Articoli con tags ‘ ‘ndrangheta ’


La Valle d’Aosta e la permeabilità della ‘ndrangheta

ott 17th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
«La Valle d’Aosta è permeabile alle infiltrazioni mafiose. Non si può immaginare che questa regione sia immune dal fenomeno». L’ultimo grido d’allarme relativo alla presenza della criminalità organizzata in Valle d’Aosta – in modo particolare della ‘ndrangheta – è lanciato dal pm Mario Andrigo (nella foto), che dal 1998 all’aprile di quest’anno è stato sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, prima di trasferirsi presso la Procura di Vigevano. Il pm del processo per l’omicidio di Francesco Fortugno (ucciso esattamente 6 anni fa, il 16 ottobre 2005) – dal quale «è scaturita la vicenda del consigliere Domenico Crea», come ricorda lo stesso magistrato – è stato ospite, insieme allo scrittore Lele Rozza con cui ha redatto Le radici della ‘ndrangheta, di un appuntamento organizzato dal Comando di Aosta dell’Arma dei Carabinieri e da Libera Valle d’Aosta. Alla serata “La mafia liquida. ‘Ndrangheta: dalle radici ad oggi” ha preso parte anche il Tenente Colonnello Guido Di Vita, per due anni a capo del reparto investigtivo speciale proprio a Reggio Calabria. Il militare ha ricordato come alcuni esponenti della famiglia Facchineri proprio in Valle d’Aosta siano stati relegati al soggiorno obbligato, l’arresto di due membri della famiglia Nirta avvenuto nel 2009, il...


Processo Lea Garofalo, la parola alla difesa

ott 14th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
La vita di Denise Cosco era già stata posta sotto la lente d’ingrandimento il 29 settembre scorso, quando la giovane figlia di Lea Garofalo aveva deposto dinanzi al pm Marcello Tatangelo. Ciò che è avvenuto ieri, giovedì 13, a Palazzo di Giustizia di Milano è stato ancora più pressante. La ragazza è tornata a sedersi dietro al banco degli imputati – nascosta dagli sguardi degli imputati (il padre Carlo Cosco, gli zii Vito e Giuseppe Cosco, l’ex fidanzato Carmine Venturino, oltre a Rosario Curcio e Massimo Sabatino) e del pubblico presente in aula – per sottoporsi alle domande della difesa. (continua…)


Processo Lea Garofalo, la figlia Denise Cosco in aula

set 21st, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
È stata una giornata cruciale quella che martedì 20, nel Palazzo di Giustizia di Milano, si è vissuta. Dopo la pausa estiva, sono infatti riprese le udienze per il processo Lea Garofalo, uccisa e sciolta nell’acido la notte tra il 24 e il 25 novembre 2009 alle porte di Milano. Un atroce delitto di ‘ndrangheta progettato e organizzato, secondo i capi d’imputazione, da Carlo Cosco, convivente della donna e padre della loro figlia Denise. Gli altri imputati Carmine Venturino e Massimo Sabatino sono invece accusati di aver sequestrato la donna e portata in un magazzino dove Vito e Giuseppe Cosco avrebbero prima interrogato e poi uccisa Lea Garofalo, sparandole un colpo di pistola. L’accusa di distruzione del cadavere nell’acido pende invece su tutti gli imputati, che ieri si sono ripresentati in aula, ridanciani e sereni. Un atteggiamento che hanno mantenuto anche durante l’audizione dei due teste: Enza Rando, avvocato di parte civile e rappresentante dell’ufficio legale di Libera, e Denise Cosco, figlia della vittima. (continua…)


‘Ndrangheta, minacce a sindaco di Rosarno: arresto per capo cosca

set 6th, 2011 | Categoria: news
E’ stata disposta un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Rocco Pesce, esponente dell’omonima cosca di Rosarno, ritenuto responsabile delle minacce arrivate in una lettera al sindaco della cittadina della Piana di Gioia Tauro Elisabetta Tripodi. La missiva e’ arrivata sul tavolo del primo cittadino il 25 agosto scorso in una busta con l’intestazione del Comune di Rosarno. Le indagini coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria hanno accertato la responsabilita’ di Rocco Pesce, il quale lamentava nella lettera il comportamento dell’amministrazione comunale nei confronti della cosca. Rocco Pesce, di 54 anni, sta scontando l’ergastolo nel carcere di Milano Opera per omicidio, associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. Oggi i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria gli hanno notificato in carcere il nuovo provvedimento richiesto dal procuratore aggiunto della Dda reggina Michele Prestipino e dal sostituto procuratore Rosario Ferracane ed emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria Domenico Santoro. I carabinieri del Comando provinciale e del Reparto anticrimine del Ros di Reggio Calabria stanno eseguendo anche alcune perquisizioni domiciliari a Rosarno, nei confronti di alcuni familiari di Rocco Pesce e associati...


‘Ndrangheta: sforacchiata auto di un prete antimafia

ago 31st, 2011 | Categoria: news
L’auto di don Giuseppe Campisano, parroco della chiesa di San Rocco nel comune di Gioiosa Jonica, è stata ritrovata, la scorsa notte, crivellata da colpi di fucile caricato a lupara. Si tratta indubbiamente di un attentato di stampo mafioso a scopo intimidatorio.  Un atto inquietante con il solo intento di “mostrare i muscoli” affinché tutti valutino, capiscano chi comanda in quel territorio. Impegnato da anni contro la criminalità organizzata (è stato presidente della Fondazione anti-usura santi Cosma e Damiano di Locri) e vicino all’associazione Libera, don Campisano già in passato è stato vittima di ritorsioni: telefonate minacciose, lettere con proiettili e addirittura una volta gli spararono addosso, per fortuna senza colpirlo. I carabinieri hanno già avviato le indagini, ma degli attentatori ancora nessuna traccia.


