Articoli con tags ‘ narcos ’


Le rotte del narcotraffico agli inizi del 2015

Gen 7th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Le multinazionali del narcotraffico, nell’anno appena concluso, hanno continuato a prosperare nonostante la (fallimentare) “guerra alla droga” lanciata nel mondo dagli americani oltre mezzo secolo fa. I flussi mondiali del narcotraffico interessano ormai tutti i continenti e non c’è alcun segnale che possa far pensare ad un’inversione di tendenza. Si vedrà cosa potrà accadere nell’autunno del 2016 quando ci sarà la preannunciata conferenza mondiale dell’ONU sugli stupefacenti. Ma non c’è da farsi molte illusioni su possibili sostanziali mutamenti nella politica di controllo delle droghe. Dubito fortemente che ci possano essere “ritocchi” alle diverse convenzioni Onu sulle droghe, l’ultima delle quali è del 1988.  Seguendo le rotte più disparate, termine preso in prestito dalla navigazione aerea e navale, le droghe hanno raggiunto quasi tutti i paesi del mondo. Tali itinerari che, ad un primo esame, possono apparire antieconomici, lunghi, in quanto complessi e tortuosi, presentano, in realtà, minori rischi di sequestro. La scelta degli itinerari dipende dalla droga che si tratta e sono diversi gli elementi che vanno valutati, a partire dalle connivenze con le autorità locali dei paesi di origine e di transito, alla possibilità di disporre di basi logistiche sicure, alla disponibilità di vettori, alla facilità negli approdi lungo...


Macelleria colombiana

Mar 11th, 2014 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
La Colombia continua ad essere un paese straordinariamente affascinante per le sue bellezze naturali e per la sua gente ma, altrettanto, per la violenza e la corruzione cha caratterizzano molte regioni. Nel 2013 si sono contati 15.234 omicidi. Nella sola città di Cali, un tempo la residenza di uno dei più poderosi cartelli del narcotraffico, sono state assassinate 1.962 persone. A Buenaventura, dall’inizio del 2014 le statistiche parlano già di 54 omicidi e alcune decine di persone “scomparse”. Teste decapitate e corpi di donne smembrati sono stati trovati in diversi punti del dipartimento del Cauca. A Cuba,intanto, da oltre un anno, proseguono le trattative di pace tra una delegazione del Governo colombiano e le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane) anche se, nonostante il “cessate il fuoco” imposto unilateralmente dal presidente Santos, diversi fronti della guerriglia ( anche dell’Esercito di Liberazione Nazionale), hanno proseguito nel 2013 e in questo scorcio di anno con attentati a istallazioni militari e imboscate, con morti e feriti, a poliziotti e militari. Le più recenti notizie parlano di un’imboscata ad una pattuglia dell’esercito il 9 marzo a Briceno (Antioquia), di un attacco delle Farc, il giorno seguente, ad un drappello di soldati con quattro morti e...


Il Venezuela del dopo Chavez alle prese con gravi problemi di sicurezza pubblica

Mar 7th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Si preannunciano serissimi problemi per il Venezuela dopo la morte, avvenuta un paio di giorni fa, del suo presidente Hugo Chavez (EL Indio, come veniva chiamato dalla gente comune), eletto sin dal 1999 e da allora saldamente al potere. A quei tempi le statistiche sulla criminalità indicavano in circa seimila gli omicidi su tutto il territorio nazionale. A fine 2011 si contavano quasi ventimila morti violente (19.336, secondo dati forniti, a gennaio 2012, dall’Associazione Venezuela Violence Monitor). Nella sola capitale Caracas, nei fine settimana, si registrano, mediamente, fra i 30 e i 50 omicidi (con punte anche di 100-120), in gran parte nei “barrios” di Petare e Catia, sulle colline che circondano la città, dove si vive in baracche di lamiera e calce. Drammatica anche la situazione dei sequestri di persona a scopo estorsivo: dai 41 casi del 1998 ai 712 denunciati nel 2010,ai 1150 del 2011 (ultimo dato disponibile fornito nel 2012 dal Cuerpo de Investigaciones Cientificas Penales y Criminalisticas). In molti casi si tratta di “sequestri lampo” che si concludono con il pagamento del riscatto e la liberazione dell’ostaggio in poche ore. Fenomeno criminale che ha colpito duramente anche la comunità degli italiani residenti nel paese. Nei primi sei...


