Articoli con tags ‘ Nino Di Matteo ’


Nino Di Matteo: allarme sicurezza, nuove minacce in un’intercettazione

Ott 11th, 2016 | Categoria: news
Torna l’allarme per la sicurezza di Nino Di Matteo, pubblico ministero nel processo sulla presunta trattativa tra Stato e mafia. Il magistrato, dopo una nota inviata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi al Consiglio superiore della magistratura, è stato convocato a Palazzo dei marescialli. Di Matteo ha avuto l’11 ottobre scorso un lungo colloquio con il vice presidente Giovanni Legnini e poi è stato ascoltato dalla Terza Commissione. Durante l’audizione si è discusso dei fatti che comporterebbero un aggravamento dei rischi relativi alla sua sicurezza, che sarebbero emersi da recenti intercettazioni. L’ipotesi a cui starebbe lavorando il Csm è un trasferimento per ragioni di sicurezza, forse alla Procura nazionale antimafia. Di Matteo non si sarebbe pronunciato sulla possibilità di accettare il trasferimento né avrebbe espresso preferenze su eventuali sedi. La Commissione deciderà, dopo aver nuovamente sentito il magistrato nelle prossime settimane. Il trasferimento si era già prospettato nel marzo dell’anno scorso quando al magistrato fu proposto un cambio di sede extra ordinem, per motivi di sicurezza. Una misura prevista dalle norme, che però è subordinata all’accordo dell’interessato. In quell’occasione il pubblico ministero declinò l’invito, perché era in corso la scelta da parte del Consiglio di tre sostituti procuratori da assegnare alla Direzione nazionale antimafia;...


“Per spirito di servizio”. Il magistrato Antonino di Matteo a Milano

Apr 5th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Marco Fortunato
“Una boccata d’ossigeno”. A rispondere alla domanda di Nando dalla Chiesa – “Cosa si porta via da questa giornata e da questa cittadinanza onoraria?” – è il magistrato Antonino Di Matteo, a conclusione dell’evento organizzato da Wikimafia-Libera Enciclopedia sulle mafie. Un incontro di due ore, tenutosi ieri, lunedì aprile, non a caso nell’Aula 208 (dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino) dell’Università degli Studi di Milano, e che ha chiuso un pomeriggio denso e significativo, apertosi con il conferimento, a Palazzo Marino, della cittadinanza onoraria di Milano al magistrato palermitano. Nell’ateneo, è lo stesso Rettore, Gianluca Vago, a raccontare dell’emozione nel ricevere un magistrato così importante in quest’aula, e a ringraziare lo stesso dalla Chiesa per il lavoro svolto nel creare corsi universitari per formare ragazzi sul tema delle mafie. Pierpaolo Farina, ideatore di Wikimafia e MafiaMaps, ha spiegato che “il senso di quest’iniziativa pubblica è far conoscere e ricordare”, di fatto gli stessi capisaldi da cui si è partiti per creare la prima enciclopedia online sul fenomeno mafioso, Wikimafia, e la prima app sulla geografia mafiosa al Nord, MafiaMaps. Il Professor Nando dalla Chiesa, aprendo l’intervista a Nino Di Matteo, ha elencare alcuni fatti “inquietanti” della Storia italiana: Portella della Ginestra, la vicenda del rapimento di...


Torino, il giudice Di Matteo cittadino onorario

Giu 9th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
“Per vincere la mafia infiltrata nell’amministrazione pubblica e la corruzione, l’Italia deve affrontare un’altra grande guerra di liberazione, di forza non così diversa da quella che fu la grande guerra di liberazione dal fascismo, che vide questa città in prima fila”. Ha scelto parole forti, parole che suonano di riscatto, il giudice Nino Di Matteo per presentarsi alla cittadinanza di Torino. Lui che, ieri (8 giugno), è diventato a sua volta cittadino onorario del capoluogo piemontese. E a Palazzo di Città, dove ha incontrato l’amico e magistrato Gian Carlo Caselli, ha lanciato la sveglia, ricordando come siano “150 anni che la mafia rincorre la politica ritenuta fondamentale per i propri affari”. Politica che, tuttavia, procede troppo a rilento e che, come insegna la Storia, spesso patisce un deficit di anticorpi nei confronti della penetrazione criminale. “Senza questi rapporti con la politica la mafia non avrebbe mai potuto raggiungere la pericolosità che la contraddistingue”, ha denunciato Di Matteo. Per questo Di Matteo ha chiesto di alzare il livello di discussione etica. In primis, chiedendo a chi governa un atto forte di legalità e chiarezza normativa sgombrando il campo da alcuni cattivi esempi come la prescrizione che “delegittima tutti quei cittadini che...


