Articoli con tags ‘ narcotraffico ’


Roma e Milano, le due “capitali” del narcotraffico

Nov 30th, 2016 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Le due “capitali” italiane, Milano e Roma, rispettivamente quella “finanziaria” e “politica” (precisazione forse superflua ma è sempre meglio chiarire), sono entrambe due appetibili mercati per trafficanti e spacciatori di stupefacenti come si rileva dai dati, seppur non consolidati, della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Dipartimento della Pubblica Sicurezza (DCSA) sull’azione di repressione svolta dalle forze di polizia nel 2016 (al primo novembre scorso). Se a Roma spetta il primato nei sequestri complessivi di oltre 6.100kg di stupefacenti rispetto ai 2.950kg di Milano, è in quest’ultima città (e provincia) che sono stati sequestrati i maggiori quantitativi di cocaina (266kg) e di eroina (circa 43kg) rispetto a Roma dove sono stati, rispettivamente, di 230kg e 32kg. Nel complesso, dunque, circa 10tonnellate di droghe sequestrate nelle due piazze rispetto alle 47ton intercettate a livello nazionale. I restanti quantitativi di “merce” hanno riguardato hashish e, soprattutto, marijuana. Accennavamo al fatto che sia Milano che Roma sono i due “bacini” del mercato nazionale delle droghe più estesi sia per la densità di popolazione residente che per una concentrazione di trafficanti/spacciatori piuttosto rilevante. Tutto ciò nonostante questo ambito criminale sia oggetto, quotidianamente, di attenzione investigativa delle forze di polizia. Basti pensare alle 2.023...


Lombardia, estradato collaboratore di El Chapo Guzman

Lug 28th, 2016 | Categoria: articoli
s.b.
Julio Cesar Felix Olivas, narcotrafficante messicano arrestato a Malpensa due mesi fa, è stato estradato negli Stati Uniti con volo privato partito lo scorso 28 luglio. Felix Olivas, 42 anni, è un membro di spicco del cartello di Sinaloa (Messico) e, secondo gli investigatori, collaboratore del boss “El Chapo” Guzman, arrestato a gennaio dopo la seconda evasione e sei mesi di latitanza. Il criminale era stato fermato dalla polizia di frontiera all’aeroporto di Malpensa mentre cercava di imbarcarsi per la Spagna per poi tornare in Messico, dopo aver assistito alla finale di Champions League e soggiornato in Brianza, grazie ad una segnalazione del Servizio di cooperazione internazionale di polizia della Criminalpol. Era stato trasferito in seguito nel carcere di Busto Arsizio, dove è rimasto fino a stamattina quando è scattata l’estradizione. Inedito l’arresto di un narcotrafficante del calibro di Olivas in Lombardia, così come la sua presenza di Brianza (terra ad alta infiltrazione della ’ndrangheta, soprattutto per quanto riguarda il mercato della cocaina). La sua permanenza in Brianza costituisce un interessante spaccato per gli inquirenti, proprio per la caratura criminale del personaggio, responsabile, secondo la Dea (Antidroga statunitense), di aver organizzato sia l’importazione di cocaina dal Guatemala in Messico sia l’esportazione negli Usa. Contro...


Italia, il contrasto al narcotraffico

Lug 28th, 2016 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Iniziato a Montecitorio un paio di giorni fa e subito rinviato a settembre l’esame del disegno di legge sulla legalizzazione della cannabis, proviamo a fare qualche considerazione sull’andamento del mercato illecito degli stupefacenti partendo dai dati elaborati mensilmente dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Dipartimento della Pubblica Sicurezza sull’attività di contrasto svolta dalle forze di polizia e dalle dogane. L’ultimo rapporto è del 26 luglio scorso e riporta i dati provinciali riepilogativi (direi abbastanza stabilizzati) del mese prima tra cui quello, a mio parere più significativo, del sequestro record del 2016 di piante di cannabis: ben 48.238. Un numero, probabilmente, destinato a essere superato a luglio stando alle molteplici operazioni antidroga svolte o in corso che hanno portato, già a metà mese, al sequestro di diverse migliaia di piante di marijuana. Scoperte di piccole serre in casa o di più estese colture nei campi – in molti casi vere piantagioni – fatte dalla polizia di stato e dai carabinieri nel mese di giugno in ben 52 province italiane , con quella di Siracusa in cima alla graduatoria provvisoria (17.917 piante), seguita da Trapani (11.407), Napoli (6.042), Reggio Calabria (2.718), Catanzaro (2.640).Non c’è dubbio che si va registrando un...