Messico, trentacinquemila morti dopo

Apr 8th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
E’ stata scoperta un’altra fossa comune con 49 cadaveri a La Joya, una piccola comunità rurale del Tamaulipas, stato del nord del Messico al confine con il Texas. Lo stato di decomposizione ha spinto la polizia a sospettare che si tratti dei viaggiatori di un autobus dirottato il 25 marzo e di cui si erano perse le tracce. Il movente resta sconosciuto. Forse un movente non c’è nemmeno: quando la violenza e il sopruso diventano legge esse continuano a riprodursi al solo scopo di mantenere quel sistema di potere che su di esse si fonda. E il potere, nel Messico settentrionale, è detenuto dai narcos. La lotta al narcotraffico di Felipe Calderon, da cinque anni presidente del Messico, è prossima alla sconfitta. Una sconfitta che passa sui nomi e sui numeri dei cadaveri. Oggi, trentacinquemila morti dopo l’elezione di Calderon, ciò che di vivo resta nel paese protesta in silenzio. Un silenzio la cui voce è quella di un poeta: “Il mondo non è più degno di parola, ce l’hanno soffocata dentro”. Javier Sicilia, poeta ma soprattutto giornalista, è padre di una delle vittime della violenza dei narcos. Suo figlio è stato ucciso con altri otto ragazzi a metà...


Droni americani contro i narcos

Mar 18th, 2011 | Categoria: news
Obama e Calderon stringono un patto d’acciaio contro il narcotraffico. I presidenti americano e messicano decidono di rispondere alla violenza dei narcos con la violenza delle armi intelligenti. Così droni made in Usa sorvoleranno lo spazio aereo messicano, aerei senza pilota che potranno monitorare dai cieli le rotte dei trafficanti di droga e individuarne le basi. L’accordo tra Stati Uniti e Messico prevede anche l’addestramento di polizia e forze speciali, oltre che una nuova cabina di regia comune per lavorare insieme e scambiarsi dati di intelligence. Una strategia aggressiva per mettere fine all’escalation di violenza dei trafficanti di droga, che negli ultimi quattro anni ha lasciato sul campo più di 34000 vittime. L’esercito americano ha iniziato ad impiegare i propri droni nei cieli del Paese vicino in seguito all’uccisione dell’agente dell’immigrazione Jaime Zapata, freddato da alcuni uomini armati nel Nord del Messico il 15 febbraio di quest’anno. L’operazione è però contraria a quanto sancito dalla Costituzione messicana che vieta esplicitamente ogni ingerenza straniera, che si tratti di esercito o polizia, all’interno dei confini nazionali. Si è per questo deciso di mantenere un basso profilo, senza alcuna dichiarazione ufficiale in merito da parte dei...


Il capo dei capi

Feb 2nd, 2011 | Categoria: archivio articoli
Nel 2000, quando Vicente Fox salì alla presidenza della Repubblica con il partito Acciòn Nacional (Pan), Joaquín Guzmán Loera, narcotrafficante conosciuto come “el Chapo” Guzmàn, attuale capo del Cartello de Sinaloa, si trovava in carcere da sei anni. Trascorso un anno dall’insediamento del Governo di Fox, “el Chapo” riuscì a evadere dal carcere di massima sicurezza di Puente Grande, nello stato di Jalisco, che da allora è stato soprannominato “Porta Grande”. Inoltre, notizie risalenti a questo periodo riportano che, fin dal suo arrivo in carcere, “el Chapo” godeva di un potere enorme, tanto quanto altri due narcos, Héctor Luis Palma Salazar, conosciuto come “el Güero” Palma, e Arturo Martínez Herrera, detto “el Texas”. Voci, mai confermate, diffusero la leggenda di ingressi e uscite dal penitenziario a loro piacimento. La fuga, il silenzio. Il giornalista messicano Ricardo Ravelo, nel suo libro-inchiesta “Los capos”, racconta le strategie di fuga e le condizioni interne del carcere di Puente Grande, sottolineando che il giorno dell’evasione – il 19 gennaio 2001 – l’allora segretario della Pubblica sicurezza, Jorge Tello Peón, effettuò una visita al carcere insieme a funzionari della Commissione nazionale per i diritti umani e della Polizia federale. In seguito fu rivelato che i funzionari...