Di Matteo: “La corruzione è ancora impunita”

Mag 13th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Marta Pellegrini
«Il sistema finora ha garantito impunità attraverso la prescrizione dei reati. Io come tutti i cittadini, mi aspetto fatti e non parole». Ieri (martedì 12) alla Residenza di Ripetta, a Roma, il Pm Nino Di Matteo, che ha indagato sulla trattativa stato-mafia, e il giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo hanno presentato il libro “Collusi”. Dalle parole del Pm è emerso come sia necessario e imprescindibile interrogarsi sull’esercizio del potere mafioso e quello dello Stato. Come anche importante sarebbe capire quali siano le connessioni e come si possa recidere il legame tra i due poteri che è la “conditio sine qua non” per sconfiggere le mafie. Di Matteo si è anche augurato che il Ddl anticorruzione non sia «un palliativo rispetto al male». Aggiungendo che «corruzione e mafia non sono fattori distinti, ma facce della stessa medaglia». Una strada tutta in salita quella della lotta alla mafia e alla corruzione. Tanto più che al momento in Parlamento ci sono «politici condannati che cambiano la Costituzione», e vige quasi «l’immunità per la corruzione». Per non parlare poi di indagini, come quelle sulla trattativa Stato mafia, spesso considerate un fastidio più che un dovere. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, presente all’iniziativa,...


Nino Di Matteo: “Sconfiggere la mafia attraverso la rivoluzione culturale”

Mag 12th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Messina, lunedì 11 maggio. Davanti ad una platea di studenti, familiari delle vittime di mafia, uomini delle istituzioni, giornalisti e associazioni antimafia il primo cittadino messinese, Renato Accorniti, ha conferito la cittadinanza onoraria al pm Nino Di Matteo. La cerimonia per l’onorificenza si è svolta nel quartiere fieristico di Messina, ma non è stata una celebrazione formale, apatica e superficiale. Lo stesso pm ha affermato con commozione che la giornata è stata un’occasione per “riflettere con la parte sana del Paese(…) sui problemi che la mafia ha creato e crea tuttora a tutti i cittadini della Sicilia” per aprire la strada “al cambiamento culturale”. Nel suo intervento, Di Matteo ha sottolineato come la lotta alla criminalità organizzata non debba essere affidata solo alla magistratura ma  “messa in campo a tutti i livelli, e costituisce lo snodo fondamentale per la difesa della democrazia e della Costituzione. Rispetto a trent’anni fa si registrano grossi passi in avanti contro la mafia (…) ma se si vuole vincere la guerra e fare il salto di qualità decisivo, si deve puntare a recidere i legami che la mafia ha con politica, economia, finanza, mondo delle professionalità in generale. Si deve capire che determinati reati non sono meno...


La proposta del Csm a Nino Di Matteo: “Trasferimento per ragioni di sicurezza”

Mar 18th, 2015 | Categoria: news
Trasferimento ad altra sede pe ragioni di sicurezza. È questa la proposta avanzata dal Csm al sostituto procuratore Nino Di Matteo, alla luce del fatto che “nel tempo si è registrata una escalation del problema sicurezza”, come ha spiegato il consigliere Renato Balduzzi. Il magistrato palermitano, pubblico ministero nel processo in corso a Palermo sulla trattativa Stato-mafia, ha così risposto alla proposta di trasferimento: «Preferisco aspettare l’esito per la mia candidatura per la Direzione nazionale antimafia e alla Procura di Enna». La procedura di trasferimento, attivata una decina di giorni fa, è stata quindi sospesa in attesa degli esiti delle candidature avanzate dal pm. Il Csm in seduta plenaria dovrebbe deliberare oggi (mercoledì 18 marzo). Per i tre posti disponibili la Terza Commissione ha proposto all’unanimità: Eugenia Pontassuglia (pm, Bari), Marco Del Gaudio (sostituto procuratore, Napoli) e Salvatore Dolce (sostituto Pg, Catanzaro). A questi si è aggiunta la proposta di minoranza del togato Aldo Morgigni che chiede di nominare Di Matteo, considerando il fatto che, se il pm non dovesse farcela, non potrebbe comunque essere destinato alla Procura nazionale antimafia nell’ambito della procedura di sicurezza già aperta perché sarebbero possibili solo trasferimenti orizzontali tra uffici omologhi.


Palermo, i progetti omicida contro Nino Di Matteo

Dic 9th, 2014 | Categoria: news
Dopo l’allarme attentato contro il magistrato Nino Di Matteo, sono venute a galla altre informazioni riguardo le modalità sul progetto della sua uccisione. La fonte ritenuta “molto attendibile” dagli inquirenti che aveva avvisato del pericolo che correva il pm è Vito Galatolo, boss della famiglia Acquasanta, ora al 41 bis, dopo il blitz “Apocalisse” effettuato a Palermo lo scorso giugno, che portò all’arresto di 95 persone per associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento e altri reati. Come riporta «La Repubblica», Galatolo ha voluto incontrare il magistrato per ‘levarsi un peso dalla coscienza’, spiegandogli che Cosa nostra per assassinarlo aveva pensato a due ipotesi: o farlo esplodere con il tritolo a Palermo, oppure freddarlo a colpi di pistola a Roma. Quando nel dicembre 2012, Matteo Messina Denaro, boss ancora latitante, aveva dato ordine di assassinarlo, le famiglie delle cosche palermitane di Cosa nostra si procurarono il tritolo e lo dislocarono in vari punti del capoluogo per non farlo trovare. Stando a quello che riferisce il pentito, hanno speso circa 600 mila euro per comprare dalla ‘ndrangheta 150 chili di esplosivo fatto arrivare a Palermo dalla Calabria. L’operazione di compra-vendita è filata liscia, gli uomini d’onore che se ne sono occupati sono stati molto attenti ad agire...


