Articoli con tags ‘ Michele Zagaria ’


Sandro Ruotolo sotto scorta dopo essere stato minacciato dal boss Michele Zagaria

Mag 6th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Marta Pellegrini
Anche Sandro Ruotolo sarà scortato. Il giornalista di “Servizio Pubblico”, su disposizione del Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, da alcune ore è sotto la protezione dello Stato. La decisione è stata assunta a seguito di alcune intercettazioni in carcere nelle quale il boss dei casalesi, Michele Zagaria, affermava di volerlo morto. «‘O vogl’ squartat’ vivo», è la frase registrata che ha fatto scattare l’allarme degli inquirenti. Una frase ascoltata mentre il boss parlava con altri detenuti in regime di 41 bis. All’origine delle minacce un’intervista a Carmine Schiavone, nella quale emergevano i rapporti tra il boss campano e i servizi segreti tra il 2007 e il 2009, periodo nel quale Zagaria era latitante. A diffondere la notizia delle minacce e del provvedimento per la protezione di Ruotolo è stata la stessa trasmissione televisiva, che sul sito ha lanciato l’ashtag “#stoconsandro”. Il pool di magistrati impegnati contro la camorra, a Napoli, è al lavoro per chiarire la natura e la consistenza delle minacce. In cella il boss sembrerebbe aver dato segni di nervosismo e stress in relazione ad un presunto traffico di rifiuti. Ruotolo infatti stava lavorando a partire da alcune informazioni raccolte da Rosaria Capacchione (giornalista del «Mattino», oggi senatrice del Pd). In...


Arrestato Nicola Cosentino: tra i reati estorsione con finalità camorristica

Apr 3rd, 2014 | Categoria: news
L’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino è stato arrestato questa mattina in seguito a un’ordinanza emessa dal Gip di Napoli su richiesta dei pm Antonello Arbituro, Francesco Curcio e Fabrizio Vanorio. Diverse le accuse: estorsione, concussione, illecito, concorrenza con violenza e minaccia, calunnia, favoreggiamento personale, riciclaggio; tutti i reati sono aggravati dalla finalità camorristica. Tredici in tutto gli arrestati, tra i quali figurano anche i fratelli del politico, Giovanni e Antonio Cosentino, tre funzionari dell’ufficio tecnico del Comune di Casal di Principe, un funzionario della Regione Campania, due dipendenti della “Q8 Petroleum”, Pasquale e Antonio Zagaria, fratelli di Michele Zagaria, il boss del clan dei Casalesi. I fratelli Cosentino risultano titolari di “Aversana petroli”, “Aversana Gas” e “Ip Service”.  Secondo i pm di Napoli i fratelli Cosentino, in concorso con dirigenti pubblici, funzionario della Regione e del Comune di Casal di Principe, e complicità di funzionari della Q8, hanno ottenuto rapidamente il rilascio di permessi e licenze per costruire impianti, anche quando c’erano cause ostative. Inoltre avrebbero costretto amministratori e funzionari pubblici locali a impedire o rallentare la costruzione di impianti di aziende concorrenti anche con atti amministrativi illegittimi. Quello di stamane si configura come il secondo arresto in poco più di un...


