Articoli con tags ‘ narcos ’


Il Gran Canyon malavitoso

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Stefano Milano
Il muro che spacca in due il cuore di Nogales serpeggia tra gli edifici fatiscenti del centro cittadino. Sembra inseguire un’immaginaria via di fuga tra il cemento e le baracche, per continuare a scorrere come una delle tante diramazioni di un fiume esondato, orfane del loro corso naturale e in cerca di nuovi avvallamenti in cui infilarsi. Il muro è il border fence che separa il Messico dagli Stati Uniti e che a Nogales mostra impietoso la sua forzata ragion d’essere. Alla barriera arrugginita della zona messicana dello Stato di Sonora sono addossate case, farmacie, hard-discount, negozi d’ogni tipo, auto in sosta, la stazione dei bus. Persino un vecchio cimitero. Attorno scorre la vita di tutti i giorni: bambini che giocano, carretti di tamales, pickup sgangherati, clandestini in attesa di una nuova occasione per saltare dall’altra parte. Non appena però lo sguardo furtivo scavalca il muro, sbirciando in Arizona, ci si accorge che al otro lado lo scenario è completamente opposto: una desolata pianura sabbiosa è la fascia di decompressione che permette ai mezzi della Border Patrol di pattugliare ininterrottamente la frontiera, mentre l’occhio delle telecamere a infrarossi – appollaiate in cima a pali di 15 metri – lancia intimidazioni orwelliane. Prima di...


Brasile, guerra tra narcos ed esercito a Rio

Nov 29th, 2010 | Categoria: news
Una lotta senza quartiere contro i narcotrafficanti, sparatorie in mezzo alle strade, i sobborghi di Rio de Janeiro come campi di battaglia. A farne le spese i poveri delle favelas dove i narcos in fuga si sono asserragliati. Ben duecento criminali hanno trovato scampo nel Complexo do Alemão, dopo gli scontri al Vila Cruzeiro che -nella sola giornata di sabato- hanno  lasciato sull’asfalto ben trenta morti, tutti trafficanti. A dar loro la caccia è il governo brasiliano che da circa una settimana conduce una vera e propria guerra contro i narcos. Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha inviato 800 uomini dell’esercito, insieme a uomini e mezzi dell’aeronautica e della Polizia Federale che si sono avvalsi addirittura di mezzi pesanti. Gli scontri di Vila Cruzeiro sono stati feroci, una sparatoria di quaranta ore che i federali hanno vinto solo grazie all’intervento della marina. Una battaglia è stata vinta ma non la guerra che invece continua casa per casa. ”Abbiamo dato tutte le possibilità di resa per evitare un bagno di sangue, ma non possiamo aspettare di più, non  intendiamo mantenere l’assedio per un’altra notte. E’ venuto il momento della resa dei conti” hanno dichiarato stamane, in un dispaccio, le...


Messico, la guerra e la fine di Tony Tormenta

Nov 8th, 2010 | Categoria: news
Antonio Ezequiel Cardenas Guillen, altrimenti detto “Tony Tormenta”, è stato ucciso sabato dai militari della marina messicana in un conflitto a fuoco presso Matamoros, una delle città sotto il controllo dei narcotrafficanti del cartello del Golfo, lungo la “frontiera Chica”, ossia la zona di confine col Texas. Cardenas deteneva il comando diretto del cartello del Golfo e aveva ereditato l’onere dal fratello Osiel, catturato nel 2003. Le informazioni in merito alla guerriglia urbana non sono ancora chiarissime e questo già dice quanto sia stata devastante. L’Ansa afferma che la durata dei combattimenti sia quantificabile in otto ore. Altri numeri della stessa fonte dicono che oltre al boss Cardenas, tra i trafficanti, siano caduti 4 individui e lo stesso numero di vittime sembra confermato tra i militari coinvolti nello scontro. Va considerato il fatto che tra marines e esercito le forze dell’ordine abbiano schierato nell’operazione 150 unità con tanto di jeep e elicotteri. Più fonti parlano anche di un morto nelle schiere dei cronisti che narravano la vicenda: Carlos Alberto Guajardo Romero, reporter del  quotidiano locale El Expreso – il dodicesimo giornalista ucciso in Messico dall’inizio del 2010. Il dato che allarma è quello relativo alle vittime civili: 47 morti. Dato non ancora...


Sei morti in due giorni a Ciudad Juarez, la mattanza dei narcos non si ferma

Nov 2nd, 2010 | Categoria: news
Matteo Zola
Quattro cittadini americani sono stati uccisi domenica a Ciudad Juarez, in Messico. La città è tristemente nota per la guerra che si combatte da anni tra bande di narcos e agenti della Policia Federal. Il procuratore capo dello stato di Chihuahua, Arturo Sandoval, ha confermato la morte dei quattro americani ma, ha aggiunto, non può specificare i motivi dei quattro omicidi. Presa nel pieno della guerra di mafia che contrappone i cartelli di Sinaloa e Juarez, Ciudad Juarez è diventata la città con più omicidi al mondo, con oltre 2000 persone uccise soltanto nel corso degli ultimi dieci mesi. Sabato scorso erano stati uccisi una donna e un ragazzo di cittadinanza statunitense ma di origine messicana. Si tratta di Giovanna Herrera e Luis Araiza, 15 anni: avevano appena attraversato il ponte di El Paso, che collega Stati Uniti e Messico. Di là dal ponte il bandierone a stelle strisce, di qua una fila di croci rosa a memoria del “femminicidio” che mai si è fermato e che uccide centinaia di donne all’anno. Lungo la frontiera tra Messico e Stati Uniti corre un muro, pensato per fermare l’immigrazione clandestina. Ma Stati Uniti e Messico sono unite dal Nafta (Nord American Free Trade Agreement)...


