Articoli con tags ‘ Modena ’


Ignoti entrano nell’ufficio di Enza Rando, curatrice delle costituzioni di parte civile in numerosi processi di mafia

Nov 28th, 2016 | Categoria: prima pagina
In una nota, l’associazione Libera commenta il grave episodio accaduto a Modena ai danni dell’avvocato Enza Rando (nella foto). “Nella notte tra il 25 e il 26 novembre, a poche ore dal convegno che si è svolto a Modena promosso da Libera dal titolo “Come cambiano le mafie idee e nuovi percorsi di contrasto” con la partecipazione  di Enza Rando , di Luigi Ciotti e dei procuratori Federico Cafiero de Raho e Franca Imbergamo, ignoti si sono introdotti nello studio di Modena dell’avvocato Enza Rando, vicepresidente di Libera e che per l’associazione cura le costituzioni di parte civili in numerosi processi di mafia, mettendo a soqquadro la sua stanza senza che alla stessa sia stato sottratto nulla, pur essendo a portata di mano Pc, penne e altri oggetti di valore. Tra gli elementi preoccupanti l’apertura delle ante di armadi in cui sono custoditi i faldoni riguardanti le costituzioni di parte civile nei processi di mafia. Esprimiamo preoccupazione ed inquietudine per il grave episodio contro Enza Rando, abbiamo piena fiducia nell’operato delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, ma dopo questo atto ci poniamo delle domande , ci chiediamo chi c’è dietro tutto questo? L’atto di venerdì scorso segue il linciaggio mediatico, durato...


Al fianco di Enza Rando

Nov 28th, 2016 | Categoria: prima pagina
Di Enza Rando si potrebbero scrivere molte altre cose, della sua vita personale e professionale improntata alla dedizione e all’impegno, all’accoglienza verso chi soffre a causa di un’ingiustizia. Per noi, familiari di vittime innocenti delle mafie, Enza Rando è il punto di equilibrio tra la professionalità con la quale svolge il suo lavoro e l’umanità con la quale riesce a leggere la realtà che è alla base del suo impegno. Per chi, come molti tra noi, non ha avuto risposte processuali di verità relativamente ai responsabili delle morti tragiche dei nostri cari, lei rappresenta un ottimo motivo per continuare a sperare. Alle mafie piace il silenzio, invece la presenza dell’Ufficio Legale di Libera, coordinato da Enza, nei processi che vedono implicati anche assassini pericolosi, assume il significato, non solo simbolico, di una richiesta di verità e giustizia da parte della stessa compagine sociale che Libera rappresenta, e nello stesso tempo rappresenta sostegno ai magistrati che svolgono un lavoro difficile e pericoloso. La migliore vicinanza a noi familiari delle vittime innocenti, la si esprime proprio in questo modo, attraverso la messa in atto di azioni che significano in modo evidente che le morti dei nostri cari non sono solo “affare” delle nostre famiglie, ma appartengono...


Mafie dal colletto bianco: a Modena la prima Carta etica dei professionisti

Feb 4th, 2011 | Categoria: articoli
di Giovanni Tizian
Una Carta etica per i professionisti modenesi. Contro corruzione e mafie, i professionisti hanno deciso da che parte stare. La Carta è destinata a fare scuola. I Professionisti di Modena, iscritti nei rispettivi Albi e aderenti al C.U.P. (Comitato Unitario delle Professioni di Modena) hanno scelto la strada dell’etica. Un documento di undici articoli che al momento rappresenta la prima esperienza a livello nazionale. La Carta etica, presentata venerdì 28 gennaio a Modena, rappresenta una novità assoluta, la prima in Italia, per il mondo degli Ordini professionali. Al convegno, dal titolo “Carte in regola: i professionisti modenesi sfidano con l’etica mafie e corruzione”, sono intervenuti Roberto Alfonso (procuratore capo della Dda di Bologna che ha confermato come in Emilia e a Modena siano radicate le cosche); Stefania Pellegrini (docente di sociologia del diritto presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Bologna) ha evidenziato, nel suo intervento la necessità per i professionisti di recuperare la consapevolezza del loro ruolo sociale, e Don Luigi Ciotti- fondatore e presidente di Libera- che ha concluso il convegno auspicando che la Carta “ si faccia carne” elogiando il “migliore dei testi antimafia”, la Costituzione. La Carta – articolo 10 – prevede la radiazione del professionista nel...


