Articoli con tags ‘ minori e mafia ’


I Miserabili

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Angela De Lorenzo
Gli assassini del piccolo Domenico Gabriele, ferito alla testa il 25 giugno 2009 nell’agguato a Gabriele Marrazzo e morto dopo tre mesi di coma, hanno un volto. Dietro di loro storie di povertà culturale e violenza inaudita  (altro…)


Se neanche l’omertà può salvare

Nov 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Non ce l’ha fatta Domenico Gabriele, undicenne di Crotone, colpito da una pallottola mentre giocava a calcio e morto dopo tre mesi di agonia. Unica sua colpa quella di essersi trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato. Un killer della ’ndrangheta aveva sparato all’impazzata sui giocatori pur di centrare il suo obiettivo   (altro…)


Bambino ferito, arrestati i mandanti

Dic 10th, 2008 | Categoria: news
Il 6 giugno scorso Antonino Laganà, di soli 4 anni, era rimasto ferito per errore in un agguato di ’ndrangheta a Melito Porto Salvo, mentre partecipava a una recita all’aperto per festeggiare la fine dell’anno scolastico: un killer aveva improvvisamente fatto fuoco e un proiettile vagante lo aveva raggiunto al volto. Ricoverato prima a Reggio Calabria e poi trasferito a Roma, Antonino è stato sottoposto a delicate operazioni. La degenza si è protratta fino allo scorso novembre. Obiettivo del killer era il pregiudicato Francesco Borrello, 50 anni, che se la cavò con alcune ferite alle gambe. Il 3 dicembre scorso, su richiesta della Dda di Reggio Calabria, il Gip presso il tribunale ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Leonardo e Antonino Foti, zio e nipote rispettivamente di 30 e 26 anni. Secondo gli inquirenti i due sarebbero i mandanti  e gli ideatori dell’agguato. Scalpore fece l’omertà dei presenti, nessuno dei quali fornì indicazioni utili all’individuazione del colpevole agli inquirenti nonostante l’indignazione suscitata dal ferimento del piccolo. Un appello alla collaborazione dei cittadini di Melito Porto Salvo, finalizzata alla cattura dell’esecutore dell’agguato, è giunto dall’on. Angela Napoli, membro della Commissione antimafia: «Nessuno può essere reticente rispetto alla necessità...


Agguato a Palmi, quattordicenne in fin di vita

Dic 10th, 2008 | Categoria: news
Il 19 novembre scorso, nella piana di Gioia Tauro, un agguato di stampo ’ndranghetista è costato la vita a Salvatore Melara, 38 anni, precedenti per rapina, reati contro la persona e un’incriminazione per associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti l’uomo sarebbe stato vicino alla cosca Parrello-Condello, coinvolta in una faida con la famiglia Gallico che negli anni ha lasciato sul campo decine di cadaveri. Nel 2002 aveva sparato a un carabiniere che voleva eseguire un ordine di carcerazione a suo carico, ferendolo alle gambe. L’uomo era uscito dal carcere l’ultima volta lo scorso agosto. È stato raggiunto da una scarica di proiettili mentre accompagnava il figlio Francesco a scuola. L’agguato è scattato nei pressi di Palmi, sulla strada che porta a Gioia Tauro. Padre e figlio erano diretti a Polistena, dove il quattordicenne frequentava un istituto professionale. I killer hanno affiancato la loro Smart e hanno fatto fuoco uccidendo sul colpo Melara, mentre il figlio è stato gravemente ferito alla testa con due proiettili. I medici del reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Reggio Calabria hanno definito le sue condizioni “disperate”. Nel 1991 a Palmi era stato assassinato Giuseppe Melara, fratello della vittima. All’epoca dei fatti si ipotizzò che l’omicidio costituisse la...


Secondigliano, feriti in agguato 5 minorenni

Nov 10th, 2008 | Categoria: news
Nella notte tra il 1° e il 2 novembre, a Secondigliano, periferia nord di Napoli, cinque ragazzi minorenni di età compresa tra i 12 e i 16 anni sono stati feriti a colpi di arma da fuoco mentre si trovavano all’interno del circolo ricreativo “Zanzi” di via Abate Desiderio. Il blitz è scattato poco prima della mezzanotte. Il gruppo di fuoco, composto da 3 o 4 uomini giunti a bordo di due motociclette con i volti coperti da caschi integrali, ha sparato circa 40 proiettili calibro 9×21. Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi investigativa, ma è certo che il commando non avesse intenzione di uccidere, visto che i colpi sono stati sparati verso il basso e i feriti – che non sono gravi e sono stati giudicati guaribili nel giro di un mese – sono stati colpiti di rimbalzo. Al vaglio degli investigatori diverse ipotesi: un agguato di camorra maturato nell’ambiente dello spaccio della droga, oppure un’azione di criminalità comune, come ha sostenuto il dirigente del commissariato di Secondigliano Sergio Di Mauro subito dopo la sparatoria. I ragazzi feriti sono tutti incensurati, ma provengono da famiglie note alle forze dell’ordine. L’inchiesta è condotta dal pm della Dda di Napoli Paolo...


