filo doppio Termini Imerese con il mondo mafioso, fu additata alla pubblica piazza come suicidio e come tale archiviata rapidamente senza una indagine accurata. Il caso Cristina venne riaperto solo sei anni dopo dal vicequestore palermitano Mangano, che portò a una ricostruzione della morte come vero e proprio omicidio. Le successive indagini probatorie confutarono l’analisi di Mangano, ma nella loro incompletezza e suscettibili di contraddizione adombrano una scia di mistero su di un caso tuttora impunito. Mauro De Mauro. Intricato, misterioso, indecifrabile il retroscena sotteso al sequestro di Mauro De Mauro, giornalista de «L’Ora», avvenuto il 16 settembre 1970, quando alcuni...