E’ morto Alain Labrousse

Lug 20th, 2016 | Categoria: articoli
di redazione
Dopo una lunga malattia, è morto il 12 luglio scorso il sociologo e giornalista francese Alain Labrousse, esperto di America Latina e specialista di geopolitica, collaboratore storico di “Narcomafie” sin dai primi anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla famiglia al quotidiano parigino “Le Monde”. Fondatore e direttore per dieci anni (1990-2000) dell’Observatoire géopolitique des drogues (Ogd), era considerato uno dei maggiori studiosi del narcotraffico a livello mondiale. Una delle sue ultime pubblicazioni fu “Géopolitiques des drogues” (Presses Universitaires de France 2004): un libro destinato al grande pubblico che racchiude oltre alle approfondite conoscenze anche le denunce dei principali protagonisti della “guerra alla droga”. L’opera disegna un panorama completo di riferimenti storici, in cui le rotte dei traffici di droghe si incrociano con le attività dei gruppi mafiosi e terroristici, ma soprattutto con gli interessi strategici, commerciali ed espansionistici dei vari Paesi. Intervistato da Andrea Giordano, nel 2004, ebbe parole profetiche sulla riforma delle politiche antidroga che descrivevano con lucidità e spirito critico quello che sarebbe stato l’attuale scenario globale: “le politiche dominanti si riveleranno impotenti di fronte al fenomeno delle droghe e avranno effetti perversi, più gravi del male che pretendono di combattere” (“Narcomafie” 7/8 2004). Negli anni Sessanta Labrousse insegnò a Montevideo...


Canada. I Rizzuto, la faida e il narcotraffico

Giu 7th, 2016 | Categoria: articoli
di Stefania Bizzarri
Montréal, due omicidi eccellenti, in pieno giorno, nell’arco di poche ore. Le vittime sono Rocco Sollecito e Angelo D’Onofrio. Il primo morto dopo un agguato mentre era a bordo della sua automobile il 28 maggio scorso. Il secondo freddato giovedì 2 giugno, davanti al Hillside Café, ritrovo del crimine organizzato italiano secondo la polizia canadese. Entrambi erano storici esponenti  appartenenti al clan Rizzuto: protagonisti dell’epica di Cosa nostra tra Sicilia e le Americhe, legati ai noti narcotrafficanti Cuntrera-Caruana. Montréal è il centro da cui i Rizzuto, a metà degli anni 50, iniziarono a scalare la vetta della malavita italo-canadese. Nell’arco di qualche decennio il Canada divenne il loro feudo. I Rizzuto si consacrarono “Sesta famiglia” di mafia entrando nel gotha della criminalità organizzata mondiale, insieme con i Bonanno, Lucchese, Colombo, Genovese e Gambino (alleanze pesantemente colpite, negli ultimi anni, da importanti inchieste condotte tra Fbi e Polizia italiana). La loro uccisione è il proseguimento di una lunga mattanza per le strade di Montréal, iniziata con la faida di San Valentino nel 1976, in cui morì per primo Pietro Sciara, uomo di fiducia di Paul Violi (origini calabresi, legato ai Bonanno). Seguirà una vera e propria guerra di mafia in cui morì Francesco Violi, fratello del...


Viaggi di cocaina

Apr 12th, 2016 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
La notizia di una sessantina di pacchi, imballati e ben sigillati con nastro adesivo, contenenti una trentina di chilogrammi di hashish, rinvenuti un paio di settimane fa sulla spiaggia di Scoglitti (Ragusa), dovrebbe indurre a qualche riflessione. La possibilità che la droga sia stata gettata in mare per essere, poi, recuperata, è verosimile e conferma come il mare continui ad essere una straordinaria via per il trasporto delle droghe. Non solo di quelle occultate in container trasportati da navi ma anche lanciate da piccoli aerei e recuperate in mare da veloci imbarcazioni o custodite nella plancia di un sottomarino “made narcos”o sistemate sotto la chiglia delle navi. Si tratta, come noto per chi segue queste vicende, di sistemi utilizzati nel Centro Sud America e che riguardano, in via esclusiva, il trasferimento di consistenti quantitativi di cocaina. L’ultimo episodio di uno di questi sommergibili intercettati in mare risale al 30 marzo u.s. quando la Guardia Costiera statunitense e la Marina Militare honduregna ne hanno bloccato uno, arrestando i quattro membri dell’equipaggio che, subito dopo l’avvistamento, si erano affrettati a scaricare in mare la”merce” trasportata. Con quali danni per l’ambiente marino è facile immaginare. Alcuni mesi prima (luglio 2015) era stata ancora...


“Guatemala, uno stato mafioso. La comunità internazionale ci aiuti”

Mar 16th, 2016 | Categoria: articoli
di Piero Ferrante
Quando parla, usa un misto di decisione e dolcezza, mettendoci quella tenerezza che qualcuno, già prima di lei, diceva essere necessaria per combattere la causa degli sfruttati. Le mani che gesticolano senza sosta, la voce lieve ma senza indecisioni, gli occhi scuri puntati sempre dritti davanti a sé, una figura esile ma che non tradisce neppure per un istante tentennamenti. Claudia Samayoa, in visita a Torino per un evento pubblico organizzato dalle Acli provinciali, si concede a Narcomafie per un’intervista che, più che altro, è un grande appello. A rompere il silenzio internazionale sul Guatemala. Silenzio che genera solitudine, in uno Stato condannato dalla geografia a essere periferia dell’Impero. Ruolo triste, soprattutto se il centro, potente, potentissimo, è lì a un tiro di schioppo. E se quel centro ha nella sua strategia internazionale il controllo del backyard. Dal 2000 la Samayoa coordina l’Udefeugua, sigla che indica l’Unità per la protezione dei difensori dei diritti del Guatemala. Le sue lotte, molte delle quali combattute al fianco del premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchù, “spaventano i tiranni”, come avrebbe scritto il poeta Marcos Ana. La Samyoa infatti è anche membro della Convergenza per i diritti umani del Guatemala e la coalizione...