Messico: L’aquila insanguinata

Ott 20th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Cynthia Rodriguez
I dati non lasciano spazio a dubbi: 28mila le vittime della “guerra contro le droghe” in tre anni e mezzo di Governo, una media di 21 morti al giorno. Una guerra che colpisce tutta la popolazione, sia essa innocente o coinvolta nel narcotraffico. Viaggio nella terra messicana, alla scoperta di ciò che spesso non si apprende più dai mass-media ma dai social network (altro…)


Messico: il web contro la violenza dei narcos

Ott 8th, 2010 | Categoria: articoli
intervista a Cynthia Rodriguez di Simone Bauducco e Davide Ziveri
Inviati di guerra nel proprio paese. Come definire se non con queste parole la condizione dei giornalisti messicani. Sessantacinque inviati uccisi in 10 anni, 11 desaparecidos e 16 attacchi contro le sedi di giornali. Questi i numeri della guerra scatenata dai narcos nel paese che ha appena festeggiato il suo bicentenario. Uno Stato dove esistono vere e proprie aree di silenzio e dove il destino di chi prova a indagare è nelle mani dei narcotrafficanti. A Tamaulipas, a febbraio, sette giornalisti sono scomparsi nel nulla. Solamente il lavoro di un giornalista texano, che si è infiltrato nella zona, è riuscito a riportare l’attenzione su questo caso. Una spirale di violenza che ha esasperato gli animi dei cittadini delle regioni più colpite. Ma nel Messico dei narcos oggi si intravede qualche piccolo segnale di speranza. I famigliari delle vittime iniziano a parlarsi tra loro. Alcuni giornalisti hanno creato la rete “Periodistas a piè” per provare a unire il fronte della stampa che ha rinunciato alle illusorie promesse del potere e continua a non piegarsi di fronte alla violenza dei narcos. Cynthia Rodriguez è una giovane giornalista messicana del quotidiano “Proceso” che da quattro anni vive in Italia. Nel suo libro d’inchiesta “Contacto en Italia” ha...


Arrestato “El Grande”, boss del narcotraffico messicano

Set 13th, 2010 | Categoria: news
Sergio Villeareal Barragan detto “El Grande” è stato arrestato a Puerto de Hierro, nello stato di Puebla, dai marines messicani. Si tratta di uno dei membri più importanti del cartello Beltran Leyva, dilaniato da una faida interna che ha causato centocinquanta morti. I problemi all’interno del cartello sono iniziati il 16 dicembre 2009, quando le forze di sicurezza messicane uccisero il capo Arturo Beltran Leyva. Il cartello era stato poi colpito anche dall’arresto, il 30 agosto scorso, di Edgar Valdez Villarreal, detto ‘La Barbie’. A quel punto la lotta per il potere si è fatta violenta scatenando una guerra tra bande. Secondo Alejandro Poire, portavoce del governo federale sulla sicurezza: “Villarreal Barragan è stato fermato mentre usciva da una casa insieme ad altre tre persone”. L’arresto è avvenuto senza violenza e avrebbe portato al sequestro di quattro veicoli, di cui tre blindati. El Grande, 41 anni, è un ex poliziotto federale. Deve il suo soprannome all’altezza, superiore ai due metri. La rivista messicana “Proceso” aveva recentemente definito Villarreal Barragan “il boss più potente e temuto”. Era entrato in polizia a vent’anni ma ben presto ha preferito corrompersi coi narcotrafficanti iniziando a lavorare per vari cartelli. Sulla sua testa c’era una taglia da due milioni di dollari. Secondo...


Narcos messicani: otto vittime decapitate

Lug 28th, 2010 | Categoria: news
La guerra tra narcos in Messico non è mai finita. Stamane, svegliandosi, gli abitanti della periferia di Torreon – cittadina dello stato di Durango, nord del Messico – hanno trovato sui loro marciapiedi otto teste decapitate. L’identità delle vittime non è ancora stata ricostruita e non sono ancora stati rinvenuti nemmeno i corpi. Quello che si sa è che le teste appartengono a otto uomini di età tra i 25 e i 30 anni. Le teste sono state abbandonate, non a caso, in posti differenti della città. Solo due settimane fa, proprio a Torreon, un commando aveva freddato 17 giovani che si trovavano a una festa. Nei mesi precedenti, sempre nella stessa zona si erano verificati altri due episodi simili: scariche di proiettili su ragazzi in festa. Tutto questo accade nel triangolo tra Torreon, Gomez Palacio e Ciudad Juarez, a cavallo tra i due stati di Durango e Coahuila, crocevia del traffico internazionale di droga. Pochi giorni fa il portavoce del procuratore generale aveva dichiarato che i bossoli rinvenuti sulla scena della strage di Torreon del 15 luglio, e delle altre due stragi di Ciudad Juarez del 30 gennaio e di nuovo di Torreon del 31 gennaio, corrispondevano a quelli dei fucili...


Costa Rica, la povertà al servizio dei Narcos

Apr 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Agli indigeni di Talamanca fanno coltivare marijuana, ai contadini di Upala aprire nuove vie di trasporto e ai pescatori di Puntarenas, Quepos e Golfito operare nelle manovre di sbarco. Ecco come i narcotrafficanti riescono a raccogliere proseliti in quella che un tempo era conosciuta come la “Svizzera del Centroamerica” (altro…)


Panama, i traffici del canale

Apr 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
I lavori per l’ampliamento del canale iniziati nel 2008 e gli investimenti nel settore immobiliare fanno pensare a pesanti infiltrazioni dei cartelli colombiani. Nello stato in cui si registrano i tassi di crescita più alti dell’America Latina, corruzione e traffico di droga rischiano di comprometterne lo sviluppo (altro…)