Proiettili, lambrusco e mattoni

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Il clan dei casalesi si è infiltrato in modo pesante nel mondo dell’edilizia. Con società controllate che si aggiudicano i subappalti, ma anche attraverso l’imposizione del pizzo alle centinaia di imprese di origine casertana che operano sul territorio Si dice che a Modena e dintorni la camorra si annidi principalmente nell’edilizia, e nell’edilizia siamo andati a cercarla. Gli appalti pubblici nel settore valgono 200 milioni di euro all’anno, quelli privati 400 milioni. Un fiume di denaro che da decenni attira imprese e lavoratori campani per lo più onesti, ma inutile negarlo, anche colonie di casalesi criminali. «570 imprese edili di origine casertana operanti sul territorio non possono non destare sospetti» sostiene il pm della Dda bolognese Lucia Musti, il magistrato che nel 2008 ha fatto condannare gli esecutori della gambizzazione dell’imprenditore Giuseppe Pagano da parte degli scagnozzi di Raffaele Diana. Centinaia di pagine di atti processuali descrivono come il clan dei casalesi abbia eletto questa provincia a luogo privilegiato di insediamento per le proprie imprese. Basta aprire il data base della Cassa edile di Modena, dove sono registrate le aziende con dipendenti che lavorano sul territorio, per imbattersi in decine di cognomi che, al di là dei casi di omonimia, evidenziano legami,...


«Ecco come hanno conquistato Modena»

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Intervista al capo della squadra mobile di Modena Amedeo Pazzanese Come inizia la colonizzazione del modenese da parte dei casalesi? Dagli anni 70 arrivano migliaia di cittadini della provincia di Caserta, in particolare Casapesenna, Casal di Principe e San Cipriano D’Aversa. Sono colonie di onesti lavoratori, che migrano dove c’è forte sviluppo edilizio. In quel periodo a Modena mancano piastrellisti, muratori, decoratori. La Campania è il serbatoio di mano d’opera naturale. Prima arrivano i manovali da soli, poi cominciano a salire le famiglie. Intanto gli operai cominciano a costituire ditte proprie, per aggiudicarsi i subappalti e incrementare i guadagni. Quando arrivano casalesi camorristi? A partire dagli anni 80 comincia a salire una piccola manovalanza criminale, persone problematiche, a volte mandati dalle famiglie nella speranza che abbandonassero le strade cattive intraprese nell’agroaversano. Si crea una colonia di soggetti che invece di lavorare come gli altri, onestamente, cominciano a fare piccole reati, rapine, assegni a vuoto, truffe. Cominciano a frequentare le bische che sono luogo di aggregazione di emigranti campani, dove giocano d’azzardo alla bassetta e alla zecchinetta. Di chi sono le bische in quegli anni? Sono in mano a Felice Maniero, che le gestisce attraverso soggetti modenesi, che gli pagano la percentuale. Gli emigranti di origine...


La compagnia del “Grand hotel Sant’Anna”

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
L’operazione Medusa ha rivelato la capacità dei casalesi di continuare i propri traffici anche una volta rinchiusi nel carcere di Modena. I nomi coinvolti nell’inchiesta raccontano la storia di 15 anni di infiltrazione mafiosa nel territorio Forse li ha traditi l’atmosfera festiva, che rende il carcere ancora più opprimente e acuisce la necessità di comunicare con l’esterno. O forse semplicemente è capitato perché tutti, anche i camorristi più navigati, prima o poi fanno un passo falso. Comunque sia, è stato proprio il giorno di Natale del 2007 che le cimici nascoste nel reparto di massima sicurezza del carcere Sant’Anna di Modena, nell’ambito di un monitoraggio nazionale dei detenuti appartenenti al clan dei casalesi, hanno registrato i primi segnali sospetti. Scampoli di dialoghi, gesti furtivi, movimenti inconsueti. Piccole anomalie che hanno catalizzato l’attenzione del Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria e della squadra mobile. Come l’armeggiare del detenuto della cella numero 8, Nicola Nappa, detto “Nicola ’o biondo”, con un piccolo oggetto di colore nero, nascosto nella scatola delle carte da gioco. O l’intimazione brusca – “non farti vedere” – che il compagno di cella Antonio Pagano, detto “’o pettulone”, gli ha rivolto preoccupato dalla sua disinvolta spensieratezza nel maneggiarlo. Oppure come quando, un...


I vermi nelle ciliegie

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Modena e provincia sono territori benestanti, dove vivono professionisti e imprenditori di rilievo, dove ogni anno vengono effettuati investimenti consistenti. Cosa c’è dietro tutta questa ricchezza? Siamo in grado distinguere i capitali frutto del lavoro onesto da quelli illeciti da reato circolanti nell’economia locale? A qualcuno interessa questa distinzione? C. G. è una persona simpatica, dallo spiccato accento emiliano. Fa il consulente dell’investimento mobiliare e del credito. Dopo una lunga esperienza in banca, ha deciso di mettersi in proprio, prima fondando un paio di società, oggi operando come libero professionista. Lavora in un ufficio sobrio al piano terra di una piccola palazzina di Modena. Mi ha raccontato di un furto subito nel 2006 nella sede di quella che allora era la società di investimenti fondata con altri due soci. Gli rubarono la borsa e i computer. «L’unica cosa che mi importava erano i documenti contenuti nella borsa, del tutto inutili per i ladri. Feci denuncia alla polizia naturalmente, senza alcuna concreta speranza di ritrovare la refurtiva. Un giorno mi chiama un amico, uno dei nostri consulenti che procurava clienti alla società. Mi dice che uno dei clienti portati da lui, di origine napoletana, si sarebbe interessato alla cosa, perché a Modena...