Arrestato il boss Francesco “Ciccio” Pesce

ago 10th, 2011 | Categoria: news
Gli uomini del Ros, dei Cacciatori elitrasportati e del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno messo fine, ieri sera, alla latitanza di Francesco “Ciccio” Pesce, il 32enne a capo del potente clan ‘ndranghetista di Rosarno e figlio di Antonino Pesce, attualmente in carcere. Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in un bunker ricavato all’interno dell’azienda “DemolSud” con sede sulla strada ad elevata percorrenza che collega le coste ionica e tirrenica, sorprendendo “Cicciu testuni” mentre bruciava dei pizzini e altri documenti; alcune carte sono state salvate e sono ora al vaglio degli inquirenti, che le ritengono di “grandissimo valore investigativo”. La latitanza di Francesco Pesce risale a più di un anno fa, quando riuscì ad evitare gli arresti dell’operazione “All inside” iniziata nel 2008. In quell’occasione fu arrestata anche Giuseppina Pesce, figlia del boss Salvatore e nipote proprio del capo della cosca Antonio Pesce. Il suo arresto costituisce un fatto con pochi precedenti nella storia della ‘ndrangheta, in quanto la donna, che rivestiva all’interno del clan un ruolo strategico per quanto atteneva gli affari dello stesso, iniziò a collaborare con la giustizia. L’11 giugno è stata nuovamente arrestata a Latina  con l’accusa di evasione dai domiciliari. A Rosarno il boss è riconosciuto come...


Venti anni fa l’omicidio del giudice Scopelliti

ago 9th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
Il giudice è quindi solo, solo con le menzogne cui ha creduto, le verità che gli sono sfuggite, sono con la fede cui si è spesso aggrappato come un naufrago, solo con il pianto di un innocente e con la perfidia e la protervia dei malvagi. Ma il buon giudice, nella sua solitudine, deve essere libero, onesto e coraggioso. (continua…)


Operazione contro il riciclaggio, altri 20 arresti in Italia

ago 2nd, 2011 | Categoria: news
La Guardia di Finanza di Locri e Palmi, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha effettuato stamani 20 arresti tra Sicilia, Calabria, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Gli arrestati, secondo quanto affermato dalle fiamme gialle, sarebbero coinvolti in un’operazione di riciclaggio da centinaia di milioni di euro organizzato da ‘ndrangheta e Cosa nostra. Si tratta di imprenditori, liberi professionisti ed esperti di finanza legati ai clan della ‘ndrangheta Facchineri, Avignone e Aquino-Coluccio, e alle famiglie mafiose vicine al super latitante Matteo Messina Denaro. Le accuse mosse nei loro confronti sono quelle di associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso, truffa, riciclaggio e falsificazione di titoli. Le indagini erano partite nel 2009 quando due uomini della ‘ndrangheta di Piana di Gioia Tauro erano stati trovati in possesso di un titolo da 860 milioni di dollari che stava per essere depositato in un istituto di credito.


Riciclaggio, 10 arresti in varie regioni italiane

lug 29th, 2011 | Categoria: news
Il gip del tribunale di Catanzaro, su richiesta della procura distrettuale antimafia, ha emanato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, che i carabinieri stanno eseguendo in diverse regioni d’Italia (Calabria, Lazio, Umbria, Liguria ed Emilia Romagna), nei confronti di dieci persone legate alla cosca Mancuso, operante nella provincia di Vibo Valentia, accusate a vario titolo di riciclaggio e reimpiego del denaro proveniente dal narcotraffico. L’azione investigativa, grazie anche alla stretta collaborazione delle autorità di San Marino, ha accertato i “consistenti rapporti bancari” tra esponenti della cosca e un istituto di credito della Repubblica. Da precedenti indagini sulla cosca Mancuso, sostiene il Ros, erano emersi gli “enormi interessi” dell’organizzazione nel narcotraffico internazionale, allora gestito da Vincenzo Barbieri, esponente di spicco della cosca ucciso in un agguato a San Calogero nel marzo scorso. L’inchiesta, compiuta dopo l’omicidio, ha consentito la ricostruzione dell’intricato percorso che la cosca adoperava per riciclare e reimpiegare il denaro ottenuto con il narcotraffico.


‘Ndrangheta a Roma: confiscato il “Café de Paris”

lug 25th, 2011 | Categoria: news
Ammontano a 200 milioni di euro i beni confiscati dalla Guardia di Finanza – nucleo di polizia Tributaria G.i.c.o. di Reggio Calabria, in collaborazione con i colleghi dello S.c.i.c.o. di Roma – al clan della ‘ndrangheta facente capo alla famiglia Alvaro di Cosoleto (Rc). A disporre della confisca di 15 tra imprese e ditte individuali, operanti soprattutto nel settore dei servizi e della ristorazione, tra i quali i noti locali romani “Café de Paris” e il ristorante “George’s”, è stato il Tribunale di Reggio Calabria, sezione misure di prevenzione, su richiesta del procuratore Antimafia, Giuseppe Pignatone. Sequestrati anche 4 immobili di pregio, 3 autovetture di lusso oltre a rapporti bancari, postali, assicurativi e denaro contante. Negli ultimi ventiquattro mesi, Procura e Guardia di Finanza hanno sviluppato specifiche indagini tecniche, investigazioni finanziarie e bancarie, nonché informazioni tratte da segnalazioni di operazioni sospette, provenienti dagli intermediari finanziari.