Di Matteo a rischio attentato

Nov 12th, 2014 | Categoria: articoli
“A Palermo il tritolo per Nino Di Matteo è già nascosto in diversi punti”: a rivelarlo è una fonte ritenuta “molto attendibile” dagli inquirenti, riporta il quotidiano «La Repubblica». La fonte, protetta da un rigido segreto investigativo, ha inoltre spiegato che l’esplosivo per uccidere Di Matteo, pm della trattativa “Stato-mafia”, è stato procurato da famiglie mafiose palermitane. Diversi mesi fa la Dda di Palermo aveva intercettato Totò Riina mentre parlava, nelle ore d’aria del carcere milanese di Opera, con il boss pugliese Alberto Lorusso asserendo: “Gli farei fare la fine del tonno a questo Di Matteo, del tonno buono: facciamo grossa questa cosa, facciamola presto e non ci pensiamo più… un’esecuzione come a quel tempo a Palermo”. Di recente, inoltre, il pentito Antonino Zarcone ha confessato che anche la sua cosca, quella di Bagheria, era d’accordo a compiere l’attentato. Dopo che il procuratore Leonardo Agueci, reggente di Palermo (dove da mesi è vacante la figura di procuratore capo), ha avvisato il Viminale del pericolo che corre Di Matteo, proprio ieri, a Roma è stato organizzato un vertice per prendere nuove misure di sicurezza per il pm. Il procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato – insieme ai Nocs della polizia, ai Gis dei carabinieri e ai principali responsabili delle forze...


Minacce a Di Matteo, manifestazioni di solidarietà da tutta Italia e dall’estero

Lug 30th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
Il 29 luglio 1983 Cosa nostra uccideva Rocco Chinnici, consigliere istruttore presso il Tribunale di Palermo e ideatore del pool antimafia. La fiat 127 imbottita di tritolo e parcheggiata sotto la sua abitazione – via Pipitone Federico a Palermo – fu fatta materialmente esplodere da Antonio Madonia, e provocò la morte anche dei due carabinieri che scortavano il magistrato – Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta – e di Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile. A distanza di trent’anni da quella strage, l’Italia responsabile ha fatto sentire la propria voce in diverse piazze, esprimendo solidarietà nei confronti del pubblico ministero Antonino Di Matteo. Nei giorni scorsi, è giunta infatti la notizia che sarebbe pronto l’esplosivo per fermare il prezioso lavoro del magistrato impegnato nel processo sulla trattativa Stato mafia. Una frase agghiacciante che fa tornare inevitabilmente alla memoria la frase che disse Paolo Borsellino: «A Palermo è arrivato il tritolo per me». E infatti gli organizzatori dei flash mob e delle manifestazioni che hanno unito Palermo a Milano, Roma a Firenze, Trieste a Torino – sessanta le città coinvolte, oltre a paesi internazionali come Londra, Zurigo e Barcellona – hanno voluto urlare a gran voce che non si vuole più una strage...


Minacce di morte al magistrato Di Matteo

Apr 2nd, 2013 | Categoria: news
“Amici romani di Matteo (Messina Denaro, ndr) hanno deciso di eliminare il pm Nino Di Matteo in questo momento di confusione istituzionale, per fermare questa deriva di ingovernabilità. Cosa Nostra ha dato il suo assenso, ma io non sono d’accordo”. Il tono è asciutto, secco, diretto. Inequivocabile. Chi scrive è – come lui stesso si è auto definito – uno degli uomini scelti per eseguire un orribile progetto di morte, in due lettere anonime recapitate qualche giorno fa alla procura di Palermo. Antonino Di Matteo, classe 1961, è in magistratura dal 1991. È stato sostituto procuratore a Caltanissetta dal 1992 al 1999 e poi pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, indagando anche sulle stragi in cui hanno perso la vita i giudici Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Insieme ad Antonio Ingroia ha condotto l’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia che ha dato il via ad un processo tuttora in corso  per minacce a corpo politico dello Stato in cui gli imputati sono sia mafiosi sia esponenti delle istituzioni. Un fatto mai registrato prima. Nino Di Matteo dallo scorso 21 marzo è sotto procedimento disciplinare spiccato dal procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani. L’accusa è di aver violato i “doveri di...