Articoli con tags ‘ Nicolai Lilin ’


“Quella che ho vissuto non era vita”

Mag 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Nicolai Lilin Nicolai Lilin, era davvero così terribile la vita per voi siberiani? Mio nonno diceva: non c’è paradiso o inferno, se ti comporti male, rinasci in Russia. Hai nostalgia di quel mondo “criminale”? Nel modo più assoluto, no. Era una società estrema, che non dovrebbe esistere e spero che non si ripeta. Ho provato a mostrare il cancro che può generare una società mal gestita, corrotta. Ho cercato di mantenere lo sguardo acritico che avevo da bambino e da adolescente. L’ho scritto con gli occhi di una persona che non esiste più. Non hai paura di passare per il difensore di codici d’onore criminali? Io ho grande rispetto per chi in Occidente prova disagio di fronte a questo romanzo. Se avessi raccontato quei fatti con lo sguardo critico che ho oggi, da cittadino italiano che crede nella legge e nella costituzione di uno stato democratico, il libro sarebbe stato completamente diverso. Ma non sarebbe stato un racconto fedele di quello che ho vissuto. A cosa serviva il codice rigido della comunità siberiana? In primo luogo a sopravvivere. Del mio gruppo di amici da ragazzi, di oltre 46 persone, siamo rimasti solo in cinque. Gli altri, quelli che si sono lasciati corrompere dai traffici moderni, sono...


C’era una volta in Transnistria

Mag 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Gli Urca siberiani, la geografia criminale di Bender, il carcere minorile. La morte come compagna di giochi. Nicolai Lilin, nel suo romanzo d’esordio, racconta un’infanzia vissuta in uno dei luoghi più violenti del mondo, a due ore di aereo dal cuore dell’Europa. E l’educazione ricevuta da una società “criminale” ormai scomparsa «Mi ha spinto a scrivere la voglia di raccontare qualcosa di nuovo, un modo di comportarsi e di esistere molto diverso da quello che conoscete, che avviene in un paese molto vicino all’Europa». Quando vidi per la prima volta in televisione Nicolai Lilin, il 3 aprile, il giorno del dirompente lancio di Educazione siberiana, il suo romanzo d’esordio, da parte di Roberto Saviano dalle colonne de «la Repubblica», pensai che «Narcomafie» non potesse non occuparsi di questo caso editoriale. Mi colpì una domanda dell’intervistatrice che più o meno suonava così: «Hai confessato di avere personalmente ucciso delle persone… non si fa!». Lui serafico: «No certo, se nasci con il culo al caldo…». Capii che se l’avessi incontrato avrei dovuto evitare ogni tentazione moralistica, che avrebbe impantanato il dialogo in un dibattito sterile e prevedibile: da una parte lui, a descrivere in modo apparentemente agiografico regole e stili di vita di un...