Articoli con tags ‘ Messina ’


Il 21 marzo una “grande opera sociale e corale”. La Giornata della Memoria sarà a Messina

Feb 11th, 2016 | Categoria: news
di redazione
Si svolgerà il 21 marzo a Messina (e in contemporanea in tanti luoghi in tutta Italia) la XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, quest’anno intitolata “Ponti di memoria, Luoghi di impegno”. Evidente il rimando alla grande opera che, da tempo, si immagina sullo stretto e che dovrebbe mettere in congiunzione la Sicilia con il resto del Paese. “Un ponte di memoria è l’unico ponte possibile”, è la motivazione lanciata da Libera. Che annuncia con queste parole la scelta: “Ponte, dal latino pontem che significa passaggio, unione. E da questa unione che il 21 marzo vogliamo partire per costruire una grande opera sociale e corale, che sappia unire la memoria di tutte le vittime innocenti delle mafie, per congiungersi nei 900 luoghi che in tutta Italia affermeranno un messaggio di impegno. Ogni spazio avrà un nome di vittima innocente delle mafie da ricordare, ogni nome avrà così la dignità che si merita. È dalla memoria di comunità che si creano impegno e giustizia sociale”. La città siciliana sta vivendo un momento difficile della sua Storia e qualche mese fa, i cittadini sono rimasti, quasi nel silenzio, senza forniture d’acqua potabile per settimane. Messina è un...


Calabria: Alta tensione

Ott 20th, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_10_2010 In Calabria la ‘ndrangheta ha alzato il tiro. Gli atti intimidatori contro i magistrati degli ultimi mesi svelano un cambio di strategia: “Non siamo mai stati favorevoli a uno scontro aperto, i giudici abbiamo sempre preferito delegittimarli” spiegava il pentito Franco Pino in una deposizione del 2007. Oggi non è più così. Il governo manda l’esercito a presidiare i punti sensibili e la società civile scende in piazza: in quarantamila hanno accolto l’invito del direttore del Quotidiano della Calabria e hanno sfilato per dire “no alla ‘ndrangheta” (altro…)


Tra mare e cemento (depotenziato)

Ott 20th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Federico Alagna
Nell’ottobre 2009 a Messina e dintorni 37 persone morirono a causa di crolli e smottamenti provocati da un violento nubifragio. In un’area a forte rischio idrogeologico l’edilizia dovrebbe seguire regole ferree. Ma ancora oggi non è così (altro…)


Cinquanta milioni di euro “prodotti” con il cemento impoverito

Giu 30th, 2010 | Categoria: news
Le mani in pasta – cementizia – Nicola e Domenico Pellegrino, proprietari della Calcestruzzi Messina Srl, le avevano messe per dare luogo ad un giro di affari che, nell’arco di pochi mesi, ha permesso di aumentare il loro capitale fino al mille per cento. La Dia messinese ha confiscato ai due fratelli e soci 40 automezzi, due impianti di produzione di calcestruzzo, 20 rapporti bancari, polizze assicurative e 39 immobili per un valore complessivo di 50 milioni di euro, mettendo così a segno la più consistente operazione di confisca avvenuta nella zona. I Pellegrino, legati alla cosca messinese di Giacomo Spatà, si erano imposti ai cantieri pubblici e privati della zona siciliana, in una sorta di monopolio che garantiva a loro guadagni facili ed illeciti, e ai clienti un cemento impoverito e depotenziato. L’aspetto è emerso a seguito di un sequestro probatorio, avvenuto il 23 settembre di un anno fa; il consulente tecnico ha spiegato che il cemento impoverito è stato utilizzato non solo per costruire abitazioni private, ma anche opere pubbliche tra le quali spicca l’approdo di Tremestieri (Me), che nell’arco di pochi mesi si presenta ai passanti con visibili crepe.