L’ultimo narcos: epopea e segreti del Chapo Guzmán (terza parte)

Feb 5th, 2016 | Categoria: articoli
di Fabrizio Lorusso
Capitolo 5. Triangolo: Kate del Castillo, Sean Penn e “El Chapo” Guzmán A poche ore dall’arresto di Guzmán la procuratrice Arely Gómez ha dichiarato che l’intenzione del capo di girare un film autobiografico e proprio i suoi contatti con attori e produttori avevano permesso alle autorità di trovarlo, anche se le indagini duravano comunque da sei mesi. Su tutta la vicenda ad oggi restano più domande che risposte. Il 2 ottobre 2015 l’attore Sean Penn e l’attrice Kate del Castillo, che ha stabilito il contatto tramite gli avvocati del capo, hanno fatto visita a Joaquín Guzmán Loera in una delle sue proprietà sperdute nella sierra tra il Durango e il Sinaloa e hanno passato la serata con lui, con le sue guardie del corpo e i suoi figli. Tequila e tacos a volontà. E anche qualche chiacchiera, giustamente. Nel gennaio 2012 del Castillo pubblicò un tweet che diventò virale e polemico perché l’attrice affermava, provocatoriamente, di avere più fiducia nel Chapo Guzmán che nel governo messicano. Pare che il boss, che presumibilmente ha avuto diciotto figli con sette mogli e amanti diverse, sia avvezzo ai messaggini di testo e alle donne, quando è in libertà e quando è recluso. Inoltre l’idea del film...


L’ultimo narcos: epopea e segreti del Chapo Guzmán (seconda parte)

Feb 4th, 2016 | Categoria: articoli
di Fabrizio Lorusso
Seconda parte della storia di ‪#‎elChapo‬ Guzmán, curata da Fabrizio Lorusso. Le origini, i segreti, i mille tentacoli di un uomo che comanda le rotte del narcotraffico messicano grazie anche alla complicità di una politica pesantemente concussa Leggi la prima parte Capitolo 3. La terza cattura “Burla e sfida”, furono le parole usate da Peña dopo la fuga di luglio. La sua credibilità cadde in picchiata, il mito del narcos Guzmán si consolidava. Invece la sera di venerdì 8, in attesa di una risalita negli indici di gradimento, il presidente appare raggiante di fronte alle telecamere. Declama sorridente la riacquisita solidità di quelle stesse istituzioni che, pochi mesi prima, s’erano mostrate porose e corrotte nel custodire e lasciar scappare il jefe de jefes. Certo, adesso i complimenti veri vanno alla Marina, probabilmente l’apparato meno corrotto e più efficiente nel Messico della narcoguerra, ma vengono profusi altresì elogi e complimenti a tutte le istituzioni e in generale a presunti miglioramenti nello stato di diritto. Peña s’è vantato dei 98 arresti compiuti dei 122 “obiettivi criminali” prioritari nel Paese. L’opinione pubblica invece si chiede come mai i mercati delle droghe illecite siano fiorenti come mai prima e la violenza di omicidi, sparizioni forzate e sequestri di persona non...


L’ultimo narcos: epopea e segreti del Chapo Guzmán (prima parte)

Feb 3rd, 2016 | Categoria: articoli
di Fabrizio Lorusso
A partire da oggi, e per tre giorni, pubblichiamo, a puntate, la storia di el Chapo Guzmán, curata da Fabrizio Lorusso.  “A cosa starà pensando El Chapo?” Questa semplice domanda, contenuta in un tweet del giornalista messicano Diego Enrique Osorno diventa virale la sera dell’8 gennaio. Sono passate poche ore dalla cattura, la terza, del narcotrafficante più ricercato al mondo, Joaquín Archivaldo Guzmán Loera, capo dell’organizzazione criminale di Sinaloa. Più conosciuto ormai per il suo alias, “El Chapo”, ossia il tozzo o tarchiato, il capo rinchiuso è diventato un numero: prigioniero 3870 del penitenziario di massima sicurezza El Altiplano, prima La Palma. Nel tweet di Osorno è incorporata una delle foto diffuse dalla stampa dopo l’arresto. Guzmán sta seduto al suo posto vicino al finestrino, in canotta, con lo sguardo perso nel vuoto e la testa reclinata sul vetro. Pensoso, con un suo scagnozzo affianco, e provato dopo un risveglio di sparatorie e fuggifuggi. Il cartello di Sinaloa, conosciuto anche come del Pacifico o Federazione, è l’organizzazione criminale più potente del continente americano e probabilmente del mondo. Muove la gran parte dell’eroina, della cocaina, della marijuana e delle droghe sintetiche negli Stati Uniti e ha espanso le sue attività illegali nel pregiato...