Articoli con tags ‘ Nicola Mandalà ’


“Old bridge”, 90 arresti tra sicilia e Usa

Feb 10th, 2008 | Categoria: news
Una maxi retata condotta simultaneamente dall’Fbi e dalla polizia di Stato italiana, coordinate rispettivamente dalla procura distrettuale di New York e dalla Dda di Palermo, ha pesantemente colpito le più importanti famiglie siculo-americane sulle due sponde dell’Atlantico. All’alba di giovedì 7 febbraio 90 persone sono state arrestate nell’ambito dell’operazione denominata “Old bridge”, che ha scardinato i collegamenti, da alcuni anni in corso di ricostituzione, tra boss palermitani e d’oltreoceano, in particolare per iniziativa di famiglie italo-americane storiche come quelle dei Gambino, degli Inzerillo – i cosiddetti “scappati” negli Usa per sfuggire alla mattanza corleonese dei primi anni Ottanta e rientrati alla spicciolata a Palermo ...


Quella strana comitiva di assidui giocatori

Dic 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Per anni boss mafiosi di Palermo e Villabate hanno ripulito denaro frutto di traffici illeciti ed estorsioni nelle sale del casinò di Saint Vincent. Tutto sotto gli occhi di mediatori e croupier   Il casinò di Saint Vincent è sovrastato e ricoperto da una grande superficie di specchi, un’unica parete riflettente, come gli aerei spia americani. Se è vero che la prima impressione è quella che conta, questa limpida impenetrabilità non deve essere affatto dispiaciuta alle comitive di “nullatenenti” siciliani, clienti affezionati della casa da gioco, che affluivano verso la “Riviera delle Alpi”, come viene tuttora indicata impropriamente Saint Vincent, afflitta da un clima ventosissimo trovandosi alla sbocco della Valtournenche. Cosa nostra avrebbe usato, tra il 2001 e il 2005, il Casinò de la Vallée per riciclare denaro sporco proveniente da estorsioni e da traffici illeciti. Lo sostengono le 547 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare alla base dell’operazione condotta dalla Direzione investigativa antimafia della Procura di Palermo, che ha portato all’arresto, nella notte tra lunedì 25 e martedì 26 settembre 2006, di tredici persone. Assegni, fiches e contanti. Semplice ed efficace il metodo con il quale la brigata di giocatori ha ripulito milioni di euro, denaro proveniente essenzialmente da estorsioni, usura, e traffico di...


La camera di decompressione delle mafie

Dic 10th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Dopo un passato segnato da alcuni omicidi e una tentata strage, la Valle d’Aosta costituisce oggi un rifugio per latitanti, zona di transito e fermata intermedia per i più diversi traffici illeciti. Ecco perché neanche la più piccola regione d’Italia è immune dalle mafie Millequattrocento chilometri da San Luca, millecinquecento da Palermo, milleseicento da Gela: che cosa c’entra la più piccola e tranquilla regione italiana, sempre ai vertici della classifiche nazionali sulla qualità della vita, con le piaghe più virulente del profondo sud? Che senso ha cercare la mafia tra i pacifici abitanti di questa minuscola comunità montana agli antipodi geografici, storici e culturali rispetto al martoriato Mezzogiorno? Apparentemente nessuno. Impressione sostanzialmente confermata dalla lettura dei verbali delle audizioni che la Commissione antimafia, nella scorsa legislatura, ha realizzato con le autorità valligiane, intente a ribadire, con sfumature diverse, che lassù, la mafia con la “M” maiuscola, è inutile cercarla. Il 30 ottobre 2002, Maria Del Savio Bonaudo, capo della procura di Aosta, cercò di tranquillizzare i suoi interlocutori con queste parole: «Nel momento in cui non c’è un attentato dinamitardo, non c’è un attentato incendiario… non ho mai visto in questi anni spari contro case autovetture, che poi è la prima...


Minacce ai Ds di Villabate

Feb 10th, 2005 | Categoria: news
Il 24 ottobre scorso, durante la festa dell’Unità di Villabate, in Provincia di Palermo, prese la parola Giuseppe Lumia, capogruppo dei Ds alla Commissione Parlamentare antimafia. Lumia denunciò i mafiosi del paese – già sciolto due volte per infiltrazioni mafiose – indicando in Antonio Mandalà il boss di Villabate, definito come un «mafioso, che oltre ad arrecare nocumento a Villabate con il suo “veleno”, non si espone, ma manda avanti i suoi scagnozzi, i suoi sgherri e i trentenni (facendo riferimento al figlio Nicola e a Ignazio Fontana, che saranno poi arrestati il 25 gennaio, ndr.) per soffocare la gente onesta chiedendo il pizzo». Due giorni dopo, come risulta da una relazione di servizio dei Carabinieri, Nicola Mandalà e Ignazio Fontana avvicinarono Salvatore Tesauro, esponente locale dei Ds, e riferendosi al comizio di Lumia minacciarono «di non sapere cosa sarebbe potuto accadere qualora si fosse ripetuta un’analoga situazione». Mandalà avrebbe aggiunto: «Mio padre è una persona buona, ma io buono non lo sono affatto».