Articoli con tags ‘ Montenegro ’


Di chi ha paura Milo Djukanovic?

Lug 1st, 2014 | Categoria: articoli
di Stefania Bizzarri
Screditare gli oppositori, con ogni mezzo. “Informer”, tabloid belgradese, vicino al governo del presidente montenegrino Milo Djukanovic, nei giorni scorsi ha pubblicato a tutta pagina frammenti di un video di zoofilia, titolando se la protagonista fosse Vanja Calovic, voce critica del governo montenegrino e storica direttrice di Mans, autorevole Ong attiva da decenni nella lotta contro il crimine organizzato e la corruzione. Dalle colonne del giornale, venduto in Serbia e Montenegro, si chiedeva esplicitamente ai lettori di indagare se la protagonista del fantomatico video fosse davvero lei. Le minacce verbali alla leader della Ong non sono mai mancate, anche recentemente, di fronte al Parlamento, da parte dello stesso Djukanovic, irritato dalla pubblicazione di documentate relazioni e registrazioni audio che denunciavano l’uso improprio di fondi statali. Mans, infatti, sosteneva apertamente di poter fornire le prove di gravi irregolarità commesse da parte del Dps, il Partito Democratico dei socialisti del primo ministro Milo Djukanovic (alla guida del Paese dal 1998). Ma i limiti in questo caso sono evidentemente stati superati: “Questo tipo di campagne, confezionate da un determinato media, specificamente per screditare un singolo soggetto non si erano mai verificate in Montenegro” hanno dichiarato gli esponenti di Mans. L’Ong ha richiesto la consulenza di esperti...


Djukanovic, il “padrino” torna in sella

Ott 24th, 2012 | Categoria: articoli
di Alfredo Sasso e Matteo Zola
Ha vinto ancora lui, come era ampiamente previsto e come avviene ormai da più di 20 anni. La coalizione guidata da Milo Djukanović è la prima forza politica del Montenegro dopo le elezioni parlamentari svoltesi il 15 ottobre scorso. “Montenegro Europeo”, l’alleanza formata da tre partiti DPS, SDP e LP (rispettivamente Partito Democratico dei Socialisti, Partito Socialdemocratico e Partito Liberale) ha infatti ottenuto il 45% dei voti. Ma Milo non può cantare vittoria: per la prima volta dal 2001, infatti, la sua coalizione non ottiene la maggioranza assoluta (39 seggi, ne erano necessari 42) e perde circa 9 punti rispetto alle elezioni del 2009. Superiore rispetto alle aspettative è il risultato del “Fronte Democratico”, che ottiene il 23,8% dei voti e 20 seggi. Il Fronte, formato da due partiti NSD e PZP (rispettivamente Nuova Democrazia Serba e Movimento per i Cambiamenti, il primo nazionalista serbo moderato, il secondo liberal-conservatore), proponeva come candidato Miodrag Lekić, ex- ambasciatore jugoslavo ed ex-docente universitario alla Luiss di Roma. Djukanovic resta comunque uno dei più longevi politici europei, padre padrone di un Montenegro che non conosce un vero rinnovamento dal giorno dell’indipendenza ad oggi. Nominato per la prima volta premier nel 1991 a soli 29 anni, Djukanovic...


Traffico d’armi dal Montenegro, dove finisce l’esplosivo di Berane

Nov 2nd, 2011 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
Il 9 settembre scorso il giovane giudice albanese Skerdilajd Konomi viene ucciso con un’autobomba a Vlora, sua città natale. Il giudice Konomi era uno dei pochi, in Albania, a indagare su traffico d’armi e crimine organizzato. Una morte, quella di Konomi, che secondo il settimanale albanese Klan rappresenta la morte dello stato di diritto in un paese dove i giudici sono costantemente intimiditi e condizionati. Secondo gli inquirenti albanesi l’esposivo utilizzato per far saltare in aria la sua Mercedes arriva dal Montenegro. Si tratterebbe dello stesso esplosivo sottratto dalla fabbrica Polieks di Berane, in Montenegro appunto. Una fabbrica con grandi depositi di C-4 e Tnt che da sempre fanno gola ai trafficanti d’armi. Come spiegato dal quotidiano montenegrino Monitor, l’ultimo furto ha avuto luogo nel febbraio 2010, ma la fabbrica è già stata assaltata dai trafficanti nel dicembre 2009: in quell’occasione furono sottratti 96 chili di esplosivo V1 O70. Ancor prima, nel 2006, furono rubati duemila detonatori DK-8 capsule. Stesso copione nel 2005 e nel 2004. La fabbrica Polieks è da anni preda dei trafficanti senza che le forze di polizia montenegrine siano mai intervenute efficacemente per prevenire i furti. Esplosivo con marca Pep, prodotto a Berane, è stato sequestrato in...


Montenegro: dietro le dimissioni di Djukanoviç

Dic 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni, Orient Express
di Matteo Tacconi
Lo scorso 21 dicembre s’è dimesso Milo Djukanoviç, primo ministro montenegrino, il governante politicamente più longevo dei Balcani e d’Europa. Salì al potere nel 1991, appena ventinovenne. Da allora non s’è più schiodato e ha dettato tempi e ritmi della vita pubblica di Podgorica, riuscendo a conseguire nel maggio del 2006 l’indipendenza dalla Serbia e avvicinando ulteriormente, in questi ultimi anni, la giovane repubblica adriatica all’Europa. Djukanoviç, oltre alla longevità politica, è rinomato anche per i presunti legami con le organizzazioni mafiose. Negli anni 90 avrebbe cogestito con la Sacra corona unita il contrabbando di sigarette che a quei tempi caratterizzava il bacino Adriatico, facendo delle coste montenegrine un hub criminale e offrendo protezione ai latitanti pugliesi, secondo l’accusa della Procura di Bari, che arrivò a incriminarlo formalmente. Ma Djukanoviç, facendosi scudo con l’immunità diplomatica, ha schivato la possibile condanna e la sua posizione è stata archiviata per difetto di giurisdizione nel 2009. Terminata quella stagione il Montenegro è balzato nuovamente in testa alle cronache criminali, stavolta come lavanderia dei rubli sporchi delle mafie russe. A ridosso e dopo l’indipendenza le coste montenegrine hanno registrato una proliferazione di alberghi, strutture e villaggi turistici, night club e casinò. Tutti o quasi tutti costruiti...