La creazione dei “cartelli”

Feb 2nd, 2011 | Categoria: archivio articoli
di Monica Angelini
In Messico attualmente si contendono il controllo dei traffici di droga numerose organizzazioni criminali, ciascuna con basi territoriali diverse ma con l’ambizione comune di avere il controllo esclusivo dei traffici. La dinamica di alleanze tra i diversi cartelli è estremamente mutevole e non permette l’esistenza di una leadership statica e incontrastata di un singolo gruppo; per questa ragione si alternano egemonie di cartelli maggiori a discapito della graduale scomparsa di quelli minori; i cartelli di Colima e del Milenio, per esempio, furono in procinto di scomparire, ma sono rimasti in vita grazie all’alleanza del cartello di Sinaloa, capeggiato da Joaquín “El Chapo” Guzmán, considerato uno dei più potenti. Conflitto ad alta intensità. Il Messico si stabilisce al sesto posto nella classifica mondiale di infiltrazione delle organizzazioni criminali nella società. Il controllo sul territorio si manifesta in una battaglia tra organizzazioni criminali per l’acquisizione delle rotte strategiche della droga verso gli Stati Uniti, spinta dalla volontà di ciascun cartello di avere la gestione esclusiva degli snodi strategici di comunicazione con i fornitori sudamericani e i consumatori nord-americani. Mentre gli stati di Michoacán e Guerrero, a sud-ovest del Messico, risultano preziosi per le coste sull’oceano Pacifico e per il collegamento con l’America del sud,...


Immersi nella guerra

Feb 2nd, 2011 | Categoria: archivio articoli
di Cynthia Rodríguez
In Messico il 2010 sarà ricordato non soltanto per il bicentenario dalla guerra di Indipendenza del 1810 e il centenario della Rivoluzione Messicana del 1910: battaglie in cui si ottennero terre per i contadini, diritti per gli operai e scolarizzazione per i giovani. Il 2010 passerà alla storia come l’anno in cui si sono raggiunti i livelli di violenza e terrore più alti da quando si ha memoria, esattamente dall’epoca della Rivoluzione. Senza dubbio un altro tipo di guerra, che non cerca l’indipendenza dai popoli invasori, come 200 anni or sono, o l’uguaglianza sociale, come cento anni fa, quando un gruppo di intellettuali messicani pianificò la fine della dittatura di Porfirio Diaz, in cui milioni di persone vivevano in povertà ed emarginazione. Il 2010 rappresenta un rovesciamento, perché oggi il Messico è immerso in una nuova guerra, il cui obiettivo è l’eliminazione di chi non accetta le “regole del gioco”, dove non si auspica più un futuro migliore, dato che la sola cosa importante è vivere un presente costruito su falsi idoli, che procurino soddisfazioni immediate. Una guerra in cui almeno otto cartelli di narcotrafficanti si contendono il territorio per portare droga dal Centro e Sud America verso Stati Uniti,...


“Ganzer aiutava i narcos”, le motivazioni della sentenza

Dic 28th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Guardie e ladri in combutta allo scopo «di realizzare clamorosi arresti e sequestri di droga». E’ quanto si legge nelle motivazioni della sentenza che condannò, nel luglio scorso, il generale dei Ros, Giampaolo Ganzer, a quattordici anni di reclusione, e che sono state rese note nella giornata di ieri. Motivazioni che inchiodano Ganzer alle sue responsabilità, cioè aver favorito i narcotrafficanti a causa della sua «legittima aspirazione ad ottenere speciali risultati nella lotta al crimine». Anche a costo che «l’appartenenza ad un corpo speciale facesse credere di potere agire con metodo di lavoro speciale». Secondo i giudici, dunque, Ganzer ha messo in piedi un sistema per il quale prima favoriva i trafficanti di droga, aiutandoli nei loro affari, per poi arrestarli con spettacolari interventi, buoni per i media e per le speranze di rapida carriera coltivate dallo stesso generale. Lo spiegano bene le motivazioni della sentenza emessa dai giudici di Milano, Luigi Caiazzo, Chiara Nobili e Paola Pendino, i quali non imputano a Ganzer generiche responsabilità, ma specifici indicatori di consapevolezza e partecipazione alla creazione all’estero di importazioni di droga organizzate apposta per essere poi scoperte e stroncate da spettacolari blitz. E in Ganzer individuano l’unico referente, poiché «a lui continuamente...


Corrotti!

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Narcomafie_11_2010 Braccia, non persone. Questo sono gli immigrati vittime di caporalato, lavoratori senza diritti, preda della criminalità. Da Castel Volturno al Trentino, uomini e donne, in cantiere come in azienda: il mondo del lavoro per chi è straniero è un inferno di abusi e miseria. Intanto, dall’altra parte della linea che divide ricchi e poveri, vittime e carnefici, un cancro si diffonde a ogni livello della società. E’ la corruzione, una pratica tanto diffusa in Italia da valere al nostro paese il 67° posto nella classifica di Transparency International, subito dopo il Ruanda. Un vizio assurdo che impoverisce lo Stato, privandolo di risorse ed energie. (altro…)