Decapitato il clan dei Casalesi: arrestato Michele Zagaria

Dic 7th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Nella tarda mattina di oggi – 7 dicembre –  la primula rossa Michele Zagaria è stato arrestato, dopo sedici anni di latitanza, grazie ad un’operazione delle Squadre Mobili di Napoli e Caserta, oltre che del Servizio Centrale Operativo di Polizia: a coordinare i magistrati della Dia partenopea. Le forze dell’ordine nella notte hanno assediato la zona di Casapesenna, nel Casertano, per poi fare irruzione nel covo del superboss a capo dei Casalesi. Michele Zagaria si trovava in un nascondiglio sotteraneo scavato al di sotto di un’abitazione in via Mascagni, a Casapesenna. All’arrivo delle forze dell’ordine, il boss di Gomorra, rivolgendosi ai magistrati, ha commentato: «Avete vinto voi, ha vinto lo Stato»; subito dopo è stato colto da malore. Nato il 21 maggio 1958, Michele Zagaria “capastorta” era considerato il capo indiscusso del clan dei Casalesi, specie dopo l’arresto – avvenuto nel novembre 2010 – di Antonio Iovine; latitante dal 1995, su di lui gravano accuse di reati quali associazione di stampo mafioso, omicidio, rapina, estorsione. Viene considerato il re del cemento a livello nazionale: i suoi interessi si sono estesi fino al Lazio, alla Toscana, all’Umbria, all’Abruzzo, alla Lombardia e, in particolare, all’Emilia-Romagna. In merito al prezioso lavoro svolto...


Clan dei Casalesi, arrestato Carmine Zagaria

Gen 27th, 2011 | Categoria: news
Si riaprono le porte del carcere per Carmine Zagaria (nella foto), fratello della “primula rossa” Michele. Il camorrista è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile napoletana a Cancello Arnone (Caserta) in esecuzione di un’ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli che di fatto ha ripristinato la custodia cautelare in carcere già disposta dal Gip il 17 marzo 2010. Un’ordinanza che aveva permesso di far scattare le manette ai polsi non solo di Carmine ma anche di Nicola Zagaria, padre dei due boss del clan dei Casalesi. Era il 31 marzo: il figlio 43enne era stato arrestato sul molo di Olbia, mentre il padre era stato raggiunto dalle forze dell’ordine a Casapesenna con l’accusa di estorsione. A causa della sua anziana età gli erano stati concessi i domiciliari, mentre Carmine Zagaria fu condotto in carcere, da dove uscì però meno di un mese dopo – 22 aprile – a causa della “mancanza di gravi indizi di colpevolezza”. Carmine Zagaria è accusato di tentata estorsione aggravata commessa nei confronti di un imprenditore edile impegnato nella realizzazione di diversi appartamenti in provincia di Ferrara. L’edilizia è reputata, secondo la Direzione distrettuale antimafia, il punto di forza del fratello di Carmine, Michele Zagaria, considerato...


Gomorra perde il suo re, arrestato Antonio Iovine

Nov 18th, 2010 | Categoria: news, prima pagina
Antonio Iovine, classe 1964, da quattordici anni latitante. Una latitanza terminata con un blitz di appena tre minuti da parte della Squadra Mobile di Napoli che lo ha arrestato a Casal di Principe, ad appena un chilometro da casa sua, ospite di un muratore incensurato, Marco Borrata, ora indagato come fiancheggiatore. Iovine, detto O’ninno, nato a San Cipriano d’Aversa, nel casertano, era nella lista dei trenta latitanti più pericolosi stilata dal Viminale, una lista in cui figurano ancora Matteo Messina Denaro, numero uno di Cosa Nostra, e Michele Zagaria, l’altro diarca dei Casalesi. Con Zagaria Iovine ha diretto gli affari criminali del clan, anzi, ne rappresentava l’innovatore, capace di esportarne gli affari anche in basso Lazio, Emilia, Toscana e Lombardia, fino all’Europa. Tramite una fitta rete di affiliati presenti su tutto il territorio e anche in amministrazioni pubbliche, Iovine riusciva sempre a essere informato su appalti e affari in cui potersi infiltrare. Il suo fiore all’occhiello erano la spazzatura e il traffico di rifiuti tossici e ciò gli valse il nomigliolo di “ministro della Mondezza”. Iovine salì al trono dei Casalesi nel 1998 dopo l’arresto di Francesco Schiavone, detto Sandokan per una vaga somiglianza con Kabir Bedi, l’attore dell’omonima fiction televisiva. Iovine e Schiavone oltre...