La vita di un uomo perbene

Dic 10th, 2009 | Categoria: recensioni
Il suo suicidio ha messo in moto meccanismi che per anni non erano stati avviati. A più di un anno dalla sua morte, le battaglie di Adolfo Parmaliana non sono terminate. Angosciante e doloroso è constatare la necessità di un gesto tanto estremo per tornare a parlare di un pezzo di terra che va da Messina a Barcellona Pozzo di Gotto. Terra di mafia, di massoneria, di compenetrazione tra legale e illegale tali da relegare al silenzio o alla delegittimazione, chiunque cerchi di denunciarle. C’è tutto questo nella vita e nella morte del professor Parmaliana, docente di chimica industriale di rango internazionale, ma prima di tutto cittadino, politicamente impegnato nella denuncia costante dell’illegalità e del compromesso. Il libro di Alfio Caruso ci restituisce le battaglie di questo uomo perbene di Terme Vigliatore. Ma prima ricostruisce il terreno entro il quale Parmaliana uomo, già politico del Pci, del Pds e dei Ds, si muove. La provincia di Messina, tradizionalmente e convenzionalmente definita “babba”, un modo sbrigativo per dirla avulsa dal gioco mafioso. Ma così non è mai stato: «Messina come un verminaio», l’aveva apostrofata il vicepresidente della Commissione antimafia, Nichi Vendola, terreno di conquista e di affari per i potenti...


Messina, maxi sequestro da 50 milioni di euro

Giu 10th, 2009 | Categoria: news
La Dia di Messina il 24 giugno ha reso noto di aver proceduto al sequestro di beni mobili e immobili del valore complessivo di oltre 50 milioni di euro nei confronti degli imprenditori edili Nicola e Domenico Pellegrino, rispettivamente di 47 e 39 anni. I due fratelli sono considerati dalla Dda di Messina elementi di spicco della cosca mafiosa guidata da Giacomo Spartà. I sigilli sono stati apposti a 39 immobili, tra cui terreni, ville e appartamenti, a 40 automezzi e a due impianti di produzione di calcestruzzo. Sequestrati anche le quote sociali di cinque società, venti conti bancari e alcune polizze assicurative. Il capo della procura della Repubblica Guido Lo Forte ha dichiarato che «si tratta di uno dei più consistenti sequestri effettuati in ambito nazionale. Gli imprenditori legati al clan imponevano quasi l’assoluto monopolio a Messina nel settore del movimento terra e nella produzione e vendita di calcestruzzo». Per dare la misura della capacità di imporsi sul mercato dei Pellegrino, Lo Forte ha portato l’esempio della società “Messina calcestruzzi”, che dopo la sua fondazione in un solo anno ha incrementato i propri introiti del 1.000%. Il generale Antonio Girone, direttore della Dia, ha sottolineato che i Pellegrino «imponevano la...


Scongiurata guerra di mafia in provincia di Messina

Mag 10th, 2009 | Categoria: news
Il procuratore capo di Messina Guido Lo Forte e il sostituto Giuseppe Verzera il 5 maggio hanno emesso cinque fermi finalizzati a stroncare sul nascere una possibile faida tra le famiglie mafiose di Barcellona Pozzo di Gotto. I provvedimenti sono stati eseguiti, oltre che nel messinese, ad Asti e a Belluno. Le indagini della Dda sono state avviate in seguito agli omicidi di Carmelo De Pasquale, assassinato il 15 gennaio a Barcellona Pozzo di Gotto, e Carmelo Mazza, ucciso il 27 marzo a Olivarella. Si tratta di delitti maturati nell’ambito della contrapposizione tra cosche barcellonesi in lotta per l’egemonia sul versante tirrenico della provincia di Messina. Secondo i carabinieri che hanno eseguito i fermi della Dda, alcuni dei fermati «sottovalutando le progettualità ostili di un altro gruppo mafioso, erano subentrati a Carmelo Mazza, avviando attività estorsive ai danni di una ditta ed esercitando violenza privata nei confronti di un prelato».


