Articoli con tags ‘ ‘ndrangheta ’


Processo Caccia: in aula Placido Barresi

Nov 24th, 2016 | Categoria: news
Nuova udienza del processo a carico di Rocco Schirripa, accusato di essere uno degli esecutori materiali dell’omicidio di Bruno Caccia, avvenuto a Torino il 26 giugno del 1983. Nella prima Corte d’Assise del Tribunale di Milano fa il suo ingresso in aula un elemento di spicco della criminalità torinese degli anni ’70 e ’80: Placido Barresi, pluriomicida, cognato di Domenico Belfiore. Una testimonianza chiave per il processo in corso al Palazzo di Giustizia di Milano perché è proprio dai dialoghi intercettati tra Barresi e Belfiore e tra Baresi e Schirripa che si fonda il processo penale che si sta celebrando nel capoluogo lombardo. Ecco la cronaca dell’udienza: https://www.youtube.com/watch?v=zbO04tQITQM&feature=youtu.be


Lea Garofalo, la scelta di una donna emancipata uccisa dalla ‘ndrangheta

Nov 24th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Marcello Ravveduto, fanpage.it
La storia di Lea Garofalo ruota tutta intorno ad un appartamento situato in Via Montello, 6 a Milano. Una storia complessa in cui si intrecciano relazioni familiari, storie di clan, spaccio di droga e infiltrazioni ‘ndranghetiste in Lombardia. Il contesto è simile a quello di altre cellule criminali trapiantate e radicate nel nord del paese. Un trasferimento che porta con sé, oltre ai disvalori mafiosi, anche le faide cominciate a mille chilometri di distanza, e precisamente a Petilia Policastro in provincia di Crotone, la stessa provincia da cui è partita la famiglia Grande Aracri che ha colonizzato la bassa emiliana. L’hanno uccisa il 24 novembre 2009 in modo barbaro non solo perché aveva collaborato con la giustizia, ricostruendo gli omicidi di ‘ndrangheta effettuati a Milano negli anni Novanta, ma anche perché era donna e, quindi, ulteriormente responsabile di aver mostrato la propria autonomia intellettuale, ribellandosi agli uomini del clan. Lea nel 2002 comincia a raccontare ai magistrati ciò che sa, ciò che ha visto. Perché lo fa? Vuole dare un esempio positivo alla figlia Denise prima che la sua vita sa sottoposta al giogo fisico e psicologico della ‘ndrina. Aiuta i magistrati a ricostruire l’omicidio di Antonio Comberiati, denunciando il ruolo svolto dal...


Processo Aemilia, la ‘ndrangheta ha rotto gli argini

Ott 13th, 2016 | Categoria: prima pagina
di redazione
“Nell’indagine Aemilia si assiste alla rottura degli argini” da parte della criminalità calabrese in Emilia, dove “la congrega è vista entrare in contatto con il ceto artigianale e imprenditoriale reggiano, secondo una strategia di infiltrazione che muove spesso dall’attività di recupero di crediti inesigibili per arrivare a vere e proprie attività predatorie di complessi produttivi fino a cercare punti di contatto e di rappresentanza mediatico-istituzionale”. E’ questo, secondo il Gup Francesca Zavaglia, il salto di qualità dell’inchiesta sulla ‘Ndrangheta della Dda di Bologna. Lo si legge in uno dei passaggi chiave delle 1.390 pagine della sentenza del processo concluso ad aprile con 58 condanne in abbreviato, 17 patteggiamenti, 12 assoluzioni e un proscioglimento per prescrizione. Dato caratterizzante è proprio “la fuoriuscita dai confini di una microsocietà calabrese insediata in Emilia, all’interno della quale si giocava quasi del tutto la partita, sia quanto agli oppressori che alle vittime”. Esemplare la vicenda dell’azienda svenduta al prezzo di un caffè. Si tratta della “Naturalmente srl”, che a Campagnola Emilia gestiva un parco adibito per ospitare matrimoni. Indebitata con le banche, ma nel mirino delle cosche che se ne volevano appropriare “o con le buone, o con le cattive”. Un vero incubo quello vissuto dall’imprenditore reggiano Pietro Ferrari che,...