Montenegro, porta aperta verso la Ue: bene così. Ma anche no

Dic 15th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Tacconi
Il Consiglio europeo, convocato a Bruxelles domani e venerdì, conferirà al Montenegro il rango di paese ufficialmente candidato all’adesione. I negoziati dovrebbero scattare, secondo quanto riporta la stampa internazionale, nel 2012. È comunque prematuro immaginare una data precisa sull’inizio delle trattative. Figuriamoci sull’ingresso. Ci sono molti fattori e molte variabili, d’altronde, che potrebbero rendere più celere del previsto oppure allungare la marcia montenegrina. Si vedrà. La decisione dei 27 non cade all’improvviso. Il Consiglio, infatti, accoglie il parere della Commissione, che a novembre, diffondendo l’annuale progress report sui paesi che aspirano a entrare nell’area comunitaria, aveva reputato la giovane repubblica adriatica pronta a compiere questo importante passo. Considerando la fatica con cui l’Ue guarda all’ex Jugoslavia e le tante promesse fatte negli ultimi anni ai Balcani, tutte o quasi tutte puntualmente disattese, la scelta dell’Ue sul Montenegro è un segnale incoraggiante. Indica che prima o poi il traguardo della completa “riunificazione europea” verrà tagliato. Bene così, dunque. Ma anche no. Il punto è che l’incentivo offerto al Montenegro induce a riflettere, vista la fedina non proprio limpida del paese. Negli anni ’90 il Montenegro divenne un avamposto criminale e il centro operativo, secondo la Procura di Bari, del contrabbando di sigarette nell’Adriatico,...


Droga, oltre cento arresti tra Nord Italia e Balcani

Nov 16th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Oltre cento persone arrestate, ben trecento uomini della polizia impegnati dalle prime luci dell’alba. Una vasta operazione antidroga che ha consentito di sgominare due reti criminali interconnesse, l’una – tutta italiana – composta da diversi gruppi con operanti tra Milano, Como, Varese, Biella, Torino e Genova. L’altra,  di carattere transnazionale, composta per lo più da cittadini serbi, montenegrini e sloveni. Dai Balcani al Nord Italia il business era uno solo: il traffico di cocaina. E non mancavano diramazioni in Sud America, al fine di procurarsi la materia prima, non bastando più il tradizionale smercio dell’oppio di provenienza afgana, da sempre esclusiva competenza della mala balcanica. Non a caso i vertici della rete sono stati localizzati in Serbia e in Slovenia dove, tra il 2007 e il 2009, si sono smerciate ingenti quantità di cocaina. In Nord Italia stavano poi cellule operative pronte alla diffusione capillare della merce sul territorio. L’operazione della squadra Mobile di Milano, durata oltre due anni e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo lombardo e l’intervento della Direzione nazionale antimafia, ha visto la partecipazione dell’Interpol, della Direzione centrale per i servizi antidroga e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato. In particolare, le indagini sull’organizzazione serbo-montenegrina sono...


Nuovi elementi nella caccia al boss Darko Saric

Set 1st, 2010 | Categoria: news
Si stringe il cerchio attorno a Darko Saric (foto), il boss del narcotraffico balcanico ricercato dai governi di mezzo mondo, Serbia in testa, e dalla Dea, la Drug Enforcement Administration americana. Anche la magistratura italiana – nello specifico le Procure di Napoli e Bari –  è sulle sue tracce, ritenendolo a capo di una cupola mafiosa dedita al traffico internazionale di armi, stupefacenti, sigarette e droga. Il latitante gode però della protezione di Milo Djukanovic, primo ministro a Montenegro, il quale controlla indirettamente – tramite il fratello Aco –  la banca Prva presso i cui conti ha depositato denaro sporco il boss Darko. (altro…)


I Balcani provano a fare sul serio

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli, Orient Express
di Matteo Tacconi
Serbia, Croazia, Bosnia, Bulgaria, Albania promettono lotta contro criminalità e corruzione. Vere battaglie o vane promesse per compiacere Bruxelles in vista dell’ingresso nell’Ue? Intanto Kosovo e Montenegro sfoderano sforzi irrisori e restano saldamente ancorati a criminalità di ogni tipo (altro…)


Cocaina? Chiedi ai serbo-montenegrini

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Stefania Bizzarri
Organizzati ed efficienti: i clan serbo-montenegrini negli ultimi anni sono riusciti a imporsi nel contrabbando mondiale di cocaina. Hanno basi operative lungo il Po, con centro a Milano, ma coprono tutto lo Stivale, perché le mafie italiane sanno che con loro i guadagni sono garantiti  (altro…)


I padrini dei Balcani

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Cecilia Ferrara
Una potente organizzazione di narcotrafficanti: a questo hanno dato vita le mafie balcaniche. Ma mentre la Serbia contrasta frontalmente l’ascesa dei nuovi clan, confiscando i loro beni, il Montenegro nega una piena collaborazione (altro…)