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Un Master per analizzare i fenomeni della criminalità organizzata

Gen 13th, 2014 | Categoria: news
Sono aperte le iscrizioni per il Master universitario di II livello in “Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata e strategie di riutilizzo sociale dei beni confiscati”, promosso dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Il Master è realizzato grazie al prezioso sostegno della Direzione nazionale antimafia, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Avviso Pubblico-Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie, Comitato Don Peppe Diana, Legambiente-Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità, FAI-Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane, Cultura Contro Camorra – Rete europea della società civile contro il crimine organizzato e Guardia di Finanza. L’obiettivo del Master è di fornire contenuti, strumenti e risorse utili per comprendere i fenomeni di criminalità mafiosa, le loro attività, l’impatto sul tessuto economico e sociale, oltre a individuare le strategie di intervento più efficaci volte a promuovere percorsi di antimafia sociale attraverso le opportunità che la legislazione offre in tema di riutilizzo sociale dei beni confiscati. La realizzazione di questi obiettivi si concretizza con la proposta di un progetto formativo basato su una logica interdisciplinare, rivolgendosi a diverse categorie di utenti: laureati, specialmente in discipline economiche, politiche, sociologiche, giuridiche, storiche ed economiche, interessati ad acquisire competenze...


Mafia e armi, l’Italia sa poco

Lug 3rd, 2013 | Categoria: news
di Monica Massari
Gli omicidi di mafia in Italia sono scesi del 43% tra il 2007 e il 2010, afferma l’ultimo rapporto Small Arms Survey dedicato alla violenza armata al di fuori dei contesti di guerre e conflitti nel mondo. Secondo le stime del rapporto reso noto oggi a Ginevra, i civili posseggono infatti quasi il 75% dei circa 875 milioni di armi da fuoco nel mondo e delle 526mila persone uccise ogni anno dalla violenza tra il 2004 ed il 2009, solo il 10% erano imputabili a conflitti armati, afferma la ricerca che esplora diversi tipi di violenza armata, da quella domestica a quella della mafia. ”Abbiamo identificato un calo del 43% tra il 2007 ed il 2010 degli omicidi collegati ai principali gruppi mafiosi italiani”, ma questi gruppi continuano a disporre di importanti arsenali”, ha affermato in una conferenza stampa Anna Alvazzi Del Frate, direttrice di ricerca dello Small Arms Survey. Secondo lo studio, dal 2007 molte organizzazioni mafiose italiane sembrano essere entrate in una fase di ”immersione” probabilmente strategica per non suscitare l’interesse delle forze dell’ordine e consolidare la loro presa nell’economia legale. Per l’autrice del capitolo del rapporto dedicato alla mafia, l’esperta Monica Massari, e’ dal 2004 che in Italia si...