Lombardia, estradato collaboratore di El Chapo Guzman

Lug 28th, 2016 | Categoria: articoli
s.b.
Julio Cesar Felix Olivas, narcotrafficante messicano arrestato a Malpensa due mesi fa, è stato estradato negli Stati Uniti con volo privato partito lo scorso 28 luglio. Felix Olivas, 42 anni, è un membro di spicco del cartello di Sinaloa (Messico) e, secondo gli investigatori, collaboratore del boss “El Chapo” Guzman, arrestato a gennaio dopo la seconda evasione e sei mesi di latitanza. Il criminale era stato fermato dalla polizia di frontiera all’aeroporto di Malpensa mentre cercava di imbarcarsi per la Spagna per poi tornare in Messico, dopo aver assistito alla finale di Champions League e soggiornato in Brianza, grazie ad una segnalazione del Servizio di cooperazione internazionale di polizia della Criminalpol. Era stato trasferito in seguito nel carcere di Busto Arsizio, dove è rimasto fino a stamattina quando è scattata l’estradizione. Inedito l’arresto di un narcotrafficante del calibro di Olivas in Lombardia, così come la sua presenza di Brianza (terra ad alta infiltrazione della ’ndrangheta, soprattutto per quanto riguarda il mercato della cocaina). La sua permanenza in Brianza costituisce un interessante spaccato per gli inquirenti, proprio per la caratura criminale del personaggio, responsabile, secondo la Dea (Antidroga statunitense), di aver organizzato sia l’importazione di cocaina dal Guatemala in Messico sia l’esportazione negli Usa. Contro...


Occhi e mani della ‘ndrangheta anche sul Terzo Valico. Indagato vicepresidente del Consiglio della Calabria

Lug 19th, 2016 | Categoria: news
di p.f.
40 arresti per altrettanti affiliati o persone contigue alle cosche con radici nella piana di Gioia Tauro ma con emanazioni anche in Liguria. Sono questi i numeri dell’operazione “Alchemia”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Un’operazione che rivela ancora una volta i potenti interessi dei clan sugli affari e sulle opere di casa nostra. Succede così che, sotto la lente degli investigatori dello Sco e della Squadra Mobile della polizia e dei reparti della Dia, siano finiti affari e attività dei clan di ‘ndrangheta Raso-Gullace-Albanese e Parrello-Gagliostro, che dalla Calabria hanno infiltrato l’economia del Ponente ligure, mettendo le mani anche sugli appalti del Terzo Valico. Un’altra, importante, dimostrazione di come la ‘ndrangheta fosse particolarmente attenta al business Tav. A favorire l’attività dei clan, sarebbero stati alcuni politici nazionali, regionali e locali. Tra loro, spunta (nuovamente) il nome del senatore di Gal Antonio Caridi per cui i magistrati reggini hanno già chiesto l’arresto all’interno dell’operazione “Mammasantissima”, che ha svelato interessi mafioso-massonici. Tra gli indagati anche il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco D’Agostino: nei suoi confronti viene ipotizzato il reato di intestazione fittizia di beni, aggravata dall’avere agevolato la ‘ndrangheta. Perquisiti casa e ufficio, ma D’Agostino non sarebbe indagato in...


Torino, sfregiato il nome di Bruno Caccia sulla facciata del Tribunale

Lug 11th, 2016 | Categoria: news
Torino, Palazzo di Giustizia. La scritta Bruno Caccia, il Procuratore Capo assassinato dalla ‘ndrangheta il 26 giugno 1983 a cui è stato intitolato il tribunale torinese, è stata sfregiata. Qualche notte fa, infatti, alcune persone vestite di nero e non riconoscibili in volto (come si evince dai filmati delle telecamere esterne di video sorveglianza) si sono avvicinate al muretto del tribunale che riporta il nome e cognome del magistrato. Una di loro si è arrampicata sul muretto e ha staccato la lettera “I” di Caccia. Sull’episodio è stata avviata un’inchiesta; nel frattempo, la Procura ha disposto la rimozione dalla facciata delle restanti lettere del cognome Caccia. In merito alla questione si è espressa, in una nota, Libera Piemonte: “Il nome di Bruno Caccia è stato vandalizzato sul muro del Palazzo di Giustizia di Torino a lui intitolato. Non può essere un caso che ciò avvenga a pochi giorni dalla riapertura del processo sul suo omicidio, avvenuto il 26 giugno 1983, per il quale fu condannato quale mandante l’ndranghetista Domenico Belfiore, ma non furono mai individuati gli esecutori materiali. Oggi sul banco degli imputati siede Rocco Schirripa. Dopo 33 anni e senza mai perdere la forza di chiedere verità e giustizia, la famiglia del magistrato...