Bari, “kamikaze” al servizio del clan

Mar 10th, 2008 | Categoria: news
Il 25 febbraio scorso un mega blitz dei carabinieri ha portato un duro colpo al clan Telegrafo, uno dei più potenti e pericolosi di Bari, radicato nel quartiere San Paolo. All’operazione hanno partecipato oltre 300 militari, supportati da elicotteri e da unità cinofile, coordinati dal comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Gianfranco Cavallo. L’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Gip Michele Parisi su richiesta del pm della Dda barese Desirè Digeronimo, ha determinato l’arresto di 24 persone, tra cui Lorenzo Valerio, 40 anni, già detenuto in carcere, Donato Telegrafo, figlio del boss Nicola morto in carcere nel 2004, e Carlo Iacobbe, 38...


Bari, bambino picchiato da coetaneo: non bacia le mani

Feb 10th, 2007 | Categoria: news
Un ragazzino di undici anni ha preteso per l’ennesima volta che un suo compagno di classe gli baciasse le mani, come segno di sottomissione. Il rifiuto del coetaneo lo ha indispettito tanto che al cambio dell’ora, in un momento in cui in aula c’erano gli altri studenti ma non gli insegnanti, lo ha picchiato al punto da costringerlo al ricovero in ospedale. Il fatto, secondo l’agenzia AdnKronos, sarebbe avvenuto nel dicembre scorso in una scuola media di Bari. L’atto di prevaricazione, dovuto ad imitazione di modelli criminali adulti, è stato compiuto dal figlio di un pregiudicato. I genitori della giovane vittima, ricoverata per una settimana, hanno denunciato il fatto alla Polizia, che ha trasmesso un’informativa ...


Polemiche e ambiguità

Feb 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Dopo le stragi del 1992 il nuovo ruolo dei collaboratori di giustizia apre uno squarcio in Cosa Nostra. Ma i benefici – eccessivi? – di cui i pentiti godono e il ritorno al crimine di alcuni di loro tengono costantemente vivo il dibattito La notizia dei permessi premio concessi a Giovanni Brusca è del 12 ottobre 2004 e, come tutte le vicende che riguardano l’ex boss di San Giuseppe Jato, ha suscitato una serie di polemiche che si sono trascinate per giorni sulle pagine dei giornali. Del resto Brusca non è un pentito qualunque. Autore di oltre 100 omicidi, è l’uomo che ha premuto il pulsante del telecomando nell’attentato in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini di scorta, ed è lo stesso che ha ordinato l’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio undicenne del pentito Mario Santo Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido per vendetta nei confronti del padre. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha concesso a Brusca la possibilità di ottenere permessi premio ogni 45 giorni o al massimo ogni due mesi. Questa autorizzazione, ottenuta per buona condotta del detenuto – in carcere dal 20 maggio 1996, giorno del suo arresto –, sarebbe stata...


Dove abita il boss?

Gen 10th, 2005 | Categoria: news
La malavita di Bari vecchia, per presidiare il territorio e tutelarsi dalle incursioni delle forze dell’ordine e dei killer dei clan nemici, oltre a servirsi di giovani vedette armate, che sfrecciano indisturbate sui loro motorini nella dedalo di vicoli del centro, ha inventato un altro stratagemma: cambiare l’ordine dei numeri civici delle abitazioni. Dove c’era il 15 si può trovare l’86, dove c’era il 95  il 14, e così via. Si tratta non solo di un espediente concreto, finalizzato a disorientare chiunque in quei vicoli non sia nato – dal postino che deve consegnare una raccomandata all’ufficiale giudiziario che porta un invito a comparire – ma anche di un modo simbolico per ribadire che le regole dello Stato, in quelle stradine, non contano nulla e che vigono quelle dei clan.


Educazione a delinquere

Giu 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Mafiosità come stile di vita al Sud, “malessere del benessere” al Nord e al Centro. In mezzo, la devianza coatta dei giovani stranieri. Viaggio nell’Italia dell’adolescenza a rischio Se la devianza dell’Italia centro-settentrionale è caratterizzata dalla massiccia presenza di ragazzi stranieri (circa il 40% del totale nel 1998), profondamente diversa è invece la situazione delle regioni meridionali, nelle quali l’incidenza dei giovani stranieri è decisamente modesta rispetto a quella dei ragazzi italiani. L’inquinamento mafioso dei minori italiani si manifesta sia con il coinvolgimento diretto e strumentale nelle azioni dell’organizzazione criminale, compresi i reati più gravi (omicidi, estorsioni, rapine) sia con la trasmissione della subcultura della mafiosità, riscontrabile nel frequente uso delle armi anche da parte di minori non coinvolti nella criminalità organizzata o nel diverso atteggiamento che i ragazzi hanno nei rapporti sia con gli operatori sociali dei servizi che con il giudice minorile, con cui difficilmente accettano un colloquio autentico. Bilancio familiare?ci pensano i figli. È questo il frutto dell’esasperarsi del fenomeno mafioso, tradizionalmente presente in Sicilia, Campania e Calabria, e diffusosi a partire dalla fine degli Anni Ottanta anche altrove. La Sacra Corona Unita pugliese è quasi certamente un fenomeno indotto, nato quando le organizzazioni criminali siciliane, campane e calabresi,...