Articoli con tags ‘ Michele Prestipino ’


Le “Mafie di Roma” a processo

Feb 1st, 2016 | Categoria: articoli, prima pagina
di Norma Ferrara e Edoardo Levantini
Due processi e un’unica linea difensiva. Obiettivo: dimostrare che a Roma non esistono mafie autoctone. Accade da alcuni mesi nelle aule del tribunale della Capitale dove si stanno svolgendo, parallelamente, alcuni procedimenti giudiziari contro le “Mafie di Roma”: da Mafia Capitale alla Mafia del Litorale. Qui la parola d’ordine delle difese è diventata una sola: provare a smontare, pezzo dopo pezzo, l’accusa di 416 bis, ovvero l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Si tratta di una interessante  questione giuridica, non soltanto per i procedimenti in corso nella Capitale. Intorno a questa accusa, da mesi in tribunale si sono alzati i toni al limite dell’esercizio del diritto alla difesa – ha commentato in queste ore il presidente della Federazione nazionale della Stampa Italiana, Beppe Giulietti. E se da un lato alcuni avvocati hanno spostato in avanti il livello dello scontro, si sono moltiplicate  dall’altro le conferme dell’impianto accusatorio della procura di Roma. Ad oggi, oltre venti giudici hanno sancito, a più livelli, la “mafiosità” dei sodalizi criminali mandati alla sbarra dai pm romani. Cosa è accaduto al tribunale di Roma. Nell’ultima udienza per il processo d’Appello contro i clan di Ostia  nell’Aula Occorsio di Piazzale Clodio, a pochi passi dalla procura, l’avvocato Giosuè...


Blitz nella capitale, maxi operazione di Carabinieri e Fiamme gialle

Dic 2nd, 2014 | Categoria: news
Oggi 2 dicembre la criminalità organizzata romana ha subito un duro colpo. I carabinieri del Ros, su ordine della Procura di Roma, hanno arrestato Massimo Carminati, detto “il Re di Roma”, capo di un clan romano, e con lui altre 28 persone, sue affiliate. Sono anche stati sequestrati 200 milioni di euro di beni, molti dei quali appartenevano a Carminati, che si serviva di prestanome per gestirli. “Il Re di Roma” – militante neofascista e accusato dal pentito della Banda della Magliana, Antonio Mancini, di aver ucciso il direttore del settimanale «Op Osservatorio Propaganda», Mino Pecorelli – oltre ad aver stretto legami con altri clan mafiosi italiani come Cosa nostra, aveva fatto in modo di crearsi una rete anche nel mondo dell’imprenditoria e della politica, per poter aggiudicarsi appalti, corrompere, estorcere e riciclare denaro. Infatti, il procuratore capo Giuseppe Pignatone, con l’aggiunto Michele Prestipino e i sostituti Paolo Ielo, Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli stanno indagando su 37 persone coinvolte nell’organizzazioni, tra le quale anche l’ex sindaco Alemanno. Sono state disposte decine di perquisizioni: negli uffici e commissioni della Regione Lazio, della Presidenza dell’Assemblea Capitolina, del consigliere regionale del Pd Eugenio Patanè, di quello del Pdl Luca Gramazio e del presidente dell’Assemblea...