(Non è) un caso come gli altri

Mag 9th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
“Il vecchio secolo era finito e in Italia le cose erano cambiate. Vecchi partiti avevano lasciato il posto a partiti nuovi, i centri di potere andavano formandosi o riformandosi, regione per regione, città per città. Aveva bisogno di voti quella gente, e di quattrini. Voti? Quattrini? Le famiglie potevano procurare gli uni e gli altri. Così i loro avvocati, i commercialisti, i faccendieri fidati avevano avvicinato i nuovi eletti. Nessuna minaccia. Nessuna pistola. Solo sorrisi, aperitivi, scorpacciate di funghi e di polenta, qualche squillo di lusso, un tiro di polvere bianca, proposte d’affari”   Dicevano: “è solo un romanzo, che cosa vuoi che cambi?”. Dicevano: “la letteratura non salverà il mondo”. Dicevano: “non basta una penna”. Dicevano, appunto. E sbagliavano. Prendete per esempio Un caso come gli altri, diciannovesimo capitolo di quella grande saga chiamata Sabot/age (la collana delle edizioni E/O diretta da Colomba Rossi e curata da Massimo Carlotto) e firmato da Pasquale Ruju. Ecco, Un caso come gli altri è una delle prove concrete che con l’inchiostro si possono sollevare le coscienze. Fedele alla pedagogia del maestro Massimo Carlotto, che da sempre va sostenendo che la verità d’oggi alberga proprio nelle strette maglie della narrativa noir,  Ruju sfonda le porte, spesso serrate, della realtà. E lo fa spregiudicatamente....


La ‘ndrangheta nell’ultima relazione della Direzione nazionale antimafia

Mar 8th, 2016 | Categoria: news
di Marika Demaria
Un radicamento più solido delle cellule – le ‘locali’ – in varie località del Nord e del centro Italia. Un “affrancamento” di queste ultime – impensabile fino a qualche anno fa – che però non può prescindere da una legittimazione che “deriva, esclusivamente, dal riconoscimento della c.d. Mamma di Polsi, dunque, del Crimine di Reggio Calabria”. La capacità di fare affari, in Italia e all’estero, investendo il denaro sporco sia in altre attività illegali – come il traffico di stupefacenti – sia nella cosiddetta economia legale: appalti pubblici, edilizia, giochi e scommesse. In estrema sintesi, è questo il documento criminale con il quale la ‘ndrangheta viene raccontata nelle quasi mille pagine della relazione della Direzione nazionale antimafia presentata nei giorni scorsi a Roma dal Procuratore nazionale, Franco Roberti. Il periodo preso come riferimento è compreso tra il primo luglio 2014 e il 30 giugno dello scorso anno. La ’ndrangheta è l’organizzazione criminale capace “di adeguarsi alle diverse realtà territoriali”: la sua presenza è definita storica in regioni come Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio; a questi territori si affiancano quelli ligure, umbro, veneto e marchigiano. Regioni al microscopio. Triste primato, per la Lombardia. Per la prima volta è stato videoregistrato il conferimento della dote...


Reggio Calabria, in fumo magazzino di Tiberio Bentivoglio

Feb 29th, 2016 | Categoria: news
di redazione
Domenica 28 febbraio, ore 23.30, Reggio Calabria. I locali dei magazzini della sanitaria Sant’Elia vanno in fiamme. Un gesto intimidatorio, oltre ogni ragionevole dubbio, perpetrato ai danni dell’imprenditore Tiberio Bentivoglio, proprietario della Sant’Elia e soprattutto dal 1992 in lotta contro il racket controllato dalle ‘ndrine. Dopo un’ora di lavoro incessante dei Vigili del Fuoco, a tarda notte del magazzino non restano che macerie fumanti, odore di cenere e le tracce di una tanica di benzina che paiono confermare la natura dolosa del gesto. Tutte le attrezzature sono andate distrutte. Spetta adesso alla Mobile della città dello Stretto provare a far luce sull’accaduto, nell’impresa quasi impossibile di rintracciare e fermare i colpevoli del gesto. Non sarà facile. La ‘ndrangheta ha imposto un sistema di paura che si nutre di silenzio. Difficilmente usciranno fuori dei testimoni. Qualche elemento potrebbe arrivare dalle telecamere della vicina facoltà di Architettura. Ma di certezze, per ora, zero. Come zero le parole di Bentivoglio. L’imprenditore non commenta. Come riporta il Corriere di Calabria, tace sconfortato. La scorta introno, sua moglie Vincenza appoggiata a un braccio, osserva muto il suo lavoro andare in fumo. A denti stretti esce appena un “basta”.  


‘Ndrangheta: imponevano assunzione falsi braccianti, quattro indagati a Lamezia Terme

Feb 15th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Quatto avvisi di garanzia sono stati notificati dalla Guardia di finanza di Lamezia Terme ad esponenti delle cosche della ‘ndrangheta per i reati di truffa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di imprenditori agricoli. Nel corso delle indagini, dirette dalla Dda di Catanzaro, è emerso che i quattro indagati imponevano agli imprenditori agricoli la loro assunzione e quella dei loro familiari per ottenere dall’Inps le indennità di disoccupazione, malattia e maternità. Uno degli indagati ha imposto ad un imprenditore agricolo del lametino la sua assunzione e quella della moglie e della cognata. Un caso analogo è avvenuto con un secondo esponente della ‘ndrangheta lametina. La truffa ai danni dell’Inps ammonta ad oltre 100.000 euro.