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Messico, 10 anni di narcoguerra

Dic 12th, 2016 | Categoria: articoli
di Thomas Aureliani
Sono trascorsi 10 anni quando l’11 dicembre 2006 Felipe Calderón inaugurò la guerra al narcotraffico. Oggi il Messico è dilaniato da un conflitto che sembra non avere fine. Cartelli della droga, polizie municipali, statali e federali, Esercito, Marina, autodifese armate. Gli attori del conflitto sono numerosi e hanno fatto piombare il Paese in una crisi umanitaria senza precedenti. Il Messico è oggi secondo solo dopo la Siria per numero di morti ammazzati a causa di conflitti armati (circa 15 mila tra gennaio e settembre 2016). Cosa non ha funzionato nella strategia di contrasto al narcotraffico? Entrato in carica solo dieci giorni prima quel fatidico giorno, l’ex presidente Calderón decise di avviare l’Operativo Conjunto Michoacán, la prima grande operazione del nuovo governo contro i cartelli della droga. Esercito e Marina sarebbero diventate, a partire da quel momento, le punte di diamante del governo federale per contrastare il potere criminale dei narcotrafficanti. Il massiccio dispiegamento dei militari in operazioni antidroga, orientate alla decapitazione della leadership dei cartelli (la cosiddetta kingpin strategy), si concretizzò proprio con la militarizzazione di zone ritenute emergenziali dal punto di vista della sicurezza pubblica. Presupposto fondamentale di questo più ampio coinvolgimento fu la considerazione che le forze di...


NarcoGuerra messicana: la violenza continua e il popolo imbraccia i fucili

Giu 8th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Fabrizio Lorusso (Estratto dal libro “NarcoGuerra. Cronache dal Messico dei Cartelli della Droga”, Ed. Odoya, 2015)   “La guerra alle droghe” nasce negli USA nel 1971 durante la presidenza di Richard Nixon, quando s’inasprisce la politica di criminalizzazione e mano dura applicata internamente e all’estero. Le Americhe si tingono di rosso, gli omicidi s’impennano, il continente diventa il più violento del mondo, soprattutto a sud. Quando, dopo il 1989, cadono l’Unione Sovietica e gli altri regimi a economia pianificata, gli Stati Uniti modificano il loro discorso. La guerra contro le droghe ritorna in auge, il pericolo non sono più i “comunisti” ma i “terroristi” o i “narco-terroristi”, a seconda dei casi, e trionfa la retorica anti-droghe e anti-terrorismo come asse di legittimazione degli interventi militari e delle ingerenze politiche internazionali americane. Nel nuovo millennio, a sud del Rio Bravo, la narco-guerra che l’ex presidente Calderón (2006-2012) ha lasciato in eredità al suo successore, Peña Nieto, ha creato in pochi anni una nuova mappa del crimine in Messico, con un quadro più frammentato in cui, però, predominano due grandi gruppi delinquenziali: il cartello di Sinaloa, che pare addirittura essersi rafforzato e che comunque ha uno dei suoi leader storici, El Mayo Zambada, in libertà,...