Articoli con tags ‘ Minotauro ’


Torino, inchiesta San Michele: al via il rito ordinario del processo

Set 15th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Giuseppe Legato
Ci sono volute 996 pagine di ordinanza di custodia cautelare e 40 mila tra annotazioni, interrogatori, integrazioni e verbali di perquisizione per raccontare la nuova ’ndrangheta sotto la Mole. Che viene dopo Minotauro ma che  con Minotauro – 153 arresti, 1064 anni di carcere, 9 locali individuate – condivide  la base e non l’altezza. Ne viene fuori un triangolo diverso, per certi versi di un’organizzazione più metropolitana, più moderna che si muove sotto traccia, senza omicidi, cercando di “zittire qualsiasi attrito sul nascere”. Ma pensa in grande: guarda alle grandi opere. Il gip annota: “È da segnalare come le acquisizioni derivanti dalle indagini compiute dimostrino come la ’ndrina di San Mauro Marchesato a Torino sia dedita, oltre che al compimento di specifici reati tradizionalmente caratteristici dell’associazione (quali le estorsioni), al sistematico ingresso      nelle attività economiche e politiche del territorio nella quale è radicata, attraverso la progressiva infiltrazione nel mondo della politica e dell’imprenditoria”. Politica e imprenditoria. Chiaro, no? E che così fosse, che ci si trovasse di fronte più a una holding che a un esercito di mafiosi e basta, lo aveva spiegato bene, in un interrogatorio del 2013 il collaboratore di giustizia Francesco Oliverio. Ai pm Roberto Sparagna e Antonio Smeriglio...


Calabria, arrestato il latitante Natale Trimboli

Gen 21st, 2015 | Categoria: news
Natale Trimboli, 46 anni (nella foto), considerato tra i trenta ricercati più pericolosi in ambito internazionale e per questo inserito nell’elenco del ministero dell’Interno, è stato arrestato questa mattina a Molochio, nella Piana di Gioia Tauro. La sua latitanza era iniziata cinque anni fa; con lui sono stati arrestati anche Natale Altomonte, Santo Surace e Carmine Luci, considerati suoi fiancheggiatori: in particolare, Luci aveva la disponibilità dell’appartamento dove si nascondeva Trimboli. Quest’ultimo è stato definito dal colonnello Falferi, al termine dell’operazione condotta dai Carabinieri di Taurianova, “un personaggio di peso nella criminalità organizzata, l’uomo di collegamento tra le cosche della Locride e il nord Italia”. Considerato un “santista” di Volpiano, comune alle porte di Torino, uomo di spicco della cosca Trimboli-Marando di Platì, il criminale 46enne ha alle spalle numerosi anni di carcere per traffico di droga e associazione a delinquere di stampo mafioso. Coinvolto nell’inchiesta “Minotauro”, su di lui gravano due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal tribunale di Torino per omicidio plurimo aggravato, occultamento di cadavere ed associazione a delinquere di tipo mafioso in riferimento agli omicidi di lupara bianca di Antonio e Antonino Stefanelli avvenuti nel 1998, oltre ad un ordine di esecuzione pena di 2...


Più formazione sui temi di mafia per i magistrati del nord

Lug 3rd, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Manuela Mareso
Misure di custodia cautelare revocate per Rosario Marando, imputato per associazione mafiosa nel processo Minotauro e per omicidio nel processo riaperto a Torino per l’uccisione, nel 1997, di Antonio e Antonino Stefanelli e Francesco Mancuso. La testimone di giustizia Maria Stefanelli ha espresso ieri (2 luglio, ndr) grande preoccupazione per un provvedimento da parte dei giudici che non solo la inquieta per la sua incolumità, ma che la delude per il merito delle motivazioni espresse. Ecco il parere del suo legale, Cosima Marocco.   Avvocato Marocco, la sua assistita ha manifestato un forte sconcerto per la scarcerazione di Rosario Marando. Come commenta il comportamento di Marando alle udienze del processo Stefanelli e Minotauro? Condivido pienamente lo sconcerto della mia assistita in quanto Rosario Marando avrebbe dovuto finire di scontare una condanna definitiva nell’aprile 2014 ed era, fino al mese scorso, sottoposto a misura cautelare nel processo Minotauro, mentre oggi è praticamente libero, soggetto soltanto alla misura dell’obbligo di firma quotidiano. Dopo la deposizione della mia assistita nel processo per l’omicidio degli Stefanelli, di Mancuso e di Romeo e, successivamente, nel processo Minotauro, l’imputato ha iniziato a tenere un atteggiamento fortemente intimidatorio e screditante nei suoi confronti. Questo comportamento prova che la testimonianza della...


Io, tradita dai giudici

Lug 2nd, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Manuela Mareso
Quindici anni di solitudine. Di fuga, di isolamento. Per lei e sua figlia. Nessun contatto con la famiglia, nessun amico. Per loro ormai è un’“infame”, e l’hanno cancellata dalle loro vite. Nessuno a cui poter raccontare il suo passato. Un nuovo nome, una nuova identità. È la storia di Maria Stefanelli, testimone di giustizia contro la ‘ndrangheta dal 1998, dopo una vita di violenze e brutalità. Una voce che fuori dai tribunali nessuno ha mai sentito, e oggi, per la prima volta, decide di spezzare il silenzio. Il motivo è la decisione dei giudici di Torino – chiamati a emettere il verdetto di primo grado nel maxi processo sulla ‘ndrangheta in Piemonte ora alle battute finali – di revocare l’ordinanza di custodia cautelare per Rosario Marando, elemento di spicco della famiglia di Platì (Rc) che da 30 anni comanda a Volpiano, nell’hinterland torinese. “Sono molto preoccupata per l’incolumità della mia cliente”, dice l’avvocato Cosima Marocco. “Rosario Marando ha più volte espresso un fortissimo livore nei suoi confronti, sia al processo Minotauro, dove è imputato per associazione mafiosa, sia al processo Stefanelli, in cui è accusato di omicidio. Era detenuto per narcotraffico, sarebbe dovuto uscire nell’aprile del 2014, invece con un cumulo...


L’ora della verità. Trent’anni fa l’omicidio Caccia, un mistero ancora irrisolto

Giu 26th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Nicola Tranfaglia
Chi avrà l’occasione di leggere “Il giudice dimenticato” di Nicola Tranfaglia e Teresa de Palma per le Edizioni Gruppo Abele, si renderà conto che siamo di fronte a uno dei misteri italiani che resiste ancora a cinque processi già celebrati. Il 22 giugno scorso un articolo sul quotidiano «La Stampa» ha portato alla luce nuovi spunti e particolari sulla vicenda che tolse di mezzo uno dei migliori magistrati che aveva combattuto con le armi della giustizia – con tutte le garanzie previste – le Brigate Rosse per il rapimento Sossi e che da alcuni anni si occupava delle mafie presenti in Piemonte e non a caso della cosca ‘ndranghetista di Domenico Belfiore, divenuta negli ultimi anni una potenza finanziaria, in grado di controllare il Banco dei pegni di piazza Carignano e la gioielleria di via Roma Corsi, ma soprattutto avendo rapporti non chiari con alcuni magistrati torinesi anche attraverso il tesoriere della banda Franco Gonella. Hanno tutte le ragioni, a mio avviso, i tre figli del procuratore che ora hanno chiesto con il patrocinio dell’avvocato Repici, la riapertura del processo. L’episodio, appena riferito dal quotidiano torinese, riguarda un’intercettazione del 19 giugno 2009 di cui è venuto in possesso il legale che ha assunto...