Articoli con tags ‘ misure di prevenzione ’


Italia, terra di gioco (ir)responsabile?

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Daniela Capitanucci - Associazione And (Azzardo e Nuove Dipendenze)
A dispetto della crisi economica, il settore dei giochi pubblici anche nel 2009 ha mostrato un incredibile tasso di crescita, con un aumento rispetto all’anno precedente di circa il 14%, e un consuntivo di 54 miliardi di euro. In Italia è possibile “comprare” gioco in più di 150.000 luoghi e solo meno di 3.000 di questi sono centri specializzati (agenzie e negozi di scommesse e sale Bingo): il resto sono tabaccai, bar, supermercati ed altri punti di commercio “generico” (dati tratti da Remo Molinari, Jamma, 2009. Gioco e minori. Quanta ipocrisia!). In aggiunta a questi, da un po’ di tempo, abbiamo a disposizione anche qualche centinaio di self service per comprare Gratta & Vinci. E’ sufficiente entrare in uno qualsiasi di questi luoghi per constatare quanto il gioco abbia pervaso la nostra vita quotidiana, quella dei nostri figli e dei nostri nipoti. Problema nazionale, risposte locali. Il dilagare del gioco d’azzardo legale nel nostro tessuto sociale ed economico, anche se è sotto gli occhi di tutti, viene ancora minimizzato o ignorato nella più totale ipocrisia: il Gap (gioco d’azzardo patologico) viene trattato in Italia ancora alla stregua di un “vizio” individuale, appannaggio di rari personaggi intrinsecamente devianti, piuttosto che un problema...


Quando il gioco è patologico

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Mauro Croce di Francesca Rascazzo
La diffusione del gioco d’azzardo comporta l’aumento di giocatori dipendenti. Ma in Italia i servizi loro dedicati sono carenti e disomogenei sul territorio. E la prevenzione non gode di salute migliore (altro…)


Piano antimafia: novità positive ma la “zona grigia” resta fuori

Ago 24th, 2010 | Categoria: articoli
di Luigi Ciotti
Ha molti aspetti positivi il piano antimafia votato in questi giorni in Senato. Positivo che entro un anno il governo s’impegni a redigere un testo unico antimafia che armonizzi una materia giuridica tanto complessa. Apprezzabili le misure di prevenzione, pur trattandosi ancora di direttive, e la volontà di potenziare lo strumento della confisca dei beni – anche se lascia perplessi il termine di un anno e sei mesi, prorogabile fino a un anno, per il passaggio dal sequestro alla confisca. Bene l’istituzione di una banca dati nazionale così come le misure che entrano subito in vigore: dalla tracciabilità dei flussi finanziari della spesa pubblica, ai controlli fiscali, alle “stazioni” regionali che vigilano sugli appalti e la trasparenza dei contratti, alle operazioni “sotto copertura” anche in relazione ai reati ambientali, al più forte coordinamento degli organismi contro il crimine organizzato. Passi che, se concretizzati, renderanno più efficace il già ottimo lavoro dei magistrati e delle forze di polizia, ma che non devono farci dimenticare altri aspetti che necessitano a loro volta di una revisione e di un potenziamento. Penso, ad esempio, alla delicata questione dei testimoni di giustizia. E’ necessaria qui una diversa filosofia nell’approccio al testimone e un più adeguato progetto di...