Articoli con tags ‘ Mohamed ’


La morte del bracciante Mohamed. Intervista a Lello Gurrado, autore di “Fulmine”

Lug 23rd, 2015 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
Lello Gurrado (nella foto) vive a Milano, ma il suo cognome mente poco: parla pugliese più di quanto tanti accenti potrebbero dire. Barese, giornalista professionista da cinquant’anni,  prima inviato speciale in tutto il mondo, redattore capo dello storico Corriere d’Informazione, il quotidiano del pomeriggio del Corriere della Sera. Gurrado, ora, insegna scrittura creativa. E scrive libri. Una passione per la narrativa che l’ha portato a raccontare molte storie. Tra queste, quella di “Fulmine” (Marcos y Marcos), che descrive scene ordinarie di anormale sfruttamento nella Puglia dei campi e nel Veneto dei cantieri. Gli abbiamo chiesto un’opinione in merito a Mohamed, il bracciante morto martedì 21 nelle campagne salentine.   Un’altra estate, ancora un morto. Lì, a pochi passi dalle masserie, dalle discoteche, dai lidi, dai campeggi. È come se esistessero due Puglie? Certo, è proprio così. La Puglia di chi vive e, a pochi passi, la Puglia di chi muore. Ed è una scena che si ripete. Ricordo che qualche anno fa, nel luglio del 2011, ci fu nel Salento una grande manifestazione di protesta. Centinaia di braccianti di colore incrociarono le braccia per chiedere condizioni di lavoro migliori, una paga decorosa e, ancora una volta, per piangere la morte di uno di loro:...


Mohamed e il sogno infranto di tornare in Sudan

Lug 22nd, 2015 | Categoria: prima pagina
di Chiara Spagnolo
Mohamed era sudanese e aveva 47 anni. A inizio estate aveva lasciato moglie e figlia di tre anni a Caltanissetta per andare raccogliere pomodori e angurie in Salento. Il suo sogno di lavorare abbastanza da poter tornare a casa a settembre è finito in un pomeriggio torrido nelle campagne tra Nardò e Avetrana, con il termometro che segnava 39 gradi e i compagni che vedendolo accasciato a terra gli hanno buttato sul viso dell’acqua. Troppo poco per fermare il destino: un infarto non gli ha lasciato scampo, anche se il malessere era in corso da almeno tre ore e, se fosse stato soccorso in tempo forse, Mohamed si sarebbe salvato. Sui campi della vergogna, però, non c’è posto per la pietà. Bisogna lavorare sotto lo sguardo vigile dei caporali e così hanno fatto i colleghi del 47enne, trenta migranti di origine africana, due dei quali senza alcun contratto di lavoro come lui. Su questa e altre omissioni dell’azienda per cui lavoravano si concentra ora il lavoro della Procura di Lecce, che ha iscritto i titolari della ditta e un intermediario nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Un loro diverso comportamento avrebbe forse potuto evitare la morte di Mohamed...