Se questo è un complice

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
La storia di un testimone ucciso per vendetta, calunniato dal suo assassino con l’inatteso avallo di una corte di giustizia. La difficile battaglia della sua famiglia per ristabilire la verità   Un uomo subisce una rapina a mano armata. Vede in viso uno degli aggressori e decide di collaborare con i carabinieri. Il suo contributo risulta determinante per l’identificazione e la condanna in giudizio del malvivente. Altri (probabilmente i più) al posto suo si sarebbero accontentati di esserne usciti vivi e per evitare ulteriori complicazioni si sarebbero trincerati dietro la consueta sfilza di “non ho visto”, “non ricordo”, “arrangiatevi”. Invece lui testimonia. Peccato che il rapinatore sia un mafioso e una volta uscito dal carcere gli presenti il conto: tre pallottole a bruciapelo e tanti saluti. Ma non è tutto, c’è un risvolto che fa assumere alla tragedia i contorni del paradosso: il ministero dell’Interno nega al coraggioso testimone lo status di vittima innocente di mafia. Il motivo? La sentenza passata in giudicato che ha condannato il suo assassino lo considera complice dei rapinatori. La radice della vendetta. L’uomo in questione è Ignazio Aloisi, messinese, classe 1946. La sua incredibile vicenda inizia quasi trent’anni fa, il 3 settembre 1979. Siamo nella Sicilia dei Riina e dei...


Messina, boss comanda dal 41 bis

Nov 10th, 2006 | Categoria: news
Il boss di Messina Giacomo Sparta, pur ristretto in carcere in regime di 41 bis (carcere duro), riusciva a dirigire i suoi traffici nel sud della città dello Stretto, coadiuvato dalla moglie Letteria Rossano, di 42 anni, che riceveva le direttive del marito nella gestione del traffico di stupefacenti e delle estorsioni agli imprenditori e ai commercianti della zona. Lo hanno scoperto gli agenti della polizia di Stato nell’ambito di un’operazione conclusasi il 19 ottobre scorso con l’arresto della moglie del boss e di altre 12 persone con l’accusa di associazione mafiosa, spaccio di stupefacenti porto e detenzione illegale di armi. I provvedimenti cautelari sono stati firmati dal Gip Maria Eugenia Grimaldi, su richiesta del pubblico ministero Rosa Raffa.


“Terremoto” sullo Stretto

Giu 10th, 2005 | Categoria: news
Nell’ambito dell’inchiesta “Gioco d’azzardo” – partita 12 anni fa a Messina e approdata successivamente a Reggio Calabria, dopo aver assorbito altri filoni d’inchiesta aperti a Milano e Catania – sono stati emessi, il 9 maggio scorso, sedici ordini di custodia cautelare e otto avvisi di garanzia a esponenti illustri delle istituzioni e del cosiddetto “ghota” della nuova imprenditoria messinese. Le accuse per i 24 personaggi coinvolti vanno dal concorso esterno in associazione mafiosa al riciclaggio, dalla corruzione al favoreggiamento personale, alla rivelazione d’atti d’ufficio. Agli arresti domiciliari sono finiti anche un magistrato, Giuseppe Savoca (presidente di una delle sezioni del tribunale di Messina e all’epoca dei fatti contestati presidente della sezione fallimentare) e un vicequestore, Alfio Lombardo, in servizio alla polizia ferroviaria di Palermo. Risulta ricercato l’ex sottosegretario al Tesoro Santino Pagano. Tra gli indagati (per rivelazione d’atti d’ufficio) anche il pm della Dda di Messina Vincenzo Barbaro. Il Csm ha chiesto gli atti a carico dei magistrati coinvolti. Tra gli arrestati anche Antonio Giovanni Puglisi, padre del presidente provinciale degli industriali, ex presidente del Messina calcio negli anni 80.