“Attento quando attraversi la strada”

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
I pochi politici che abbiano provato a sollevare il tema della penetrazione mafiosa nella florida economia modenese sono stati oggetto di intimidazioni e minacce del tutto distoniche rispetto al clima di tranquillità e pace sociale che respira in questi territori. È capitato nel settembre 2006 a Roberto Adani, all’epoca sindaco di Vignola, amena cittadina di circa 20 mila abitanti adagiata ai piedi delle colline tra Modena e Bologna. Gli furono recapitati dei proiettili con una lettera in cui venivano presi di mira i suoi famigliari. «Le minacce in realtà continuarono anche successivamente al fatto dei proiettili – ricorda l’ex sindaco –. La cosa strana è che mi giungevano strani messaggi attraverso amici degli amici degli amici, che mi dicevano di fare attenzione, che mi stavo mettendo in una situazione rischiosa, che “quelli” non ci mettevano nulla a pagare un albanese perché si ubriacasse mi investisse con l’auto mentre attraversavo la strada». In quel periodo Adani era impegnato in un rimpasto della sua giunta. «Alcuni soggetti avevano evidenziato dei limiti, legati anche a una concezione della politica legata allo scambio, che non mi appartiene». Nello stesso periodo stava cercando di allontanare alcuni dirigenti comunali, a suo dire, troppo legati a certi ambienti...


Modena, operazione contro il clan dei casalesi

Mar 10th, 2009 | Categoria: news
La Direzione distrettuale antimafia di Bologna ha emesso cinque provvedimenti di fermo nei confronti di tre esponenti del clan dei casalesi rinchiusi nel carcere di Modena e di due guardie penitenziarie. L’operazione, giunta a coronazione di indagini iniziate nel 2007, è stata condotta il 9 marzo dal Nucleo investigativo centrale della polizia di Stato, in collaborazione con la Squadra mobile di Modena e con il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Secondo i magistrati, alcuni boss rinchiusi nella casa circondariale della città emiliana e detenuti in regime di alta sicurezza, grazie alla complicità delle due guardie penitenziarie potevano intrattenere rapporti con l’esterno, per gestire i propri affari nella provicia modenese e i contatti nell’agro-aversano. Le due guardie carcerarie – originarie di Carinola (Ce) e Caivano (Na) – avrebbero consentito l’ingresso nella struttura carceraria a persone non autorizzate che intrattenevano colloqui proprio con i casalesi fermati. Avrebbero inoltre avvertito i camorristi della possibilità di essere intercettati in carcere. In cambio della loro collaborazione avrebbero ottenuto la gestione di due circoli privati (in realtà bische clandestine site a Carpi e Castelfranco Emilia) controllati dai boss. I due club privati sono stati sequestrati e altre cinque persone denunciate. Da alcune intercettazioni risulterebbe inoltre la volontà dei tre...


Mappa dei Cpt italiani

Lug 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Riportiamo qui di seguito la mappatura degli istituti presenti nel nostro Paese. Le notizie raccolte fanno riferimento a: tipo di struttura; dislocazione rispetto al centro abitato; capienza massima; tipologia degli ospiti; budget per persona giornaliero; continuità di esercizio; gestione. I dati sono stati elaborati sulla base della lettura del Rapporto di Medici Senza Frontiere (MSF) curato da Luca Leone Centri di Permanenza Temporanea e Assistenza, anatomia di un fallimento edito da Sinnos nel 2005 e del Rapporto di Amnesty International Italia. Presenza temporanea, diritti permanenti. Il trattamento dei cittadini stranieri detenuti nei centri di permanenza temporanea e assistenza (Cpta). Agrigento “Contrada San Benedetto” Ex hangar in muratura; zona industriale, lontano dal centro abitato; 108 posti; 96 uomini e 12 donne; euro 30,54 cad/giorno; chiuso per ristrutturazione dall’ottobre 2004 e “in via definitiva” dal dicembre 2004, a seguito delle osservazioni espresse dal Comitato per la prevenzione della tortura e dei trattamenti e pene crudeli, inumani e degradanti del Consiglio d’Europa. Fonti non confermate sostengono che il centro verrà riaperto nel 2005 dopo i relativi lavori di ampliamento; gestione Misericordia/Asi.  Lampedusa Cinque container; è anche Centro di Identificazione (Ci); situato nella zona aeroportuale dell’isola. Dista circa 205 km dalla costa della Sicilia e circa 300 km dalla...