Articoli con tags ‘ Michele Greco ’


Occupato il feudo del boss Michele Greco

Giu 16th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Francesco Galante
A Verbuncaudo vedi un panorama che ti aspetti in un film sulle lotte contadine, ambientato 60 anni fa. Così i campi di grano arsi dal sole, anche se è solo metà giugno, così il caseggiato che li domina dall’alto; un feudo di 150 ettari e un mare di bandiere rosse a occuparlo: anche oggi bisogna lottare per dare la terra a chi la lavora. E’ un caso di studio, quello del bene di 150 ettari a Polizzi Generosa, comune della Madonie, confiscato a Michele Greco; è solo una parte del latifondo originario, da sempre passato in mani mafiose. La confisca definitiva ai danni di Greco e l’assegnazione all’amministrazione locale, oggi guidata da Patrizio David, nel maggio del 2008 hanno aperto la strada all’assegnazione in comodato alla cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra. Come in tanti, troppi altri casi in Italia, il bene è però gravato da ipoteca, messa in riscossione dalla Pirelli Re, cui aveva ceduto il credito il Banco di Sicilia. Il rischio, che per i familiari di Greco è la soluzione ideale, è che il terreno venga messo all’asta per la vendita. Verbuncaudo risulta oggi in affidamento a privati, con l’autorizzazione del giudice competente del tribunale di Termini Imerese...


Beni confiscati: siamo ai saldi di fine stagione?

Nov 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Elena Ciccarello
Parliamoci chiaro. L’emendamento alla finanziaria approvato in Senato lo scorso 13 novembre (relatore Maurizio Saia, Pdl), che introduce la possibilità di vendere i beni confiscati ai mafiosi, non rischia solo di essere un regalo alle cosche o una miope soluzione per fare cassa. È un vero e proprio colpo di spugna al lungo e faticoso percorso inaugurato con l’approvazione della legge di iniziativa popolare 109/96 che ha introdotto la possibilità di destinare i beni a scopi sociali. Le ragioni sono semplici. Con questa norma possono essere destinati alla vendita tutti gli immobili confiscati ma non destinati entro 90 giorni (centottanta in caso di operazioni particolarmente complesse). Quindi, in buona sostanza, finirebbe all’asta tutto lo stock di beni che giace in disuso, ad oggi più di 3.000 immobili, cui si aggiungerebbero tutti quelli man mano in scadenza. Non è infatti un segreto che nella stragrande maggioranza dei casi, a causa dei mille impedimenti che intercorrono nella fase di destinazione – ipoteche e proprietà indivise sono le più diffuse – il termine dei 90 giorni sia di gran lunga superato. Facile allora prevedere le conseguenze. Gli ex proprietari cercheranno di rientrare in possesso dei loro immobili ricorrendo ad amici e prestanome. Lo fanno...


L’estate nera della Mobile

Lug 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Accadde tutto in nove giorni, tra luglio e agosto del 1985: tre poliziotti ammazzati dalla mafia, un presunto mafioso torturato e ucciso durante un interrogatorio di polizia, un’ondata di polemiche infuocate tra forze dell’ordine, istituzioni politiche, cittadini. Quella di venti anni fa fu un’estate drammatica e velenosa, tra le peggiori della storia recente di Palermo. Cosa Nostra aveva deciso di regolare i suoi conti con la squadra mobile, che negli ultimi anni aveva ottenuto successi importanti nel contrasto alle cosche. Grazie al coraggio e all’intelligenza dei suoi uomini, sostenuti dal pool di magistrati guidato da Rocco Chinnici prima e Antonino Caponnetto poi, la polizia del capoluogo siciliano aveva smantellato gran parte delle raffinerie di eroina presenti sull’isola e stava assicurando alla giustizia – attraverso un lavoro rischioso, paziente, meticoloso – molti di quei latitanti che avrebbero riempito le gabbie del maxiprocesso che Falcone e Borsellino stavano istruendo. Quell’estate le cosche decisero di dare un segnale forte allo Stato, eliminando due degli uomini più intraprendenti della polizia palermitana, Giuseppe Montana e Ninni Cassarà. Il “Serpico” di Sicilia. Pochi giorni prima di morire, Cassarà dichiarò in un’intervista che «prima o poi gli investigatori che fanno sul serio finiscono ammazzati». Beppe Montana, chiamato “Serpico” dai...