Casalesi, si stringe il cerchio intorno a Zagaria

Apr 27th, 2010 | Categoria: news
Tempi duri per il clan di Michele Zagaria, il più importante latitante del clan dei casalesi ancora in circolazione insieme ad Antonio Iovine. Lo scorso 31 marzo la polizia e il Ros dei carabinieri hanno arrestato 14 persone con accuse che vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione, tra cui il padre del boss, Nicola Zagaria, 83 anni, accusato di estorsione, e il fratello Carmine. Nell’ambito dell’operazione sono stati sequestrati beni per 40 milioni di euro tra cui due imprese di produzione di calcestruzzo e due aziende di allevamento di bufale. Dall’inchiesta, coordinata dalla Dda di Napoli, è emersa la disponibilita di sofisticati apparacchi per la rilevazione di microspie. Il 14 aprile è toccato a Nicola Panaro, 41 anni, latitante da 5 anni, a Lusciano, paese non lontano da Casal di Principe. I carabinieri lo hanno scovato disarmato in un appartamento protetto da un sofisticato apparato di videosorveglianza. Cugino del superboss ergastolano Sandokan Schiavone, Panaro, detto “Nicolino”, era considerato il latitante numero tre della camorra (dopo Zagaria e Iovine) e sarebbe vicino al figlio di Sandokan, Nicola Schiavone.


Saviano, i Casalesi, i politici

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Lunedì 17 settembre, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico campano, Roberto Saviano è tornato a Casal di Principe, la città feudo della camorra da cui, un anno prima, aveva esortato la popolazione a ribellarsi ai mafiosi. Il gesto di gridare «Iovine, Schiavone, Zagaria, non valete nulla! Loro poggiano la loro potenza sulla vostra paura, se ne devono andare da questa terra», gli era costato, unitamente al successo del best seller Gomorra, l’imposizione di una scorta a tutela della sua incolumità. La manifestazione, fortemente voluta dall’assessore regionale alla cultura Corrado Gabriele, doveva essere l’occasione per parlare di legalità e democrazia agli studenti là dove ce n’è più bisogno. L’assessore aveva puntato molto sul linguaggio dei simboli, non solo pretendendo la presenza di Saviano nonostante le esortazioni della procura di Napoli a disdire l’invito per motivi di sicurezza, ma riservando due sedie in prima fila ai super latitanti Antonio Iovine, di San Cipriano d’Aversa, e Michele Zagaria, di Casapesenna. Ai quali, nei giorni precedenti, Gabriele aveva inviato una provocatoria lettera aperta (tradotta in otto lingue e spedita ai rappresentanti dei paesi dove la camorra gestisce i propri traffici) attraverso la quale li invitava in piazza a Casal di Principe, visto il ruolo determinante...


Un duro colpo per i Casalesi

Nov 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Dopo 7 anni, si è concluso il primo maxiprocesso contro i camorristi di Casal di Principe: 140 indagati tra cui il Gotha dell’organizzazione, 21 ergastoli, 90 condanne e la ricostruzione di dieci anni di traffici illeciti e guerre tra clan. Con filoni d’indagine che hanno portato a nuovi e clamorosi risultati giudiziari «La sentenza è il riconoscimento dell’impianto accusatorio. Le accuse hanno retto al dibattimento ed è stata accolta la stragrande maggioranza delle richieste di pena formulate dall’accusa. Un processo che ha riguardato non solo il Gotha del clan dei Casalesi, ma anche figure di secondo piano e in cui, soprattutto, c’ è stato il riconoscimento da parte della Corte sulla parte economica, perché a molti dei condannati sono stati confiscati tutti i beni». Il pm Federico Cafiero De Raho pronuncia queste parole il 15 di settembre, quando sono da poco passate le 13.00 e nell’aula bunker del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Ce) il presidente della Corte, Catello Marano, ha appena finito di leggere le trenta pagine del dispositivo della sentenza di primo grado del processo “Spartacus”. Nessun legittimo sospetto. La Corte ha ricostruito la mappa dei clan della Camorra dell’area di Casal di Principe (Ce), le guerre intestine per...